Top 10 album che non hanno alcuna ragione di stare nelle top 10 di fine anno se non per far sembrare figo chi ha fatto la top 10

10. Toro Y Moi, Underneath the Pine

Dalla chillwave al funk il passo è MA PERCHÉ? Detto questo, se avete girato un film soft core con protagonista maschile Tom Selleck e state cercando la colonna sonora, è l’album ideale.

Voto di Pitchfork: 8.3

9. Yuck, Yuck

Un (brutto) revival anni ’90 suonato (male) da gente nata negli anni ’90. Perlomeno hanno azzeccato il nome.

Voto di Pitchfork: 8.1

8. tUnE-yArDs, W H O K I L L

cHe gRaN caSiNo, ma magari è stato inciso così A P P O S T A per farci sentire la musica nel S A N G U E dei nostri fRaTeLli afro-americani così in cerca di un’I D E N T I T À – nonostante la cantante sia bIaNcA.

Voto di Pitchfork: 8.8

7. Horrors, Skying

Ovvero: prendi del rock middle-of-the-roaddel tutto anonimo, ma fa’ il possibile per registrarlo male in una cantina accanto a un cantiere aperto e il discone è servito.

Voto di Pitchfork: 7.5

6. Destroyer, Kaputt

Discorso simile a Toro Y Moi, anche se qui siamo un gradino più in basso: telefoni erotici 144 a inizio anni ’90.

Voto di Pitchfork: 8.8

5. Gil Scott-Heron & Jamie XX, We’re New Here

Sclap-sclappiti-chak-chak-alzo la voce di due toni-abbasso la voce di due toni-clap-chak-GENIO DEL MINIMALISMO.

Voto di Pitchfork: 7.8

4. Fucked Up, David Comes To Life

OK, quanti anni hai per ascoltare ‘sti qua? Quindici? Quindici e mezzo? E nel tempo libero che fai, cadi dagli skateboard?

Voto di Pitchfork: 8.6

3. iceage, New Brigade

OK, quanti hai per ascoltare ‘sti qua? Tredici? tredici e mezzo? E nel tempo libero che fai, ti tagli?

Voto di Pitchfork: 8.4

2. Qualcuno Che Non Ho Mai Sentito Nominare, Album Della Consacrazione

Be’, non posso che inchinarmi al talento di Qualcuno Che Non Ho Mai Sentito Nominare. Dopo diciassette introvabili EP e una mixtape che ha fatto parlare tutti i buzz blog del mondo, arriva il suo Album Della Consacrazione. Da avere assolutamente in vinile. Il prossimo album non ci piacerà.

Voto di Pitchfork: 9.9

1. Girls, Father, Son, Holy Ghost

Alla posizione numero uno bisogna sempre fare una scelta poco scontata, oppure così scontata che non è scontata, oppure darsi fuoco. E infatti qui il flame me lo sto proprio cercando col lanternino (direi che con le metafore sul fuoco puoi chiudere qui, NdR). Però, sul serio, io non capisco come questi siano riusciti ad avere successo fuori dal loro garage. I testi? La voce? La tecnica? L’innovazione? La tradizione? I capelli del cantante? Vi piacciono per i capelli del cantante. Ma se li è tagliati? E allora continuo a non capire.

Voto di Pitchfork: 9.3

Björk Vika: le 7 migliori cover

E siamo già giunti alla penultima giornata della Björk Vika. Siete contenti? Ho contato almeno tre clienti soddisfatti, quindi è a tutti gli effetti un successo. Senza perdere tempo, oggi propongo i migliori tributi alla musica di Björk: sette cover belle o bellissime dopo il salto.

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Björk Vika: le 7 migliori b-side

La settimana björkiana continua con le sette migliori b-side. La scelta, a contrario dei remix, è relativamente ristretta – segno che l’artista ha sempre preferito concentrarsi sulle (poche) tracce da includere negli album. Eppure, qui abbiamo sette perle che hanno trovato spazio solo nei singoli e che è giusto riesumare. Qualche approfondimento dopo il salto.

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