Eurovision Song Contest 2017: la guida alle canzoni

Benvenuti alla consueta guida alle canzoni in gara allo Eurovision Song Contest, ovvero la guida più letta ma meno citata dai commentatori Rai!

Riepilogando:

  • Le semifinali si tengono martedì 9 e giovedì 11 maggio. Sono trasmesse da Rai4 e Radio2 col commento di Andrea Delogu;
  • la finale di sabato 13 va in onda su Rai1 commentata da Federico Russo e Flavio Insinna;
  • l’Italia, facendo parte delle big five, si qualifica direttamente alla finale e vota nella prima semifinale;
  • di Gabbani/Ilaqua/Chiaravalli, “Occidentali’s karma”, canta Francesco Gabbani.

Dentro queste tabelle trovate: i video ufficiali di tutti i brani; una breve recensione; un giudizio da 1 a 5 sulla qualità del pezzo, la quantità di locura prevista e le possibilità di vittoria (calcolate con un complicato algoritmo che unisce le quotazioni dei bookmakers alla mia preveggenza). Accanto al nome della nazione, la semifinale a cui parteciperà e una stellina per le canzoni che meritano la vostra attenzione.

🇦🇱 Albania🇦🇲 Armenia ① ☆ F🇦🇺 AustraliaF🇦🇹 AustriaF🇦🇿 AzerbaijanF🇧🇪 Belgio ① ☆ F🇧🇾 BielorussiaF🇧🇬 BulgariaF🇨🇾 CiproF🇭🇷 CroaziaF

L’Albania sembra in sensibile miglioramento rispetto agli anni scorsi. Innanzitutto perché nella bio di questa Lindita Halimi si legge che ha aperto i concerti per i Backstreet Boys (cosa che la mette automaticamente su un gradino più alto come artista e come essere umano), e poi perché nel video ci sono delle barche volanti steampunk.

Canzone ●●
Locura ●●
Possibilità di vittoria ●

Artsvik incuriosisce con un’intro incentrata sullo storytelling, mantiene l’attenzione con piccoli accorgimenti di grande effetto (i bassi tra strofa e pre-ritornello vi faranno vibrare le casse) e si lancia poi in un ritornello senza parole che trasforma “Fly with Me” in una “Frozen” in technicolor. E siamo solo a metà. I tre minuti dell’Armenia sono una lezione di equilibrio tra suoni contemporanei ed elementi etnici (ovvero la ricetta che l’anno scorso ha fatto la fortuna dell’Ucraina) e la messa in scena è altrettanto convincente. Una delle migliori proposte di quest’anno.

Canzone ●●●●●
Locura ●●
Possibilità di vittoria ●●●●

L’Australia continua ad attingere dall’X Factor locale per i suoi cantanti eurovisivi. Ma questo Isaiah, che ha vinto il talent nel 2016 ed è già un successo di esportazione nei paesi scandinavi, non sembra essere della stessa pasta della pazzesca Dami Im (seconda classificata a Stoccolma l’anno scorso). Ha solo 17 anni e arriva con un brano in pieno stile Sam Smith. È una proposta adeguata che potrebbe guadagnare intensità dal vivo, ma per ora annoia un po’.

Canzone ●●●
Locura ●
Possibilità di vittoria ●●●●

L’Austria anche quest’anno vuole rassicurarci che Conchita fu solo un’eccezione, e propone un rassicurante ragazzotto con un brano à la Olly Murs tutto da fischiettare. A rendere il pacchetto ancora più innocuo, c’è un video che lo segue in una gita in montagna. Carinissimo! (Non possiamo parlarne male perché è per metà italiano e bilingue.)

Canzone ●●
Locura ●
Possibilità di vittoria ●

Come sempre tra i migliori in gara, gli azeri quest’anno stupiscono con un brano molto dark cantato dall’Halsey di Baku. “Skeletons” inizia in modo promettente, ma il ritornello, soprattutto a causa di alcuni brutti cori, perde la tensione e i colori della strofa. È un compromesso per rendere il pezzo un po’ meno edgy e più adatto all’evento, ma resta il senso di un’occasione sprecata. Vedremo cosa succederà con la messa in scena.

