Primavera Sound 2013

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primaveraTra meno di una settimana inizia la tredicesima edizione del Primavera Sound di Barcellona, un festival che non ha più bisogno di presentazioni: è diventato talmente mainstream che quest’anno ci vado persino io. La ragione principale, non lo nego, era quella di intercettare l’unica data europea di Fiona Apple, che però ci ha ripensato. Poco male: la line-up è tra le più ricche e interessanti dell’estate (il buon Inkiostro consiglia di creare la propria tabella di marcia con Clashfinder) e, mentre vagherò tra un palco e l’altro cercando wi-fi come un rabdomante digitale, tenterò di risolvere i quesiti che attanagliano il mondo indie. Solange si lascerà accarezzare la chioma? Se racconto una barzelletta a James Blake, lui ride? Se i The Knife mi raccontano una barzelletta, io rido? Questo e altro su queste pagine e quelle di Rockol.
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Eurovision Song Contest 2013: la guida alle canzoni (seconda parte)

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Bentornati, amici europeisti, per la seconda infornata di concorrenti, dalla L di Lettonia alla U di Ungheria. Troverete le canzoni valutate in base a qualità, locura e possibilità di vittoria dopo il salto. Ma prima, due doverose parole su Marco Mengoni.

Quando ho sentito “L’essenziale” al festival, la mia reazione iniziale è stata riassumibile con “meh”. Dato che commentavo in diretta, è tutto nero su pixel a dimostrare quanto mi sbagliassi: dopo cinque giorni, la cantavo in macchina facendo le facce intense; dopo qualche mese, mi sembra una delle canzoni d’amore sanremesi più belle dai tempi di Massimo Ranieri. Non è un pezzo da primo ascolto, può non conquistare immediatamente.

Allo Eurovision Song Contest, ci si gioca tutto in tre minuti: quasi nessuno sa chi sei e il 90% degli spettatori ti sta ascoltando per la prima volta. È sempre interessante scoprire le reazioni degli stranieri a qualcosa che conosciamo molto bene ed è divertentissimo leggere cosa twittano dall’estero durante l’esibizione del nostro concorrente. Come andrà con Mengoni, non lo sappiamo con certezza, ma i commenti a questo video possono fornire qualche indizio.

Immagine anteprima YouTube

L’esibizione è tratta da un evento di presentazione dello Eurovision tenutosi ad Amsterdam a fine aprile. Alcuni commentatori di YouTube si complimentano per la canzone, molti altri si chiedono se sia drogato, ubriaco o cosa. Non c’è poi tanta differenza coi numerosi italiani che, durante una sua splendida interpretazione di “Ciao amore ciao” al festival, hanno preferito twittare che aveva un po’ di bava ai lati della bocca. Ma è normale: soprattutto nel commentare il frammento di una diretta, si nota una cosa.

Quando Nina Zilli si esibì a Baku l’anno scorso, aveva una canzone di gran lunga superiore alla media, ma salì sul palco con la storica acconciatura di Amy Winehouse. Il pubblico estero su Twitter notò quello e basta. Si sprecavano le battute su come la cantante inglese fosse risorta in Italia e qualcuno dotato di un’eccezionale dono della sintesi scrisse “Amatriciana Winehouse”. Sarei pronto a scommettere che Zilli, pettinata in modo diverso – qualsiasi altro modo, pure calva, pure con un pappagallo parlante in testa – avrebbe guadagnato una posizione molto più alta.

Mengoni sarà un ragazzo mediterraneo vestito con un elegante doppiopetto che canta una canzone d’amore bella ma non immediata. Superando l’ostacolo di una lingua che nessuno parla (a contrario de “L’amore è femmina/Out of Love” di Nina Zilli e “Follia d’amore/Madness of Love” di Gualazzi, non contiene parole italiane di facile comprensione o inserti in inglese), resta comunque il suo modo di stare sul palco. Con uno dei suoi sguardi di sbieco o un tic facciale di troppo, “L’essenziale” passerà in secondo piano. E sarebbe un peccato perché, dopo aver ascoltato le altre 38 proposte, è evidente che Mengoni è tra i migliori in gara – se non il migliore.

