Eurovision Song Contest 2017: perché l’Italia non ha vinto?

Francesco Gabbani era dato come il super favorito per la vittoria dello Eurovision Song Contest. Dal momento in cui ha vinto Sanremo fino alla mattina della finale di sabato è sempre stato primo su tutti i siti di scommesse. Diversi fattori influenzavano le proiezioni: il record di visualizzazioni su YouTube, i dati streaming, le vendite su iTunes in alcuni paesi europei. Oltre ai numeri, c’era l’entusiasmo da parte della stampa e dei fan club (che conoscono Sanremo e lo seguono) e la sensazione che, dopo 27 anni, fosse la volta buona per uno dei “soci fondatori” dell’evento. E non servono algoritmi per capire che “Occidentali’s Karma” è una canzone pop irresistibile.

Durante la fase delle semifinali, alle quali l’Italia non ha bisogno di partecipare, si sono finalmente presentati due avversari: la Bulgaria, perché in un anno senza la Russia alcuni voti si sarebbero concentrati su un paese del blocco ex sovietico, e il Portogallo, perché l’originalità dell’interpretazione e del brano avevano sorpreso tutti. Le giurie nazionali hanno votato venerdì sera, guardando in una diretta privata la Jury Final (ovvero una prova generale della finalissima, uguale in tutto e per tutto a quello che l’Europa vede il giorno dopo). Le giurie sono composte da cinque persone per paese, e sono addetti ai lavori (giornalisti, DJ, artisti, discografici, ecc.). Il loro voto vale metà del totale e, a contrario del televoto di spettatori più o meno casuali, è ragionato e studiato. A influenzarlo, ci sono appunto i numeri degli scommettitori, che possono diventare una profezia auto-avverante o una disgrazia. Chi vuole votare strategicamente ha gli elementi per farlo, e assegnare pochi punti al super favorito. Oppure fa un ragionamento senza cattiveria: “Il super favorito vincerà comunque e, anche se mi piace, voglio aiutare qualcuno di più debole”.

Le giurie e il pubblico votano a un giorno di distanza. Ci sono almeno una quindicina d’ore in cui i voti, conteggiati ed elaborati, sono fermi ad aspettare in un’agenzia. E ci sono quasi 24 ore in cui i giurati di 42 paesi possono spifferare per chi hanno votato (e spifferano, è normale). L’idea che queste informazioni, nel 2017, possano rimanere segrete per così tanto tempo è irreale. Al di là dei complottismi, è chiaro che il sabato mattina inizino ad arrivare indiscrezioni agli scommettitori: col passare delle ore le loro previsioni si fanno sempre più precise. A quel punto, in modo ufficioso, hanno quasi tutti i tasselli del puzzle: i dati parziali del televoto delle due semifinali e i voti delle giurie. L’unica vera incognita è il televoto per big five e paese ospitante, perché non è stato ancora sondato in alcun modo. Ed ecco che Gabbani, proprio come Il Volo nel 2015, sabato mattina ha iniziato a scendere nelle quotazioni. Se l’Italia avesse preso tantissimi punti al televoto, avrebbe ancora potuto vincere, ma a quel punto si calcolano le probabilità: se Portogallo e Bulgaria avevano sbancato nelle rispettive semifinali, ed erano prima e seconda secondo le giurie mentre l’Italia era settima, quante speranze poteva avere? E infatti al televoto puro non ha fatto tanto meglio: sesta.

Insomma, negli ultimi quattro anni abbiamo potuto notare un trend: nelle semifinali spunta una sorpresa e continua a crescere fino alla finale scalzando il super favorito, che verrà penalizzato dalle giurie. Può essere il personaggio (Conchita Wurst), l’esibizione (Måns Zelmerlow), la storia (Jamala) o una combinazione di tutti questi elementi come Salvador Sobral. Conosciamo bene questo meccanismo: è lo stesso che ha portato Gabbani alla vittoria contro Fiorella Mannoia a Sanremo 2017. (Ci sarebbero anche diversi paragoni con la politica, ma è meglio restare sulle canzonette.) Forse fare parte delle big five e accedere direttamente alla finale non è un vantaggio, visto che da quando la regola esiste (2000), solo una delle big five è riuscita vincere: la Germania nel 2010. Ma lamentarsi è altrettanto scorretto, e questo sistema resta il migliore possibile.