Canzone ●●●
Locura ●●
Possibilità di vittoria ●●●

Per il terzo anno consecutivo, il Belgio è la nazione col brano più contemporaneo in gara – quello che, sentendolo alla radio, non si direbbe provenire dal circo eurovisivo. Il produttore Tim Bran ha lavorato coi London Grammar, e la crepuscolare “City Lights” sembra una loro canzone remixata/velocizzata. Però questa non è la radio: è il circo eurovisivo. Riuscirà la bella ma monocorde interpretazione di Blanche a convincere i votanti?

Canzone ●●●●
Locura ●
Possibilità di vittoria ●●●

La Bielorussa per la prima volta nella storia della manifestazione porta un brano in bielorusso. Forse non tutti sanno che un altro nome del bielorusso è biancorusso. Io l’ho appena scoperto e ho deciso che questa nozione meritasse lo spazio destinato alla canzone bielorussa.

Canzone ●
Locura ●●
Possibilità di vittoria ●

Ogni nazione ha il suo Troye Sivan: noi abbiamo Michele Bravi, la Bulgaria ha Kristian Kostov. E dobbiamo fare attenzione perché, secondo gli scommettitori, è la minaccia più grande a Gabbani. Oltretutto il ragazzo è di origini russe e, in un anno senza Russia in gara, potrebbe prendere tutto il bottino di voti sovietici. Il brano è una ballata per millennial molto efficace, ma vuoi mettere con una scimmia che balla?

Canzone ●●●
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Possibilità di vittoria ●●●●●

E quindi “Human” di Rag’n’Bone Man è arrivata anche a Cipro. Scopriremo presto se ispirarsi al più grande successo in Europa degli ultimi mesi sia stata una buona idea. Nel frattempo, è una buona candidata al temutissimo premio “senza infamia né lode”.

Canzone ●●
Locura ●●
Possibilità di vittoria ●●

Se credete che l’introduzione parlata e il sapore di polpettone motivazionale che già pregustate nei primi 30 secondi siano troppo, reggetevi forte: sta per arrivare il ritornello da tenore. In italiano. Eh sì, Jacques Houdek ci ha voluto mettere proprio tutto nel suo inno all’amicizia, e tuttavia non ha trovato un amico con cui cantarlo (o forse se l’è mangiato?) e ora fa tutte le parti da sé come se avesse un disturbo della personalità. A one-man Pupo, Emanuele Filiberto e Luca Canonici.

Canzone ●
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Possibilità di vittoria ●●

🇩🇰 DanimarcaF🇪🇪 Estonia🇫🇮 Finlandia ① ☆🇫🇷 Francia F🇬🇪 Georgia🇩🇪 Germania F🇬🇷 GreciaF🇮🇪 Irlanda🇮🇸 Islanda🇮🇱 IsraeleF

Le ho ascoltate tutte, quindi posso dirvelo: la canzone danese è la peggiore di quest’annata. La ragione del verdetto? Anja ci propone una delle più temibili piaghe eurovisive: le urla senza la locura. Cioè solo le urla.

Canzone ●
Locura ●
Possibilità di vittoria ●●●

Gli estoni hanno deciso di portarsi avanti e omaggiare la nazione che ospiterà lo Eurovision nel 2018. O almeno di conquistare la stampa veneta. Su un beat un po’ tropical, Koit Toome e Laura si perdono a Verona. Non si esibiscono nella semifinale in cui vota l’Italia, quindi non ci sentiremo troppo in colpa se non passeranno.

Canzone ●●
Locura ●●
Possibilità di vittoria ●●

I finlandesi quest’anno si presentano coraggiosamente sobri e minimali. Per i primi due minuti, sembra di sentire un pezzo di Enya a cui hanno tolto il 90% dell’arrangiamento. Nella versione in studio si direbbe inadatta all’evento; dal vivo (ed è così che è stata scelta nelle selezioni locali) potrebbe incantare o addormentare. Al di là dei pronostici, è una delle proposte più meritevoli in gara.

