Infografica: i primi sei mesi del 2013 nella top ten italiana

Siamo a luglio ed è il momento adatto per estrapolare un po’ di dati su questo piccolo, buffo mercato italiano. Alcune tendenze sono già piuttosto marcate, ma per un confronto con quello che è successo nel 2012, aspettiamo la fine dell’anno. Come al solito, i dati sono stati compilati a mano, quindi se trovate errori, vi prego di segnalarli.

statistiche

Nei primi sei mesi del 2013, 59 album sono entrati nella top ten italiana.
 44 artisti sono italiani, 15 stranieri: 5 per il Regno Unito, 5 Stati Uniti, 2 Canada (Justin Bieber, Michael Bublé), 1 Francia (Daft Punk), 1 Israele (Asaf Avidan), 1 Barbados (Rihanna) (Sì, quest’ultima forse andrebbe contata come statunitense, ma pare abbia ancora la cittadinanza barbadiana).
 15 sono arrivati alla numero uno e sono tutti italiani fuorché Daft Punk e Depeche Mode. Entrambi sono rimasti in vetta solo per una settimana.
 L’Italia ha condiviso solo un numero uno con Stati Uniti e Regno Unito: Random Access Memories dei Daft Punk.
• Ci sono state 3 settimane (la quarta, la nona, la decima) in cui la classifica era occupata interamente da dischi italiani. Nel caso della decima settimana, per trovare un album straniero bisognava aspettare la 18° posizione.
 Tutti i numeri uno del 2013 hanno conquistato il titolo già nella prima settimana di pubblicazione. Moreno vi ha trascorso un totale di 5 settimane (a pari merito con Jovanotti, contando le sue 3 settimane in vetta nel 2012).
 Il genere predominante di 12 album su 59 è il rap e sono tutti italiani. 5 di questi sono arrivati primi.
10 artisti hanno partecipato a talent show: 5 ad Amici (Annalisa, Emma, Greta, Moreno, Verdiana), 2 a MTV Spit (Moreno, Clementino), 2 a X Factor Italia (Chiara, Marco Mengoni), 2 a X Factor UK (Little Mix, One Direction).
 8 album sono debutti discografici, ma l’unico di questi ad aver raggiunto la vetta è Moreno.
 7 artisti hanno partecipato al Festival di Sanremo 2013. I primi tre classificati, avendo pubblicato i rispettivi album in momenti diversi, hanno anche esordito alla vetta.
Justin Bieber (19 anni) è il più giovane a essere entrato in top ten, Moreno e Fedez (23) sono i più giovani alla numero uno.
 6 ultrasessantenni sono entrati in top ten. Il più vecchio è Adriano Celentano (75).

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 Jovanotti non è mai uscito dalla top ten dalla pubblicazione della raccolta Backup – Lorenzo 1987-2012. Ha passato quindi 30 settimane consecutive in classifica, di cui 25 nel 2013. Fedez e Modà vi hanno trascorso 16 settimane (non consecutive per i Modà).
 Marco Mengoni e Daft Punk sono gli unici artisti a essere stati primi in classifica sia negli album che nei singoli. 

Label

 Sony e Universal sono le major più rappresentate, ma Sony ha avuto più numeri uno (7 contro 5).
 3 indie hanno avuto un numero uno (Tattica/Indipendentemente con Renato Zero, Ultrasuoni coi Modà, Tanta Roba con Salmo).

certificazioni1

 120.000 persone posseggono un disco dei Modà.

Top 10 album che non hanno alcuna ragione di stare nelle top 10 di fine anno se non per far sembrare figo chi ha fatto la top 10

10. Toro Y Moi, Underneath the Pine

Dalla chillwave al funk il passo è MA PERCHÉ? Detto questo, se avete girato un film soft core con protagonista maschile Tom Selleck e state cercando la colonna sonora, è l’album ideale.

Voto di Pitchfork: 8.3

9. Yuck, Yuck

Un (brutto) revival anni ’90 suonato (male) da gente nata negli anni ’90. Perlomeno hanno azzeccato il nome.

