La misteriosa candidatura al Nobel di Vecchioni

Vecchioni-Facebook

Oggi Vecchioni ha annunciato su Facebook di essere stato nominato al Nobel. Gliel’ha detto il Corriere della Sera.

Vecchioni-Corsera

Prima di entrare nella polemica del se lo merita/non se lo merita, ci sarebbe da verificare una cosetta: Vecchioni è stato davvero nominato al Nobel? E il Corriere come lo sa?

La notizia è finita subito su decine di siti di informazione e di musica. Tutti riportano la nomination annunciata dal cantautore stesso e tutti citano il Corriere come unica fonte. La cosa è singolare perché nessun sito straniero ne parla. Sarebbe strano parlassero di Vecchioni, ma il Corriere rivela che anche Bob Dylan e Leonard Cohen “sono fra gli autori in corsa”. Indicativo, non condizionale, no pettegolezzi. Anche un secondo articolo, nella stessa pagina, dice che “sono stati fatti esplicitamente” i loro nomi e “il professore italiano è […] tra i candidati ufficiali al premio del 2013”.

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Eppure su Google News non sembra affatto l’argomento del giorno e si trova solo qualche articolo in cui Murakami viene dato come favorito. Lo fa, per esempio, il Guardian prendendo spunto dall’agenzia di scommesse Ladbrokes (per la cronaca, Dylan, che è da anni la scelta più ovvia nel caso decidessero di premiare qualcuno che oltre a scrivere canta e suona, è dato 50/1; di Cohen e Vecchioni non c’è traccia).

Allora che si fa? Si va sul sito ufficiale del Premio Nobel a cercare uno straccio di prova. La pagina dedicata al premio letterario spiega accuratamente il processo di selezione. Per riassumere, come fa anche il Corriere: le prime nomination vengono fatte a settembre, ma la shortlist dei cinque finalisti è stilata a maggio e si discute ufficialmente nel settembre dell’anno successivo. Il vincitore viene comunicato a ottobre e premiato a dicembre. Quindi, a meno che Cohen, Dylan e Vecchioni non siano addirittura tre dei cinque finalisti già scelti a maggio (eppure il Corriere suggerisce che potrebbe essere uno di loro a ritirare il premio a dicembre), è ragionevole pensare che si stia parlando della longlist del Nobel 2014.

Tuttavia, se a questo punto vi state chiedendo perché negli anni scorsi non avete mai sentito parlare di nomination ai Nobel, è perché la lista non viene resa pubblica. Per cinquant’anni.

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Riassumendo: il Corriere è l’unica testata al mondo che conosce almeno tre nomination ai Nobel e sa anche quali opere di Vecchioni sono state prese in considerazione (“soprattutto due romanzi”). Complimenti per l’esclusiva e forza “professore”!

PS: Vecchioni ha un album in uscita l’8 ottobre.


AGGIORNAMENTO 24/9

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I grandi autori: fermiamoli

[Il video dell’iniziativa è stato rimosso da YouTube]

Non so quali circostanze nella vita portino nove artisti, età media 64 (sì, ho fatto i conti), a prendere parte a una campagna contro la pirateria digitale. A farsi filmare in una stanza scarsamente illuminata con le facce tutte serie a puntare il dito. A leggere un copione che parla di Megaupload e P2P sulle note di (presumo) Einaudi, che fanno sempre tanto Telethon. Sta di fatto che FEM, CCI, FPM e tante altre sigle che non avete mai sentito nominare hanno scelto di investire quei pochi soldi che la pirateria non ha ancora rubato contro la pirateria. Loro sono “I grandi autori”, un All Stars United Against Masterizzazione, la Lega del Casco d’Oro, la Kryptonite di Dropbox! C’è pure un sito (ProMusic.it) per sfatare i miti della musica gratuita – “già molto cliccato dai giovanissimi” è l’espressione che userà il TG1 parlando dell’iniziativa una di queste sere, me lo sento.

Qualche mese fa, proprio Ruggeri si lamentava perché le vendite del suo ultimo album non corrispondevano ai suoi numeri sui social. “Non posso pensare che tutti questi miei amici vogliano solo interagire con me senza aver voglia di sentirmi cantare.” Peccato, sul serio, perché quell’album ha anche dei bei momenti, come “Il mare d’inverno” con Boosta. L’ho comprato? No, l’ho ascoltato una volta su YouTube. E se non fosse stato disponibile su YouTube? Non l’avrei ascoltato per niente e ora non potrei nemmeno fargli questo piccolo complimento. Metterei un link per farlo ascoltare anche a voi, peccato che:

Potrei dilungarmi moltissimo, spiegando concetti triti e ritriti (che la Caselli-discografica dovrebbe conoscere meglio di me), chiedendomi com’è che questi non vendono un CD da vent’anni ma hanno tanta paura degli adolescenti smanettoni (tutti in fila ad aspettare il leak di Gino Paoli e la mixtape di Vecchioni), chiedendomi se questi siano i primi effetti dell’aumento dell’età pensionabile, ma non lo farò. Mi affiderò invece alla semplicità del diagramma di Venn.

 Tuttavia:

E ora, per piacere, parliamo dell’arancia di Caterina Caselli.