Canzone ●●●●
Locura ●
Possibilità di vittoria ●●●

La canzone e l’intero album di debutto di Alma sono stati scritti insieme all’autore di “J’ai cherché” (sesta classificata nel 2016). È una buona idea per creare continuità, lanciare una carriera e forse trovare il successo. I riscontri di alcune stilose connazionali (Christine & The Queens, Jain) possono solo incoraggiare. “Requiem” è la versione semplificata delle ultime hit francofone e non è un male: l’importante è sapere che finalmente anche la Francia ha iniziato a prenderci gusto.

Canzone ●●●
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Nella bio di Tamara Gachechiladze si legge che ha vinto il Tale & quale show georgiano. Quindi non perdete tempo col video qui sopra (non avete bisogno di un altro inno motivazionale urlato): guardate invece Tamara che imita Whitney Houston in carne ed ossa e Mariah Carey in ologramma. Pazzesca.

Canzone ●●
Locura ●●●
Possibilità di vittoria ●●

La Germania si presenta con una canzone scritta da Lindy Robbins, che magari così non vi dice niente, ma è la penna di “Skyscraper” di Demi Lovato e altre decine di singoli di popstar internazionali. Bastano i credits e una biondina sorridente e pettinata come Emma? Proprio no. La cosa più memorabile di “Perfect Life” è l’accenno di plagio a “Titanium”.

Canzone ●●
Locura ●
Possibilità di vittoria ●●

Il videoclip della Grecia è una pratica guida a tutte le cose che si dovrebbero evitare in un videoclip: il bianco e nero con dettagli rossi perché la prima cosa a cui uno pensa è Schindler’s List; i montaggi con le facce di tutte le razze e tutte le età perché Toscani ha anche fatto il suo tempo; i testi a scomparsa in Helvetica perché l’Helvetica non renderà meno banale un testo; il titolo della canzone sotto forma di hashtag perché tanto nessuno l’userà. Ho finito.

Canzone ●
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Brendan Murray è stato per due anni in una boyband irlandese creata da Louis Walsh (già colpevole di Boyzone e Westlife). La cosa ha funzionato il tempo di un album e due singoli (#1 in Irlanda) e Brendan si è ritrovato solista prima della maggiore età. Ha la canzone giusta per lanciare una fortunata carriera? Glielo auguriamo, ma è già tanto se con questa roba riesce a passare le semifinali.

Canzone ●
Locura ●
Possibilità di vittoria ●●

Svala è una delle artiste più famose d’Islanda. Quasi vent’anni fa ha avuto un pezzo di modesto successo negli Stati Uniti, ha girato il mondo col suo progetto house Steed Lord e oggi è coach a The Voice. Ha 1100 follower su Twitter. “Paper” è un bel pezzo electropop, ma i numeri e le quotazioni per ora non gli danno fiducia. Un’esibizione potente potrebbe cambiare la situazione.

Canzone ●●●
Locura ●●
Possibilità di vittoria ●●

IMRI ha già partecipato all’evento nel 2015 e 2016 in qualità di corista. Come suggerisce il videoclip, con spezzoni delle sue apparizioni negli ultimi due ESC, quest’anno tocca a lui. Stando ai bookmakers, la favola rischia di finire prima della finale: il suo pezzo è l’ennesima copia di qualcosa che poteva funzionare cinque anni fa in mano a Calvin Harris.