Voto di Pitchfork: 8.1

8. tUnE-yArDs, W H O K I L L

cHe gRaN caSiNo, ma magari è stato inciso così A P P O S T A per farci sentire la musica nel S A N G U E dei nostri fRaTeLli afro-americani così in cerca di un’I D E N T I T À – nonostante la cantante sia bIaNcA.

Voto di Pitchfork: 8.8

7. Horrors, Skying

Ovvero: prendi del rock middle-of-the-roaddel tutto anonimo, ma fa’ il possibile per registrarlo male in una cantina accanto a un cantiere aperto e il discone è servito.

Voto di Pitchfork: 7.5

6. Destroyer, Kaputt

Discorso simile a Toro Y Moi, anche se qui siamo un gradino più in basso: telefoni erotici 144 a inizio anni ’90.

Voto di Pitchfork: 8.8

5. Gil Scott-Heron & Jamie XX, We’re New Here

Sclap-sclappiti-chak-chak-alzo la voce di due toni-abbasso la voce di due toni-clap-chak-GENIO DEL MINIMALISMO.

Voto di Pitchfork: 7.8

4. Fucked Up, David Comes To Life

OK, quanti anni hai per ascoltare ‘sti qua? Quindici? Quindici e mezzo? E nel tempo libero che fai, cadi dagli skateboard?

Voto di Pitchfork: 8.6

3. iceage, New Brigade

OK, quanti hai per ascoltare ‘sti qua? Tredici? tredici e mezzo? E nel tempo libero che fai, ti tagli?

Voto di Pitchfork: 8.4

2. Qualcuno Che Non Ho Mai Sentito Nominare, Album Della Consacrazione

Be’, non posso che inchinarmi al talento di Qualcuno Che Non Ho Mai Sentito Nominare. Dopo diciassette introvabili EP e una mixtape che ha fatto parlare tutti i buzz blog del mondo, arriva il suo Album Della Consacrazione. Da avere assolutamente in vinile. Il prossimo album non ci piacerà.

Voto di Pitchfork: 9.9

1. Girls, Father, Son, Holy Ghost

Alla posizione numero uno bisogna sempre fare una scelta poco scontata, oppure così scontata che non è scontata, oppure darsi fuoco. E infatti qui il flame me lo sto proprio cercando col lanternino (direi che con le metafore sul fuoco puoi chiudere qui, NdR). Però, sul serio, io non capisco come questi siano riusciti ad avere successo fuori dal loro garage. I testi? La voce? La tecnica? L’innovazione? La tradizione? I capelli del cantante? Vi piacciono per i capelli del cantante. Ma se li è tagliati? E allora continuo a non capire.

Voto di Pitchfork: 9.3

Björk Vika: le 7 migliori cover

E siamo già giunti alla penultima giornata della Björk Vika. Siete contenti? Ho contato almeno tre clienti soddisfatti, quindi è a tutti gli effetti un successo. Senza perdere tempo, oggi propongo i migliori tributi alla musica di Björk: sette cover belle o bellissime dopo il salto.

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Björk Vika: le 7 migliori b-side

La settimana björkiana continua con le sette migliori b-side. La scelta, a contrario dei remix, è relativamente ristretta – segno che l’artista ha sempre preferito concentrarsi sulle (poche) tracce da includere negli album. Eppure, qui abbiamo sette perle che hanno trovato spazio solo nei singoli e che è giusto riesumare. Qualche approfondimento dopo il salto.

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Björk Vika: i 7 migliori remix

La scelta di remix di Björk è a dir poco sconfinata, ma stilare la classifica dei migliori sette non è stato difficile.  Le versioni alternative che l’artista ha accumulato durante gli anni si dividono infatti in due categorie principali: estenuanti tamarrate di 9 minuti e follie ai limiti dell’inascoltabilità. Alla base di questi disastri sonori ci sono diverse ragioni. Innanzitutto, il cantato di Björk spesso segue logiche tutte sue e incastrarlo in un numero di BPM definito è impresa ardua. E poi, soprattutto negli anni ’90, sembra semplicemente che l’etichetta ne commissionasse troppi e con poca cura, nella disperata ricerca di filler per le numerose versioni dei singoli che venivano pubblicate.

