2013: 55 belle canzoni

2013

Benvenuti su Pop Topoi, l’unico sito che pubblica una classifica di fine anno in una schermata sola. Le canzoni, laddove disponibili, sono anche raccolte in una comoda playlist su Deezer o Spotify.

E ora, litighiamo!

55 Lily Allen, "Hard Out Here"
Non è tanto per la canzone (rovinata da un autotune che è lì solo al fine della parodia), ma per quello che rappresenta: il ritorno di una popstar sfacciata e contraddittoria che sa tenere pubblico e stampa nel palmo di una mano.
54 Michele Bravi, "La vita e la felicità"
Michele è la cosa più vicina a Chiara che abbiamo visto a X Factor 7 (ovvero uno sconosciuto che speri possa avere successo manco fosse un tuo parente). Musicalmente, poteva ottenere di meglio, ma meritava le parole di Ferro per diventare la star che forse non sa nemmeno di essere.
53 Elisa, "L'anima vola"
Rendiamo grazie agli archi di Davide Rossi e alla voce di Elisa: due elementi che riescono a oscurare con eleganza il nulla del testo e rendere "L'anima vola" un'ottima canzone.
La recensione de L'anima vola
52 Elio e le storie tese, "Complesso del Primo maggio"
Gli Elii ormai vivono di meta-canzoni e questa è tra le più brillanti del loro repertorio. Ma dato che hanno riso perfino quelli che dovrebbero sentirsi insultati, non si capisce se abbiano centrato l'obiettivo in pieno o l'abbiano mancato clamorosamente.
51 Donatella, "Thunder"
Quando Alessandro Cattelan twittò un apprezzamento per il buonissimo album delle Donatella (lo definì, a ragione, "una sorpresa"), si beccò un casino di insulti. È l'ennesima prova che non ce le meritiamo.
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50 Fall Out Boy, "Alone Together"
Non avendo attraversato la fase Emo quando avevo l'età per permettermelo, sono stato travolto dai Fall Out Boy quest'anno. Un po' per sfinimento (Radio One passava "Alone Together" ogni cinque minuti), un po' perché, con un testo così intensamente ridicolo ("my heart is like a stallion"), o ridi o canti a squarciagola a occhi chiusi.
49 One Direction, "Story of My Life"
Sì, sono gli One Direction. Sì, sembra una canzone dei Mumford & Sons. Sì, sembra una canzone bella dei Mumford & Sons. La spocchia la lasciamo a casa e ci arrendiamo all'evidenza.
La recensione di MIdnight Memories
48 Levante, "Alfonso"
Quant'era che un pezzo d'origine indie non sforava nella dimensione parallela? Quant'era che una nuova cantautrice italiana non riceveva queste attenzioni? E quant'era che non si sentiva la parola "merda" cantata così bene? "Alfonso" non è che il fortunato inizio di Levante, e l'Ariston non può fare finta di niente.
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47 Oh Land, "First to Say Goodnight"
A volte è davvero dura riconoscersi nelle parole delle canzoni pop, dato che il 50% di esse parla di feste selvagge pressoché orgiastiche. Qui Oh Land dichiara invece di essere sempre la prima a lasciare la festa per andare a casa a dormire. Oh Land una di noi.
46 Blood Orange, "You're Not Good Enough"
Il 2013 non ci ha portato un album di Solange prodotto da Dev Hynes e ora, dato che hanno litigato via Twitter, forse non arriverà mai. Uno dei tanti pregi dell'album di Dev Hynes è che sembra di sentire Solange anche dove non c'è. Però adesso voi due fate la pace, capito?
45 How to destroy angels_, "How Long"
Il futuro, attraverso gli occhi degli HTDA, porterà solo scenari apocalittici e solitudine. Ma in "How Long", Reznor, Maandig e Ross provano a ribellarsi alla supremazia delle macchine con la melodia, iniettando un po' di pop in un concept album che non offre altre vie d'uscita.
La recensione di Welcome Oblivion
44 Erica Mou, "Contro le onde"
Di certo non ci si aspettava che Erica Mou un giorno avrebbe campionato i Portishead. E che l'avrebbe fatto in modo così convincente, inserendoli tra le sue parole personalissime e mai scontate. È una cantautrice sempre più preziosa, da proteggere con tutte le nostre forze.
43 Katy B, "5AM"
Mentre tante popstar cantano in continuazione di serate devastanti in pista pur non vedendo una discoteca da anni, Katy B suona come una vera esperta in materia. Ed è anche un'esperta nell'usare il club come teatro per raccontarci le sue disgrazie sentimentali. (PS: Se il nuovo singolo "Crying For No Reason" fosse già stato pubblicato ufficialmente, Katy B sarebbe una quarantina di posizioni più su.)
42 Emilíana Torrini, "Speed of Dark"
