Nell’ultima raccolta di Elisa che esce in questi giorni c’è una cover di “1979″ degli Smashing Pumpkins. Suona così. Al di là dei (pre)giudizi personali sulla qualità della cover (secondo me non è male), già conosco le reazioni che susciterà. Perché Mellon Collie è piezz’e core, perché quella è la canzone della mia adolescenza, perché io sono tanto buono e caro ma se mi fai incazzare, perché tu a mia madre non la devi nemmeno nominare o ti sputo.
Ci risiamo: periodicamente, Qualcuno Che Non Va Bene fa una cover (ma potrei tranquillamente estendere il discorso ai remake e adattamenti cinematografici e televisivi) e la gente si indie-gna.
Bene, devo confessarlo: anch’io ero così [chiude gli occhi, annuisce, prende un lungo respiro] ma poi sono cambiato [ritrova il sorriso]. Sono cambiato! Ed è per questo che oggi propongo il mio esclusivo Metodo Per Disintossicarsi Dalle Cover Brutte E Vivere Meglio™.
Step one: Ammettere di avere un problema
Circa un anno fa – lo ricordo come se fosse ieri – in un giorno di ordinaria procrastinazione su Twitter, mi giunse la notizia che Vasco Rossi stava per pubblicare una sua versione di “Creep”. Non lo nego, fu un colpo al cuore [indica il cuore]. Mi dava fastidio che la persona peggiore al mondo toccasse una band carissima e che i fan peggiori al mondo se ne appropriassero con le loro unghione sporche. Eppure, non potevo certo sostenere che si trattasse di chissà quale gioiello segreto da custodire gelosamente (mica era un’oscura b-side di Amnesiac che quando dici il titolo pure Thom fa: “che?”) o di avere particolari ricordi personali legati al brano, dato che, al momento della sua pubblicazione, i miei gusti si dividevano tra il synth pop e il folk. È lì che capii di avere un problema.
Step two: Comprendere gli autori

Nonostante Elisa all’estero sia FAMOSISSIMA (me l’ha detto un comunicato stampa!), questa cosa qui sopra non è successa. Non metto in dubbio che in certi casi l’autore debba dare il consenso, ma se a Corgan crescesse un capello ogni volta che da Monfalcone qualcuno gli chiede se può fare una sua canzone, ora avrebbe in testa un cespo afro. Lui non ti sta facendo nessun torto e, a modo suo, ti vuole ancora bene [indica nuovamente il cuore].
Ma come si sentirà un autore quando la propria canzone viene attirata in un vicolo buio, derubata e stuprata ripetutamente da un branco di satiri? Lo chiediamo a Imogen Heap – chiedo scusa, c’era solo lei disponibile all’ultimo minuto… Fa’ ciao con la manina, Imogen, da brava – che cinque anni fa ha sfornato “Hide & Seek”. Il pezzo è finito in situazioni molto compromettenti, dalle scene di O.C. a Jason Derülo, dai pazzi su YouTube all’iPod di gente che mai si prenderà la briga di ascoltare mezza nota del resto della sua discografia. Come l’avrà presa?
[...] when I make a piece of music in the studio it’s very much my thing and I’m quite possessive over it but once I’ve finished it I feel more like ‘Go off and live your life, have fun, meet people, make babies’ and I don’t feel the need to control it as a song.
L’autore intelligente sa che, dal momento che la canzone viene pubblicata, il mondo ne farà ciò che vuole. Potrebbe diventare l’inno delle persone toste come te [fa l'occhiolino] oppure la remixeranno i tamarri, la canteranno gli ubriachi al karaoke e la eseguiranno cantanti di X Factor del sesso opposto cambiandone i pronomi personali. Il bello di queste ultime ipotesi, è che l’autore può comprarsi una villa a Malibu e tu devi essere contento per lui.
Step three: Ce la possiamo fare
“A me non interessa se con quella canzone si è pagato elicottero e mignotte! È stata la colonna sonora della mia gita di terza media al mausoleo di Stercolappio e avevo scritto il testo con l’uniposca sull’Eastpack di quella che mi piaceva!”
Be’, complimenti per la memoria. E ora il coverizzatore di turno avrebbe usurpato i tuoi vividissimi ricordi? Ora la canzone è meno tua? Hai paura che alla domanda “qual è la tua canzone del cuore?”, tutti, anche i deficienti, risponderanno con lo stesso titolo? Che finirà sui profili di Facebook delle persone sbagliate? Se è così, allora stai mettendo il concetto dei ricordi davanti ai ricordi stessi. E non stai rendendo loro giustizia se credi che basti una sequenza di note e parole eseguita da qualcun altro per intaccarli.
TLDR: YOU HAVE TO LET GO, JACK.
Black Eyed Peas
Elisa
Michael Jackson
Esben And The Witch