Nonostante i grandi nomi chiamati a rielaborare i pezzi (Underworld, Beastie Boys, Beck, Moby, Alec Empire, Matthew Herbert, Mark Patton), sono pochi i remixer ad aver colto nel segno producendo qualcosa di originale e soprattutto ascoltabile. Con qualche riserva, ecco la playlist più qualche nota esplicativa dopo il salto.

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Björk Vika: i 7 migliori momenti live

Tra sette giorni esce il settimo album di Björk, Biophilia, e per arrivarci belli gasati, inauguro una settimana monotematica e monomanicale. Björk Vika (che vuol dire “settimana” in islandese, mi dicono) è il risultato di un mio blitz nello sgabuzzino dell’artista, alla ricerca di perle, rarità e ilarità.

Sette giorni di articoli e classifiche celebrativi che si chiuderanno con la recensione (più o meno istantanea) dell’album. Un po’ come Shark Week, ma lo squalo è fermentato, come vuole la tradizione. Se non vi piace Björk – ve lo dico in maniera gentile – FUORI DI QUI. Per tutti gli altri, iniziamo coi suoi sette migliori momenti live dopo il salto.

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La classifica: Top 12 GIF animate del 2010

Se un’immagine vale mille parole, una GIF ne vale millemila. Ho cercato in lungo e in largo una classifica delle GIF animate dell’anno e non l’ho trovata. È sorprendente, ma sembra che nessuno finora abbia voluto onorare la grandezza del Graphics Interchange Format alla ricerca del Crying Dawson del 2010. Quindi, ci penso io, perché l’internet premia lo spirito di iniziativa. (E premia anche la pazienza: date un po’ di tempo a questa pagina di caricare tutte le GIF.) Via.

12. Brendan Fraser’s “special” clap

Il contesto: Durante la cerimonia dei Golden Globes di gennaio, Bob De Niro consegna il premio alla carriera a Martin Scorsese facendo una battuta. Tutti ridono, ma Brendan Fraser lo fa in maniera “speciale”, dove per “speciale” s’intende “full retard”. (video)

Quando usarla: Se qualcuno fa una battuta idiota è l’ideale. Se quel qualcuno ha anche pagato per vedere Puzzole alla riscossa, ancora meglio.

 

11. Oprah’s Favorite Things: Bees

Il contesto: Ogni anno, Oprah Winfrey dedica una puntata del suo storico programma alle “cose preferite”. Si tratta di una gigantesca marchetta natalizia per vari prodotti, ma il pubblico in studio non è certo lì per fare un’aspra critica al consumismo. Il pubblico in studio potrà portare a casa i vari gingilli consigliati da Oprah e ciò causa fenomeni di isteria collettiva – ritratti in maniera esilarante e realistica in un vecchio sketch di SNL. Conan O’Brien reinventa lo scenario aggiungendo delle api, ilarità ne consegue. (video)

Quando usarla: Be’, questa è perfetta per tutte le brutte sorprese o chi vi ha fatto un orrido regalo per Natale. Se avreste preferito ricevere una scatola piena d’api anziché quello spremiagrumi elettrico, la GIF di cui sopra è il modo migliore per dire “non ti dovevi disturbare”.

 

10. Céline Dion, Animated Woman

Il contesto: Céline Dion è completamente fuori di melone (sul serio). Ne troviamo conferma in un’intervista chez Oprah a febbraio e Céline viene ufficialmente proclamata Donna Più Giffabile del Mondo. (video)

Quando usarla: C’è solo l’imbarazzo della scelta. Come potete vedere nella galleria qui sopra, le GIF della Dion contengono l’intera gamma delle emozioni umane.

 

9. Gaga e gli alani

Il contesto: In quasi tutti i video di Lady Gaga ci sono degli alani (sapevatelo) e uno degli alani di “Poker Face” è passato a miglior vita (RIP Rumpus). Nell’immensità di GIF dedicate alla Germanotta, questa serie di immagini presa da un vecchio video che non ricordo, sembra avere particolare successo perché…

Quando usarla: …è sinonimo di “haters gonna hate”.