Torniamo a casa con la consapevolezza di non avere sbagliato nulla e di avere presentato il meglio. Non c’è nessun “se”: avevamo tutti gli elementi per vincere e a Kiev Francesco Gabbani è stato un portabandiera perfetto nonché protagonista assoluto (in sala stampa, dove ha vinto il premio assegnato dagli accreditati, come in arena, dove arrivavano fan di tutte le nazionalità dotati di scimmie e conoscendo testo e coreografia). Tralasciando discorsi poco eleganti sull’impatto che può avere avuto la salute di Sobral sulla psicologia dei votanti, ha vinto un’altra bella canzone. L’interprete si è distinto per la sua sobrietà ed è curioso perché, nel contesto dell’evento, è lui il novelty act, non chi arriva coi balletti. Guarda caso, ritirando il premio, ha detto che “la musica non è fatta di fuochi d’artificio, ma di sentimenti”. È una frase snob e sopratutto stupida che ha rovinato una vittoria meritata. Una ballata d’amore jazzata non è automaticamente superiore a quella che Sobral ha chiamato “musica usa e getta”, lanciando una frecciata ai colleghi che, poveri scemi, fanno pop divertente. Il tema era Celebrate Diversity e l’Europa ha seguito il consiglio – speriamo che non diventi un ricatto perché i soliti fuochi d’artificio ci piacciono ancora parecchio.

  • mvenier

    Parliamoci chiaro: Sobral ha meritato la vittoria, ma il secondo posto del finto cantante finto bulgaro dimostra che la musica con l’ESC c’entra poco o nulla.

  • dgero83

    Perché finto bulgaro?

  • Emanuele676

    Penso perché sia mezzo russo.

  • dgero83

    Ah ok.

  • dgero83

    Ma poi che ce frega? Anche la cantante della Danimarca vive in Australia. L’austriaco ha la mamma italiana… Boh. Cioè è figlio di un genitore bulgaro e di uno russo? E quindi? Mi sembra una non notizia. Mi aspettavo molto di più. :-D

  • Emanuele676

    Fino al 2014 era ancora in Russia, si è trasferito nel 2015. Poi non so cosa intendesse.

  • dgero83

    Ok. Mi sa che probabilmente è un attacco di paranoia antirussa. La cantante della Danimarca è nata e vissuta in Australia da genitori danesi. Che gnocca fotonica. :-D sicuramente è una spia australiana.

  • http://timeanddistance.splinder.com/ Moreno

    Non scherziamo: la canzone portoghese è brutta senza se e senza ma (e neppure tanto originale). Ha vinto solo per la storia patetica che stava dietro l’interprete (e le parole piene di spirito snob del discorso “d’accettazione” lo confermano). E non lo dico perché “tifavo” Gabbani (a me piaceva la canzone belga) ma perché mi pare palese.

  • ale83_webmaster

    Tutto corretto, tranne qualcosa. Gabbani è stato primo per i bookmakers fino alla dress rehearsal di venerdì pomeriggio, quindi quando il Portogallo è passato in testa le giurie non avevano ancora votato. Invece sabato tra la mattina e il pomeriggio (cioè dopo la finale per giurie) ci sono stati sorpassi e controsorpassi in testa alle classifiche dei bookmakers tra Gabbani e Sobral. Addirittura sabato sera durante la finale (mentre si esibiva il croato, a metà delle esibizioni) era data la Bulgaria prima con Portogallo secondo e Italia terza, quando Kostov ancora non s’era esibito. E le cose sono rimaste così anche prima che iniziasse il voting, con l’unica differenza che il Belgio aveva superato l’Italia al terzo posto. Quindi, se davvero i voti delle giurie sono stati spifferati nelle 24 ore precedenti l’apertura del televoto, di sicuro non hanno influito sulle quote dei bookmakers.

  • Ciro Petriccione

    La canzone portoghese era noiosa, alla fine lui ha rivelato tutta la sua falsità denigrando i collegji e mettendosi su un piedistallo. Vittoria immeritata secondo me. Mi fa solo piacere per la nazione che non aveva mai vinto sinora.

  • Stefano Ronchi

    Giusto l’aspetto ”malaticcio” puo’ aver giovato ad una canzone che seppur piacevole non e’
    un capolavoro!!!! il mistero sta nel 3,4,5 posto!!!! ASSURDO, pensiamo per esempio
    alle nazioni ”amiche” che non ci hanno votato o ci hanno dato le briciole, facciamo tesoro
    anche noi per il futuro di questa esperienza…ADDIRITTURA SANMARINO….come dire..?!?
    un nemico in casa, COMPLIMENTI!!!!

  • Stefano Ronchi

    Gia’ l’anno scorso la vittoria dell’Ucraina con una canzone che a noi non raccontava nulla
    nel senso che non avendo neanche un testo in inglese, cosa potevamo apprezzare????
    I vocalizzi dell’Ucraina??????????
    Secondo me l’ESC sta diventando sempre piu’ e solo un gioco politico e di forze politiche
    tra stati. Meno male che non abbiamo dati voti alti ai nostri Paesi confinanti (solo l’Albania
    ci ha dato 12 punti!!!!), per cui alla faccia di chi ci vuole male, il nostra Paese in questi
    ultimi anni ha sempre fatto una bella figura alla faccia delle altre big 4!!! e gia’ questo
    e’ un grande segno di vittoria, per la vittoria vera e propria non so cosa bisogna fare,
    perche’ il gioco politico di stati diventa sempre piu’ determinante!!!!!