Ci ha fatto aspettare secoli e alla fine è tornata con un album che è l'opposto del precedente. Emilíana conosce meglio la velocità del buio che quella della luce, ma la sua voce resta abbagliante.
Intervista a Emilíana Torrini
41 Cosmo, "Ho visto un dio"
È passato un anno da quando ho sentito la cover di Cosmo di "Abbracciala, abbaracciali, abbracciati", ed è stato abbastanza per farmi gridare al miracolo. "Ho visto un dio" ha mantenuto le promesse sonore e ha superato le aspettative cantautorali.
40 Robbie Williams feat. Rufus Wainwright, "Swings Both Ways"
Ora che Robbie è un padre di famiglia, può concedersi il lusso di scherzare sui pettegolezzi sulla sessualità che hanno accompagnato tutta la sua carriera. E il modo migliore per farlo è senza dubbio richiamare Guy Chambers e cantare uno swing zeppo di doppi sensi con Rufus Wainwright.
39 Stromae, "Papaoutai"
Usare la definizione di "dance impegnata" suona sempre un po' come "carota e bastone". Ma per Stromae, il genere musicale è diventato irrilevante: è un artista purissimo, istintivo e umano. Ed è forse per questo che in Francia ha venduto più dei robot.
38 Woodkid, "I Love You"
Sono in tanti a riempirsi la bocca coi loro progetti multimediali, ma in pochi hanno saputo fare centro come Yoann Lemoine. "I Love You" è il riassunto perfetto di Woodkid: campane, tamburi e una storia d'amore semplice in un contesto epico.
La recensione di The Golden Age
37 Amari, "La ballata del bicchiere mezzo vuoto"
Kilometri è il mio disco italiano dell'anno e scegliere una traccia non è stato facile. Probabilmente cambierò idea tra cinque minuti. Quello che conta è che gli Amari sono ancora un gruppo pop unico ma accessibile, e che hanno ancora idee e parole pungenti per i prossimi 15 anni.
36 Niia, "Made for You"
Presente quando senti una canzone e pensi che sarà un successo mondiale assicurato? Se Niia si chiamasse Adele, sarebbe andata proprio così. E invece la poveretta è ancora senza un contratto e non le resta che qualche ospitata chez Wyclef Jean e due righe nella classifica di un piccolo blog italiano. Si fa quel che si può.
35 Kate Boy, "The Way We Are"
Nell'anno della svolta impegnata dei The Knife, ci è toccato cercare i The Knife divertenti altrove. I Kate Boy, col loro accento scandinavo, i testi enigmatici e una voce fin troppo simile a quella di Karin, sono stati un eccellente surrogato.
34 Vanessa Paradis, "Love Song"
Vanessa Paradis è tornata con un singolo elettronico fuori di testa e non se n'è accorto nessuno. È curioso come alcune celebrità siano sempre sotto esame per la loro vita privata, mentre quando fanno il loro lavoro, e anche bene, vengono ignorate.
33 Immanuel Casto, "Sognando Cracovia"
Immanuel Casto sembrava destinato a restare un autore provocatorio ma musicalmente inconsistente. Con Freak & Chic e la perla "Sognando Cracovia" ha dimostrato di potere ancora osare con intelligenza (e perfino empatia), ma anche di sapere inserire il tutto in un contenitore pop di grande livello.
32 Meg, "Estate"
Una delle poche, anzi, l'unica italiana in grado di fare musica leggera contemporanea e presentarla in modo adeguato. O di stravolgere un brano simile mantenendone il cuore intatto. O di commissionare una serie di remix uno più azzeccato dell'altro. Meg, fa' uscire 'sto album.
31 Teho Teardo e Blixa Bargeld, "Mi scusi"
Teho Teardo patrimonio nazionale. Anche e soprattutto quando fa cantare un tedesco che si scusa del suo accento italiano in un brano improbabile, inquietante e geniale.
30 Daft Punk, "Giorgio by Moroder"
Quest'anno i Daft Punk hanno fatto risorgere cose, generi musicali e persone con un album più importante che bello. Dobbiamo soprattutto ringraziarli per un mini documentario audio che ha nuovamente puntato i riflettori su un uomo venuto dal futuro. Il suo nome è Giovanni Giorgio.
29 Goldfrapp, "Drew"
L'ennesima trasformazione dei versatilissimi Goldfrapp sembra anche quella definitiva. La voce di Alison è tornata nel suo mondo, a metà tra idilli bucolici e colonne sonore di 007, ed è lì che brilla.
Intervista ad Alison Goldfrapp
28 London Grammar, "Strong"
Ci sono canzoni che quando passano in radio annullano tutto. Il merito di "Strong" è proprio quello di imporsi con delicatezza sfruttando lo spazio negativo con l'abilità dei The xx e una voce al livello di Florence.
27 James Blake, "Overgrown"
Il Mercury Prize è quel premio che premia i fighi della musica britannica. È strano che, nel 2013, James Blake abbia vinto il premio che gli negarono quando era figo, ovvero il 2011. Ma, si sa, l'hype viene e soprattutto va; il talento, per fortuna, a volte si evolve e cresce a dismisura.