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Eurovision Song Contest 2013: la guida alle canzoni (prima parte)

eurovision2013_malmo_bidÈ quasi tempo di Eurovision Song Contest, i Giochi senza frontiere della musica. L’evento si terrà a Malmö, Svezia il 18 maggio e sarà preceduto dalle qualificazioni il 14 e 16 – ma questo non ci interessa troppo perché l’Italia e altre quattro nazioni più evolute di altre (questo è lo spirito!) vanno direttamente in finale. Le canzoni in gara sono 39, le ho ascoltate tutte e le ho giudicate in base agli unici criteri possibili: la qualità, la locura, le possibilità di vittoria (calcolate consultando qualche sito di scommesse e il mio pessimo intuito). In questa prima parte, affrontiamo le nazioni dalla A di Albania alla I di Israele, mentre la seconda parte arriverà la settimana prossima. Fate partire l’Inno alla gioia e leggete lo spataffione (poi stoppate l’Inno alla gioia per sentire i brani, se no che senso ha).

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Premio Salame dai Capelli Verderame 2013: il vincitore

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La quarta edizione del Premio Salame dai Capelli Verderame ha visto la schiacciante vittoria dei Modà. “Se si potesse non morire” ha ottenuto più voti della somma di tutti gli altri. Un trionfo. Kekko Silvestre porta a casa il suo secondo Salame dopo “Non è l’inferno” e questa volta anche quelli là che suonano dietro di lui possono condividere l’insaccato dopo tre nomination consecutive. Il risultato arriva all’indomani della notizia che, secondo i dati di RadioMonitor, l’emittente più ascoltata d’Italia è RTL 102.5, ovvero la label dei Modà! Ma voi votanti siete stati controcorrente, siete l’Italia dell’internet-che-odia, che non ascolta RadioItalia e se ne infischia dei giudizi della giuria di qualità nel Sanremo della qualità. Mi auguro che possiate non morire e che altresì possiate nascere ogni mese.

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Primo maggio 2013: bella, ciao (nel senso che resti a casa)

logoDue settimane fa, Fabri Fibra è stato espulso dal cast del Primo maggio su richiesta del D.i.re (Donne In Rete). Secondo l’associazione, l’artista “divulga nei testi delle sue canzoni messaggi sessisti, misogini, omofobi, e canta l’apologia della violenza contro le donne”. Prima di archiviare il caso nel fascicolo Gente che reagisce ai testi di Fabri Fibra esattamente come vorrebbe Fabri Fibra facendo il gioco di Fabri Fibra, segue qualche considerazione fuori tempo massimo.

Le rime ad avere suscitato l’ira di (alcune) Donne In Rete usano i delitti di Pacciani e Novi Ligure in maniera disgustosa – e per questo efficace – per parlare di tutt’altro. Vengono da “Venerdì diciassette” e “Su le mani” e sono, rispettivamente, del 2004 e del 2006. Negli anni a seguire, Fabri Fibra è diventato uno dei nomi più grossi della musica italiana e forse oggi il peso delle sue responsabilità è troppo grande per permettergli di usare immagini di tale violenza. Nell’ultimo album, per dire, c’è una canzone con Elisa che dice: “Dagli sbagli s’impara / La notte porta consiglio”. Nel 2013, Fabri Fibra non spaventa davvero più nessuno, e pochi artisti si sentirebbero a proprio agio nell’essere giudicati per cose scritte da sette a nove anni fa quando c’è stata una metamorfosi così evidente.

(Magari avrebbero potuto giudicarlo per versi che ha scritto nel 2010: il pezzo “Nel mio disco” da Quorum dice ripetutamente: “Piscio sull’Arcuri / Cago sulla Barale”. Fibra non può nemmeno parlare della faccenda perché, come ha rivelato a Pif durante la puntata de Il testimone a lui dedicata, c’è una causa legale in corso. Ma le Donne In Rete queste rime non le hanno notate perché, si sa, Arcuri e Barale sono un po’ meno donne delle Donne In Rete. Scommettiamo che se avesse anche solo detto: “Tiro le caccole alla Dandini / Faccio una puzzetta in direzione della Gabanelli”, sarebbero scese in piazza?)

Tuttavia, non chiamiamola censura: è una scelta editoriale per una manifestazione che, come ci ricordano gli Elii nell’ultimo singolo, ha regole e tradizioni precise che tutti amiamo odiare. Inoltre, Fabri Fibra ci ha guadagnato un sacco di pubblicità gratuita e si trova nella situazione ideale: resta mainstream e al contempo controverso per reati che non cadono in prescrizione, e chi compra il suo disco può ancora sentirsi ribelle sulla base di pregiudizi altrui. Faremo a meno di lui al concertone, che ancora una volta perde un’occasione per rinnovarsi. Vediamo quindi chi altro c’è nel cast quest’anno, nell’ordine riportato sul sito ufficiale:

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