Pop Topoi

My Compact Diss: Agosto

Ispirato dal sempre affidabile e LOL-worthy Friday Prejudice, e colmo di un entusiasmo sicuramente effimero, ho deciso di impelagarmi in una nuova rubrica (per ora) mensile. Le regole sono semplici: vi dico quali dischi escono questo mese, voi leggete le mie recensioni sciocchine e poi fate un po’ quel che vi pare perché in fondo siamo in un paese libero. Come il buon Kekkoz, vi dico cosa sì, cosa no e cosa forse con tre pratiche icone. Abbiamo il carrello, che vuol dire “cacciate i sordi”; la fetida fetta di salame, sinonimo di “state alla larga a meno che non siate sordi”; e il piratino, ovvero “a vostro rischio e pericolo, ma se i vostri polpastrelli si trovassero per caso a digitare ‘nome artista + titolo album + rapidshare’ avreste dei polpastrelli arguti”.

La rubrica si chiama My Compact Diss. Quando mi è venuto in mente il giochino di parole, ho pensato: “ammazza ‘sto titolo, che bomba, fammi googl… Nooo! C’è già uno stronzo che ha chiamato così il suo blog!” Poi ho visto che non lo aggiorna da più di sei mesi e che ha ancora meno lettori del sottoscritto e quindi a un certo punto chi se ne frega. Ci ho aggiunto “my” davanti e, se mi denunziano, c’ho sempre quelle 48 ore, no?

Cominciamo.

Katy Perry
Teenage Dream
Capitol

Si sa ancora molto poco della seconda fatica inutile di Katy Perry. L’album esce a fine mese e per ora gli unici indizi sono la titillante copertina dipinta dall’artista Will Cotton, l’insignificante title-track e la fastidiosa “California Gurls” feat. uno Snoop Dogg ai limiti del ridicolo. Voglio dire, una volta non lo potevi neanche nominare senza beccarti un proiettile in testa e ora fa i video con ambientazione à la Hansel e Gretel e cucina il purè da Martha Stewart. Bro, you’ve changed.
Cosa stavo dicendo? Ah sì, Katy Perry fa schifo. Magari la curiosità mi porterà ad ascoltare le tracce prodotte da Rivers Cuomo e il sempre bravo Guy Sigsworth, ma i profondi dubbi sull’interprete restano inalterati. Inoltre, non ho alcuna intenzione di arricchire una  che, criticando Lady Gaga, sostiene che “usare la blasfemia per fare intrattenimento è di cattivo gusto quanto un comico che fa battute sulle scoregge” – e poi, per coerenza, si fidanza con un comico che fa battute sulle scoregge.

Phil Selway
Familial
Bella Union

Ricordate che bisogna ascoltare qualsiasi scoreggia incisa dai Radiohead? (Scusate, le flatulenze sono chiaramente il fil rouge di questo post.) Be’, vale anche per i progetti paralleli dei Radiohead. Philip Selway non se l’è mai filato nessuno, per sua stessa ammissione, ma ora ha fatto un album tutto suo che lascia ben sperare. Come si intuisce dalla copertina e dal titolo, si parla (anche) di famiglie disfuzionali. (“Tesoro, bambini, guardate: ho fatto un disco su di noi!” “Oh, babbo, che bello! Ma perché in faccia ho MUSCHI, LICHENI E PEZZI DI SELVAGGINA?” “Perché io ti vedo così, figlia mia.”)
Se questo non fosse sufficiente a convincervi, dovete sapere che da qualche parte c’è anche la voce di Lisa Germano e che, in questa occasione, Phil ha affidato gran parte delle percussioni a Glenn Kotche de(gl)i Wilco. Gioite, amici del dromedario.
Ah, ho dimenticato che questo album mi dà l’opportunità di sganciare la bomba del recensore serio: ATMOSFERE AUTUNNALI.

Wavves
King of the Beach
Fat Possum

“A fantastic record, and you can’t say Williams didn’t earn it this time.”
- Pitchfork

“Sucks. Big time.”
- Pop Topoi

Ecco, sento di aver perso minimo dieci lettori in un colpo solo. Che ci devo fare. Io ‘sta roba non la ascoltavo quando avevo tredici anni, figuriamoci ora che ne ho quasi il doppio e parlo come uno che ne ha il quadruplo. Andate a mangiare la droga con Williams e i giornalisti di Pitchfork, io mi rifiuto. “So bored“, indeed.

Klaxons
Surfing The Void
Polydor

Tiè Wavves, impara dai Klaxons come si fa una copertina coi micioni. Surfing The Void pare abbia avuto una gestazione piuttosto lunga e complicata perché i primi tentativi erano troppo sperimentali e psichedelici secondo la Polydor. Il gruppo è stato poi rispedito a lavorare con Ross Robinson, che è il produttore di una caterva di album dei Korn. Brr. La sensazione è che, nel caso dei Klaxons, il Mercury Prize abbia fatto più danni che favori, creando troppe aspettative attorno a un gruppo con un paio di singoloni incredibili (soprattutto quello in cui s’improvvisavano guerriere Sailor) e poco di rivoluzionario. Se a questo si aggiungono le pressioni di una label in ansia per avere canzoni programmabili nella A-list di BBC Radio One, il disastro è compiuto.
Ho scritto 127 parole senza menzionare nemmeno una volta “new rave”, visto che bravo?