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26 Lady Gaga feat. R Kelly, "Do What U Want"
Viste le vicende giudiziarie di R Kelly, l'ideona di invitarlo a cantare di sesso poteva venire solo a Gaga. Eppure ne esce fuori un pezzo moroderiano in totale contrasto col resto di ARTPOP nonché un'esibizione indimenticabile agli AMAs.
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25 Vampire Weekend, "Diane Young"
Nel migliore dei mondi possibili, "Diane Young" sarebbe diventata il tormentone dell'estate. Anzi, sarebbe un elemento inscindibile dall'estate quanto i racchettoni, il mojito e la Settimana enigmistica. Sì, ok, parla di morire giovani, ma baby baby baby non stiamo a cavillare.
24 VV Brown, "The Apple"
Spesso l'indipendenza fa male a una popstar. In rari casi, è invece il veicolo per prendere una direzione artistica inaspettata e mostrare un talento purissimo, in passato danneggiato da troppi filtri. VV ora dà retta solo a se stessa e fa pop squisitamente alieno come in "The Apple".
23 Janelle Monáe feat. Miguel, "Primetime"
The Electric Lady è stato uno degli album più amati dalla critica quest'anno, ma Janelle resta un boccone difficile per il mainstream. E se un giorno si trovasse senza il budget adatto alla sue follie, "Primetime" è la prova che sa spaccare anche senza l'eccentrico contorno.
22 Max Gazzè, "I tuoi maledettissimi impegni"
Gazzè è uno dei migliori, ma era un po' che non ce ne accorgevamo. Il 2013 è stato l'anno in cui, tra Sanremo e il Primo maggio, Gazzè è tornato a essere una voce di spicco del cantautorato italiano. Pentiamoci solo di aver abboccato alla più facile "Sotto casa" ignorando la bellezza e precisione di "...Impegni".
21 Margaret Berger, "I Feed You My Love"
Immaginate se qualcuno si presentasse a Sanremo con un pezzo che si apre in questa maniera e poi andasse a rappresentare l'Italia allo Eurovision. Divago, è fantascienza. Anzi, no, è pop norvegese.
Eurovision Song Contest: guida alle canzoni in gara
20 Little Mix, "Move"
Nessuno (nemmeno Tulisa) poteva sospettare quale macchina da guerra sarebbero diventate le Little Mix nel mondo reale. Paradossalmente, la più costruita delle girlband è anche la più genuina, almeno all'apparenza. Canzoni irresistibili come "Move" fanno il resto.
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19 Disclosure feat. AlunaGeorge, "White Noise"
I Disclosure si sono circondati dei migliori esordienti inglesi per il loro Settle. Eppure, è la voce meno potente del gruppo a ottenere i risultati più incisivi. La pacata rabbia di Aluna sul rumore bianco dei fratelli Lawrence ha lasciato il segno.
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18 Tinie Tempah, "Trampoline"
"Harlem Shake" + "Emerge" di Fischerspooner + "Drop It Like It's Hot" di Snoop Dogg = "Trampoline". E quando una tamarrata riesce così bene, che fai? Ti arrendi e SHAKE SHAKE SHAKE SHAKE SHAKE SHAKE.
17 Demi Lovato, "Heart Attack"
L'ultima principessa Disney caduta in disgrazia urla a squarciagola della sua inadeguatezza e si arrende a una cotta (INNOCENTE, NON COME QUELL'ALTRA CHE LECCA I MARTELLI). Tutti gli elementi per una canzone adolescenziale perfetta su un crescendo drammatico che fora i timpani al momento giusto. Almeno tu, Demi, resta pura.
16 Andrea Nardinocchi, "Non mi lascio stare"
Di canzoni di self-empowerment ce ne sono tante, ma ne mancava una che vendicasse i magri per tutte le volte che si sentono chiedere: "Ma mangi?" E Nardinocchi lo ha fatto con un pezzo dubstep folle e violentissimo.
Intervista a Nardinocchi: Il momento perfetto traccia per traccia
15 Pet Shop Boys, "Love Is A Bourgeois Construct"
Come sempre, dietro alla plastica dei Pet Shop Boys, si nasconde un testo pungente e qualche citazione fin troppo colta. Quest'anno i padri fondatori del pop moderno sono tornati in scena e hanno ricordato a tutti le regole del gioco – vincendolo.
14 Tove Lo, "Habits"
Quando P4K la definì una Ke$ha scandinava e depressa, sembrava un'assurdità. "Habits" è un esercizio di equilibrio tra lo squallore divertito delle strofe e la disperazione totale del ritornello – ed è lì che ti frega. Tove Lo si mangerà il 2014.
13 Iggy Azalea, "Work"
Senza soldi, senza famiglia, a sedici anni nel cuore di Miami. Un'australiana sbarca in America per fare rap, si ritrova in una ricostruzione molto fedele di The Bling Ring e analizza i costumi locali in un brano che diventa il manifesto del suo (meritato) successo.