Canzone ●●
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Possibilità di vittoria ●●

🇮🇹 Italia F

Sappiamo che i sondaggi e le proiezioni, di questi tempi, non sono affidabili. Però non ci capitava di essere così ben messi nelle quotazioni dall’anno de Il Volo. Vincere con Gabbani sarebbe una soddisfazione maggiore: non vinceremmo con le pizze, i mandolini e gli occhiolini di Ginoble ma con un gran pezzo pop intelligente e scemo allo stesso tempo. E ora che gli italiani, l’industria discografica e la Rai hanno finalmente capito che lo Eurovision è una figata, accoglieremmo l’evento con lo spirito giusto.
Oltre alle ipotesi, abbiamo dei fatti: il video dell’esibizione vincente di Gabbani a Sanremo è il più visto tra quelli caricati quest’anno dal canale YouTube Eurovision, mentre il video ufficiale è a 100 milioni di visualizzazioni. In quanto a Spotify, la canzone è seconda, di poco, dietro alla Svezia (patria di Spotify) e anni luce di distanza da tutti gli altri.
La maggior parte degli europei tutto questo non lo sa, ed è anche vero che Gabbani ha impiegato un paio di giorni per convincere gli italiani che la scimmia danzante fosse meglio del sermone pro-life della Mannoia. Ma subito dopo “Occidentali’s karma” è entrata a sorpresa nelle classifiche iTunes di mezza Europa senza nemmeno bisogno di una traduzione in inglese. La versione eurovisiva, ridotta a tre minuti per regolamento, purtroppo falcia una strofa (“Piovono gocce di Chanel”…) che era essenziale per il build-up del ritornello. Nel complesso è meno efficace, ma forse era più importante tenere il bridge intatto per questioni di messa in scena. E la semplicità della coreografia, che gli spettatori in arena di sicuro riprodurranno, farà il resto.
A costo fare figure da Nate Silver dello Eurovision, e in barba alle superstizioni e ai complotti: quest’anno vinciamo.

Canzone ●●●●
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🇱🇻 Lettonia ① ☆ 🇱🇹 Lituania🇲🇹 Malta🇲🇩 MoldaviaF🇲🇪 Montenegro🇳🇴 NorvegiaF🇳🇱 Paesi BassiF🇵🇱 PoloniaF🇵🇹 Portogallo ① ☆ F🇬🇧 Regno Unito F🇨🇿 Repubblica Ceca

I gruppi non hanno mai grande successo allo ESC, anche perché si fa tutto in playback tranne le voci e i musicisti stanno lì a far presenza come la finta band di Emma 2014. I Triana Park saranno un’eccezione? Improbabile, ma la Lettonia si conferma una delle nazioni migliori in gara. Ancora una volta portano un bel brano di pop elettronico fatto su misura per l’arena, ma presentato in un pacchetto molto hipster.

Canzone ●●●
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Forse ispirati dai vicini lettoni, i lituani hanno fatto un ulteriore salto di qualità. I Fusedmarc si definiscono fusion e per una volta non è una parola usata a caso. “Rain of Revolution” sarebbe un pezzo synth pop ordinario, ma è scandito da un esercito di trombe (finte) che lo rendono molto curioso. Meriterebbero almeno di passare alla finale, ma gli scommettitori non ci credono.

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Claudia Faniello è per metà italiana (lo scrivo per Mollica ché so che ci tiene a saperlo). E poi niente. Una gran noia travestita da intensità.

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Possibilità di vittoria ●

Ah, ecco la canzone simpaticona di quelli che cercano il fenomeno virale. Il sassofonista del fastidiosissimo ritornello è infatti Sergey Stepanov, ovvero il tizio meglio noto come Epic Sax Guy, e il video si qualifica anche come il più sessista dell’edizione. Moosicalmente, siamo nel territorio di “Mooseca” di Enrico Papi. L’unico successo che possono avere questi cialtroni arriverà da chi cerca “Hey Mama” di David Guetta e digita una M di troppo nel titolo.

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YASS, finalmente un po’ di locura! Il cantante montenegrino non ha molte speranze di vittoria, ma se il videoclip è un indizio della messa in scena, lascerà il segno. Slavko sembra essere restio all’uso dei vestiti, fa roteare una lunga treccia e canta di razzi, sogni bagnati e “unirsi nel peccato”. Purtroppo la favolosità dell’interprete non coincide con la canzone: un divertente pasticcio di synth pop e funk, ma non troppo memorabile. Chi se ne frega, finalmente un po’ di locura, YASS.