Usher
Versus
La Face/Jive

Negli ultimi anni, Usher ha portato al successo Justin Bieber, ha chiamato una canzone “OMG”,  è diventato amico di Tom Cruise, ha continuato a ballare come se non ci fosse un domani, e nonostante tutto ciò può ancora fregiarsi del titolo di eterosessuale.
Versus è la continuazione di Raymond v. Raymond sotto forma di EP ed è tutto come da copione: ospitate di Jay-Z, Ciara, Pitbull e Bieber; produzioni di Polow Da Don (l’uomo il cui nome è l’onomatopea di qualcuno che cade dalle scale, ricordiamolo); quintalate di autotune e tamarrate anni ’90; baby-making songs e abort-inducing songs. Ma anche basta così.
E pensare, caro Usher, che con quel nome d’arte saresti stato ottimo come uomo che usciva la gente.

Hurts
Wonderful Life
Sony

Chiuderei con un singolo che, se vivessimo in un mondo normale, sarebbe il pezzone dell’estate. Gli Hurts sono la seconda cosa migliore successa al pop britannico nell’ultimo anno e, nonostante si dica in giro che abbiano firmato un contratto con qualche zero di troppo, per ora faticano a sfondare. È la seconda volta che pubblicano “Wonderful Life”, quindi abbiamo il video a budget zero del 2009 e il video girato a Ibiza l’altro ieri. Entrambi eccellenti. Non so voi, ma a casa mia smoking, ballerine vestite a lutto sott’acqua e architettura ipermoderna sono sinonimo di WIN.
Vi vedo perplessi. Facciamo così: questo ve lo scaricate su The Hype Machine, però quando a settembre esce l’album, accattatevillo.

Arcade Fire
The Suburbs
Merge

Be’, ci sarebbe anche quest’album qui ma, a giudicare dal mio feed di Twitter, l’avete già ascoltato TUTTI prendendo una decisione pressoché unanime.














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Katy Perry, “I Kissed A Girl”

Katy Perry è sbucata fuori così, all’improvviso, ed è forse la peggiore otite pop del 2008. Ma come avrà fatto una figlia di pastori che è cresciuta a pane e gospel ad arrivare in cima alle classifiche di mezzo mondo? Abbiamo intervistato l’Ascoltatore Medio per capire meglio questo repentino successo:

Pop Topoi: Cosa ne pensi di “I Kissed A Girl” di Katy Perry?
Ascoltatore Medio: Mah, non saprei, è orecchiabile. Che dice il testo?
Pop Topoi: Parla di una ragazza che bacia un’altra ragazza.
Ascoltatore Medio: OMG! Lesbicità! Erotismo patinato in fascia protetta! Titillorama! Vado a scaricare il singolo e voto subito il video di quella maliziosa libertina su TRL!

Nel caso non ve ne siate ancora accorti, “I Kissed A Girl” è una paraculata pazzesca ed entra a pieno titolo nella categoria più paracula del pop odierno: Lesbo en passant. Il topos in questione nacque forse nel VI secolo a.C, ma si affermò con prepotenza nella cultura popolare solo nel 2002 d.C. grazie alle opere del duo russo t.A.T.u. Come ben ricorderete, il video di “All The Things She Said” mostrava due ragazzine in tenuta manga-scolaresca intente a (far finta di) baciarsi peccaminosamente. Qualche tempo dopo, ecco che spuntò il pancione a una delle due, rivelando definitivamente la verità sui loro gusti sessuali e rovinando anni di marketing fintamente pruriginoso.

A sei anni di distanza dalla bufala t.A.T.u., verrebbe da credere che l’Ascoltatore Medio non sia più così boccalone e abbia imparato a diffidare della lesbicità en passant – tra l’altro ampiamente sdoganata qualche VMA fa dal terzetto Madonna/Britney/Aguilera e poi riproposta dalle prime due nel video di “Me Against The Music”. E invece no, una canzoncina su un bacio saffico riesce ancora a titillare milioni di ascoltatori – l’equivalente su scala mondiale di quelle ragazzine che si strusciano un po’ in discoteca o in gita alle superiori per far attizzare i maschietti in piena fase ormonale.

All’inizio, la Katy sembra quasi volersi scusare della sua scappatella:

Non era previsto
Non era mia intenzione
Mi sono fatta coraggio con un drink in mano

E poi, una volta compiutosi il fattaccio, a scanso di equivoci si rivolge al suo oggetto del desiderio:

Sei il mio giochino sperimentale
È la natura umana
Non è quello che fanno le brave ragazze
Non è come dovrebbero comportarsi

Eh, che birichina. Però dobbiamo capirla, Katy per un attimo non ha risposto più dei suoi istinti:

Ho baciato una ragazza e mi è piaciuto
Il sapore del suo lucidalabbra alla ciliegia
Ho baciato una ragazza solo per provare
Spero che al mio ragazzo non dispiaccia
È sembrato così sbagliato
È sembrato così giusto
Non vuol certo dire che questa notte mi sono innamorata

Perché, sia ben chiaro, Katy Perry non vuole passare per lesbica e il video ne è la prova. Dopo qualche minuto di struscio sfrenato, battaglie coi cuscini in una specie di Playboy mansion, qualche coscia scoperta qua e là – ma nessun bacio saffico! – Katy si sveglia al fianco del suo ragazzo.  Si accorge quindi che era solo un sogno e guarda il partner con un’aria rincuorata, probabilmente pensando: “LOL, per un attimo ho creduto di essere lesbica! Ma no, in realtà sono solo un po’ mignotta”.

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