12 Chvrches, "Gun"
Saranno le produzioni impeccabili? O la voce di Lauren che ti scioglie anche quando minaccia di "break you down to tiny tiny parts"? La scuffia è tale che i Chvrches sono il gruppo che ho ascoltato di più quest'anno – e chi sono io per dubitare delle statistiche di Deezer. Certo, forse dovrei smettere di chiamarli "i miei patatini" in pubblico.
11 Bastille, "Of the Night"
Prendere due classici dance anni '90 che in comune hanno solo la parola rhythm nel titolo; invitarli a una seduta spiritica; vedere l'effetto che fa. Un'idea così fuori di testa poteva solo trasformarsi in un disastro o in una rivelazione. Per fortuna, è la seconda.
10 Yeah Yeah Yeahs, "Sacrilege"
Non si può dire che gli YYYs siano tornati a essere rilevanti come dieci anni fa, ma non sono nemmeno morti come tanti prevedevano. "Sacrilege" è uno dei pezzi migliori della loro carriera e l'azzeccatissimo finale gospel dimostra che hanno ancora la voglia e la capacità di stupire.
9 Marco Mengoni, "L'essenziale"
Il manuale della musica leggera italiana va aggiornato con un nuovo capitolo per questa canzone, che è cresciuta a ogni ascolto e che è stata la vittoria al Festival più meritata degli ultimi vent'anni.
La recensione di #Prontoacorrere
8 The Knife, "Full of Fire"
Nel 2013, i The Knife hanno raggiunto l'apice della popolarità e l'apice della follia inserendo intricati discorsi politici nei loro brani, ma potrebbero parlare di qualsiasi cosa (o tacere direttamente) e questi nove minuti e diciassette secondi resterebbero la cosa più esplosiva che abbiamo ballato quest'anno.  
La recensione di Shaking the Habitual
7 AlunaGeorge, "Attracting Flies"
Nelle relazioni di Aluna, è il maschio la drama queen. Lei, come la Beyoncé di "Irreplaceable", non fa una piega e lo guarda piangere e disperarsi. Nel frattempo, rinasce un amore: quello tra la garage e il pop.
6 Kanye West, "New Slaves"
Il problema di Kanye è Kanye: solo lui può incidere una critica al consumismo e, pochi mesi dopo, minacciare un boicottaggio di Louis Vuitton perché la maison gli ha negato un incontro. Eppure, il primo assaggio di Yeezus, in cui Frank Ocean canta sul sample di una band ungherese anni '60, è uno dei saggi meglio argomentati sulla cultura americana contemporanea – contraddittoria quanto Kanye.
5 Mutya Keisha Siobhán, "Flatline"
Il video, la copertina, l’interminabile attesa per la pubblicazione finita con un disastroso piazzamento in classifica: MKS hanno fatto di tutto per sabotare il successo di “Flatline”. Ma era e resta un piccolo capolavoro firmato Dev Hynes in cui si ritrovano, finalmente, le voci della migliore girlband inglese di sempre.
MKS: la reunion e il primo concerto
4 Lorde, "Royals"
Il commento migliore su "Royals" lo twittò Grimes: "a new breed of realistic post-recession music". Il successo di un pezzo che demolisce i cliché di rapper e rockstar era inaspettato – ed è reso ancora più significativo perché, per una volta, è arrivato davvero dal basso. Ma non è solo merito del testo: sono anche lo sfacciato minimalismo dell'arrangiamento e la maturità dell'interpretazione a rendere "Royals" un nuovo classico.
3 Justin Timberlake, "Mirrors"
JT è tornato con un album così pretenzioso da risultare insopportabile, ma quando trova il compromesso giusto tra quello che vuole fare e quello che vogliamo ascoltare, ne escono capolavori rari. La narcisistica dichiarazione d'amore "Mirrors" è una delle tante ragioni che lo rendono la popstar maschile migliore del pianeta.
La recensione di The 20/20 Experience
2 John Grant feat. Sinéad O'Connor, "GMF"
A volte si sta di merda. John Grant è un campione nello stare di merda e nel 2013 ha fatto uno splendido album sullo stare di merda. In "GMF", sta di merda con Sinéad O'Connor, e con un po' d'ironia. Uno che, nello stesso brano, riesce a fare piangere e ridere (o almeno un 65% in più) non può che essere il più gran FDP in circolazione.
1 Miley Cyrus, "Wrecking Ball"
Nell'istante in cui Miley scendeva dal palco dei VMAs, su Vevo appariva l'audio di "Wrecking Ball". Forse era una mossa per controbilanciare l'esibizione, ma si perse tra il rumore delle chiappe che twerkavano. Due settimane dopo, Miley era di nuovo sulla lingua di tutti – e tutti erano sulla lingua di Miley. Ma in sottofondo, c'era una canzone gigantesca che sopravviverà a qualsiasi scandalo e ci racconterà per sempre qualcosa del 2013.
La recensione di Bangerz