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I JOWST sono un duo di produttori che si nasconde dietro maschere luminose e cappucci neri. Con un’immagine del genere, ci si aspetterebbe elettronica aggressiva e pesante. E invece abbiamo qui i Chainsmokers norvegesi. L’ospite solista (modello Ryan Tedder) cozza completamente con la loro estetica e non sembra nemmeno sapere come riempire i suoi tempi morti quando scatta il drop.

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I Paesi Bassi mandano a Kiev un trio di sorelle musiciste, ma purtroppo non si tratta delle Haim. Si fanno chiamare 0G3NE perché (tenetevi forte), il gruppo sanguigno della madre è 0, hanno dei geni in comune e sono in tre. Se solo avessero usato tutta questa inventiva (…) anche nel loro brano, che è scritto dal padre e dedicato alla madre. Per fortuna siamo allo Eurovision e non al Family day.

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La Polonia ha uno di quei pezzi in cui la strofa sembra anticipare tuoni, terremoti e tsunami. Poi arriva il ritornello e la canzone addirittura rallenta e si perde. La produzione è molto curata e ha anche un paio di trovate interessanti, peccato che Kasia stia cantando di “correre alla velocità della luce” e i BPM non vadano di pari passo.

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Il Portogallo torna in gara con una canzone deliziosa di stampo tradizionale. Parla del 50% di una coppia che non si è arreso e decide di “amare per entrambi”. È scritta dalla sorella di Salvador, che la interpreta con una classe e una leggerezza che lasciano a bocca aperta. Per problemi di salute, l’artista verrà sostituito proprio dalla sorella durante le prove e arriverà a Kiev solo per la semifinale. “Amar pelos dois” ha già vinto i punti dell’Italia nel sondaggio del fan club OGAE, e durante la manifestazione meriterebbe di guadagnare almeno il consenso del blocco mediterraneo.

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A rappresentare il 48.1% del Regno Unito c’è Lucie Jones, finalista di X Factor una vita fa e attrice di musical oggi. Un altro anno, un’altra proposta britannica senza mordente. Eppure sarebbe stato proprio il momento giusto per impegnarsi un po’ di più.

Canzone ●
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La Repubblica Ceca scaglia l’arma del nudo artistico e una canzone che ne ricorda altre mille. È tra le ultimissime nelle quotazioni, quindi a malincuore (non è vero) dobbiamo sorvolare.

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🇲🇰 Rep. di Macedonia🇷🇴 RomaniaF🇷🇺 Russia🇸🇲 San Marino🇷🇸 Serbia🇸🇮 Slovenia🇪🇸 Spagna F🇸🇪 SveziaF🇨🇭 Svizzera🇺🇦 Ucraina F🇭🇺 UngheriaF

Sette anni dopo che la Terra ha ricevuto in dono dagli dei “Dancing on My Own”, ci vuole coraggio a proporsi con una canzone sul ballare in solitudine. Eppure la macedone Jana ha deciso di provarci e di usare perfino la frase “dancing on my own” nel testo. Il punto di riferimento sembra Robyn anche musicalmente, e il team di produzione è svedesissimo. “Dance Alone” guadagna qualche punto appartenendo a quel sottogenere di canzoni tristissime camuffate da canzoni allegre, ma è probabile che resterà solo una fan favourite.

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Ispirata dai successi di Nesli & Alice Paba e Raige & Giulia Luzi, anche la Romania propone il duetto tra un rapper e la reduce di un talent show. La domanda è: se due romeni fanno lo yodel, è cultural appropriation? Nel dubbio potevano risparmiarselo, anche se il gioco sta funzionando perché si parla di loro (per riderne, ma in una gara con 42 concorrenti, fare parlare di sé per qualunque motivo è già un traguardo). P.S.: Caparezza l’ha già fatto, e meglio, nel 2003 con “Jodellavitanonhocapitouncazzo”.