 

8. Steve Carell, “I will kill you”

Il contesto: Alla cerimonia dei Golden Globes, Ricky Gervais fa una serie di battute a proposito della versione americana di The Office. Carell, inquadrato tra il pubblico, la prende bene. (video)

Quando usarla: Mi sembra di non dovere aggiungere altro.

 

7. Mo’Nique vs. Salad

Il contesto: Quest’anno, Mo apostrofo Nique ha vinto una vagonata di premi per il suo ruolo in Precious. Io non l’ho visto, mi han detto che è pessimo. Strano, chissà cosa non funziona in un film con una poveraccia sieropositiva obesa incinta analfabeta maltrattata dalla madre, violentata dal padre e con Mariah Carey come assistente sociale.

Quando usarla: “Non è proprio fame, è più voglia di mangiarsi Gabourey Sidibe.”

 

6. Sad Keanu


Il contesto: Sad Keanu è il meme migliore dell’anno. Tutto ha inizio quando l’attore viene paparazzato su una panchina mentre mangia un panino con aria affranta. Tenendo in considerazione che Keanu non è mai stato particolarmente fortunato nella sua vita privata e che pare sia un bro simpaticissimo, l’Internet si intenerisce e stabilisce che il 15 giugno è Cheer Up Keanu Day. Nel frattempo, l’attore, consapevole o forse no, viene fotografato in contesti sempre meno hollywoodiani (qui sopra abbiamo Cupcake Keanu), dando vita a centinaia di photoshoppaggi, GIF e meme dentro al meme.

Quando usarla: Perché usare due punti aperta parentesi, quando c’è Sad Keanu?

 

5. Dramatic Bieber

Il contesto: Il primo d’aprile, Funny or Die organizza un elaboratissimo scherzo per celebrare l’onnipresenza di Biebz nel web. La home page del sito viene completamente bieberizzata, con tanto di header frangettato e una valanga di contenuti video in cui la giovane postar reinterpreta alcuni classici virali. Dramatic Bieber, ça va sans dire, è la ciliegina sulla torta. (video)

Quando usarla: In qualsiasi contesto che richiederebbe Dramatic Chipmunk, ma c’è bisogno di un 100% di frangettona in più.

 

4. Mariah’s Boobcrack

Il contesto: A fine 2009, Mariah Carey viene intervistata da Larry King e, tra una “dichiarazione choc” e l’altra, si annusa il décolleté. (video)

Quando usarla: Una GIF versatilissima. Può essere usata come sinonimo di “check yourself” (la mia pagliuzza vs la tua trave nell’occhio, ecc.), per intromettersi in un’assurda discussione o semplicemente per provocare LOLLONI.

 

3. How LOST Should Have Ended


Il contesto: L’ultima stagione di LOST (che mi ha impegnato non poco) si conclude in un crescendo di assurdità panreligiose e qualcuno immagina il finale ideale. Perché avremmo veramente tutti preferito che fosse finito così.

Quando usarla: Mai, è solo un doloroso promemoria del tempo che ci hanno rubato.

 

2. Animated Albums


Il contesto: A maggio, esplode il fenomeno di Animated Albums, un tumblr che anima (spesso con risultati molto divertenti) le copertine di dischi belli. Finisce praticamente su tutti i siti che contano e, a sette mesi di distanza, va ancora fortissimo. Motivo d’orgoglio in più: il creatore è un italiano.

Quando usarla: La GIF di Homogenic è la mia preferita ed è forse la responsabile del successo iniziale del sito, ma c’è un’infinità di album per tutti i gusti e tutte le occasioni.

 

1. Kanye Is Not Amused

Il contesto: Kanye ci dimostra che sa ridere come un vero essere umano, ma essendo un androide semidio, riesce a cambiare stato d’animo con maggiore rapidità.

Quando usarla: La bipolarità della sequenza in questione è la sua arma vincente. La GIF d’eccellenza per la risata di circostanza, seguita da un sincero “muori, bastardo”. Album dell’anno, artista dell’anno, imbecille dell’anno, GIF dell’anno.

Ne ho dimenticato qualcuna? Sicuramente sì. Postala tu nei commenti.