  • Marco Goi

    toglierei tutte quelle italiane, a parte il mitico cosmo.
    quelle “straniere” invece direi che mi piacciono tutte!
    grande che hai messo chvrches, london grammar, james blake, kanye etc…
    le poche che ancora non conosco me le vado a cercare…

  • Marco Frangini

    se proprio devo dire la mia, avrei messo GMF al primo posto
    appartecciò, rispondo al quesito sul COMPLESSO DEL PRIMO MAGGIO: Elioecc hanno centrato il loro obiettivo, in quanto HANNO VENDUTO UN BEL PO’ DI DISCHI sfrugugliando i loro colleghi, ma CON LEGGEREZZA senza spargere sangue

  • Jeff

    sicuramente sarà una svista, ma neanche una una bella canzone degli A.M. ha trovato posto nella tua lista?

  • Francesco Lisanti

    L’equilibrio perfetto. A livello di gusti musicali, provenienza dei pezzi, cultura di genere. La classifica definitiva. La sto postando ovunque e nessuno dei miei conoscenti sente di dover cambiare qualcosa. E’ il 2013. Grazie.

  • poptopoi

    Grazie a te, è un bellissimo commento.

  • poptopoi

    In effetti “Why’d You Only Call Me When You’re High” ci poteva stare…

  • la rospa

    Concordo in toto, Francesco! E dire che tante non le conosco (o non abbastanza), eppure sono talmente innamorata anche io di quelle che tra queste mi sono familiari… Insomma, mi hai messo voglia di conoscerle tutte, Pop ;) (e bravo! Mi mancavano queste “recensioni”)

  • Gabriele Vergani

    Sto ascoltando ora la listona/classifica :)
    Solo due pensieri:
    -sarò di parte ma negli ultimi vent’anni a Sanremo ci metto in cima Luce nella mia personale classifica dei vincitori
    -Sempre detto che “…impegni” meritava di più! Non mi sento più solo! :D

  • Michele Boroni

    Ma mi manca una Laura Mvula. Comunque bella playlist.

  • poptopoi

    Eh, lo so. L’avevo anche messa in una playlist di prova e alla fine l’ho dimenticata (come tante altre, del resto).

  • poptopoi

    Be’, metto qui quelle che ho imperdonabilmente dimenticato:

    Arctic Monkeys, “Why’d You Only Call Me When You’re High”
    Baustelle, “Monumentale”
    I cani, “Non c’è niente di twee”
    Jessie Ware, “Imagine It Was Us”
    Kylie Minogue feat. múm, “Whistle”
    Laura Mvula, “Sing to the Moon”
    Perturbazione feat. Luca Carboni, “I baci vietati”
    Samuele Bersani, “En e Xanax”
    Say Lou Lou, “Better in the Dark”
    Sky Ferreira, “You’re Not the One”
    Tegan & Sara, “I Was a Fool”

    E molte di quelle contenute in questa playlist: http://www.deezer.com/playlist/694276155

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