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Riassunto delle puntate precedenti: la Russia propone la sua cantante all’ultimo minuto, l’Ucraina le nega l’accesso perché nel 2015 si sarebbe recata in Crimea senza permesso per fare un concerto, l’EBU propone di raggiungere un compromesso e farla esibire dalla Russia via satellite, la Russia rifiuta, si ritira dalla gara e forse non la trasmetterà nemmeno. Al di là di questi battibecchi diplomatici, che non abbiamo gli strumenti per commentare ma che accogliamo comunque con un caloroso “anche meno”, sarà interessante vedere come si tradurrà questa mossa nelle votazioni. Come verranno distribuiti tutti i punti tradizionalmente assegnati alla Russia?

Dopo due interminabili anni di assenza, la sammarinese più famosa del mondo torna a Kiev a prendere il posto che le spetta. Dopo lo scanzonato esordio del 2012, l’intensa ballata del 2013 e il teatrale showstopper del 2014, Valentina Monetta continua il suo viaggio sperimentale attraverso tutti i colori del pop. E questa volta non è da sola. La camaleontica euroqueen ci porta negli Anni ’60 insieme a Jimmie Wilson, acclamato performer americano noto per avere interpretato Obama nel musical Hope! – Das Obama Musical. Riusciranno a conquistare la finale? Secondo gli scommettitori, no (sono ultimi).

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Anche la Serbia ha ascoltato un po’ di tropical quest’anno, almeno per l’intro. Per il ritornello, invece, siamo nel territorio di “Heaven” di Emeli Sandé. Viene fuori un pasticcio più dignitoso di quanto si crederebbe.

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Forse sono io che non capisco l’Arte, ma perché c’è un ballerino che prima è vestito da re e poi da matador mentre fa un misto di breakdance e danza interpretativa? Sulla carta sembrerebbe un video pieno di locura, e invece è tutto seriosissimo. Anche il cantante, che canta al buio sentendosi attore teatrale durante un monologo, non scherza. Nessuno scherza. Che ingiustificabile pesantezza.

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Il 21enne spagnolo Manel Navarro dice di ispirarsi a Bob Dylan ed Ed Sheeran. Diciamo che il risultato pende più dalle parti del secondo (e azzarderei un “meno male”). Aggiungendo lo spagnolo al mix, il brano potrebbe candidarsi a successo estivo. Speriamo che faccia ancora troppo freddo per indurre il continente a votarlo. Non è una canzone eurovisiva, ma è una canzone che funziona alla grande.

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Robin Bengtsson si è qualificato a sorpresa alle selezioni nazionali battendo la vincitrice del 2012 Loreen e la rivelazione Wiktoria. “I Can’t Go On” è nella top 3 degli scommettitori, ma stiamo parlando degli svedesi: finirebbero tra i favoriti anche se portassero sul palco una polpetta di renna. E quest’anno non sono all’altezza dei loro standard. C’è un bel ragazzo con un pezzo orecchiabile e una coreografia simpatica (a chi non ha mai visto un video degli OK Go, i tapis roulants sembreranno anche un’idea anche originale). Ma se gli europei volessero proprio votare un bel ragazzo con una canzone orecchiabile e una coreografia simpatica…

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Ogni tanto qualcuno si scorda del brief dello Eurovision e tira fuori un’idea che lascia straniti. Per esempio gli svizzeri hanno pensato che il modo migliore per accompagnare la loro power ballad fosse un video in cui il gruppo si reca in una casa abbandonata (o è un ospizio?) e fa ballare anziani annoiati. Il testo parla di seguire Apollo, che essendo dio delle arti, lancerà maledizioni e pestilenze per essere stato nominato in una canzone così mediocre.

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I campioni in carica propongono qualcosa di completamente diverso dall’anno scorso: i Muse. La trovata più notevole del pacchetto è che i membri della band hanno un orologio digitale sul petto che conta alla rovescia la durata del brano. Che si chiama “Time”.

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L’arrangiamento di “Origo” è tra i migliori dell’edizione: come l’Armenia, l’Ungheria sceglie di unire suoni contemporanei e tradizionali con grande efficacia. Ma a contrario dell’artista armena, Joci Pápai canta e rappa solo in ungherese, rendendo più difficile l’impatto del brano.

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