Premio Salame dai Capelli Verderame 2011

È il momento. È tornato. Dopo il successo (?) della prima edizione, eccoci pronti per inaugurare l’unico premio che celebra l’imbarazzo, l’indecenza e la povertà della musica italiana. L’anti-premio Mogol per coronare il testo peggiore dell’anno e donare al suo interprete ciò che merita: un salume tricoticamente eccentrico.

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Regia, fa’ partire il trailer (è meglio se lo lasciate caricare tutto prima di schiacciare play; è ancora meglio se lo fate a tutto schermo).

Chiedo scusa ai lettori epilettici, che a questo punto temo ci abbiano lasciato, e do il benvenuto a tutti gli altri. Un saluto particolare a coloro che hanno colto l’omaggio a Enter The Void.

Enter the Void – il Vuoto della musica italiana, appunto, che quest’anno si manifesta in una shortlist ricchissima:

  • Anna Tatangelo, “Bastardo”
  • Elisa feat. Fabri Fibra, “Anche tu, anche se (non trovi le parole)”
  • Matteo Becucci, “La cucina giapponese”
  • Paola e Chiara, “Sudoku”
  • Negramaro, “Sing-hiozzo”
  • Modà, “Come un pittore”
  • Biagio Antonacci, “Buongiorno bell’anima”
  • Vasco Rossi, “Eh… già”

Purtroppo è stato necessario fare delle scelte, e non sapete quanto mi dispiaccia aver lasciato fuori tutti i Giovani di Sanremo, alcuni Amici di Maria, Davide Van De Sfroos (ahimè, canta in laghée), Nayked (ahimè, canta in inglese), Luca Barbarossa e la moglie di Alonso (ahimè, li ho dimenticati) e Al Bano (ahimEEEEEÈH).

“E io cosa devo fare?,” ti starai chiedendo. Ebbene: aspettare. Tra qualche giorno entreremo nel vivo della gara perché dedicherò un post a ogni ciofeca sonora elencata qui sopra. Esse si sfideranno due a due, a eliminazione, secondo questo schema.

Al momento, è impossibile sapere quando terminerà il torneo del dolore perché la data del Premio Mogol non è ancora stata annunciata. Nel caso ti interessasse saperlo per organizzare le vacanze in Valle d’Aosta, dovrebbe essere a giugno. È invece certo è che, quando questa edizione finirà, tu mi odierai per la mole di spam prodotta.

Nel Premio Salame dai Capelli Verderame 2011, la golden share sei tu. Ed è un potere che puoi sfruttare in svariati modi, perché qui si premiano lo spirito di iniziativa e i brogli ben orchestrati. Puoi usare l’hashtag #salame2011 per spammare tutti i tuoi amici 2.0; puoi creare dei mini-meme o incidere una cover della tua canzone prescelta (io posterò qualsiasi cosa mi arriverà); puoi photoshoppare Paz de la Huerta con un salame in mano; puoi comprare un call center o una click farm in Cina per assicurare la vittoria del tuo beniamino quando si apriranno le votazioni. E poi è indecente che questo Premio non abbia ancora uno sponsor: dammi l’indirizzo del tuo salumiere di fiducia.

Per concludere, devo rendervi partecipi della disgrazia che si è abbattuta sul Premio ancor prima che partisse questa edizione. Un mese fa, stark ha lanciato un provocatorio thread, distruggendo le certezze dell’Italia tutta. La strofa di Mogol che presta il titolo a questo premio è incorretta, e si tratta di un errore comune, portato avanti per decenni anche dalle voci più rispettabili. Mentre è risaputo che quel “verderame” è un lapsus storico del paroliere (che intendeva scrivere “rosso rame”), non tutti sapevano che la preposizione è “dei” e non “dai”. È tutto lì, nell’originale della Formula 3 che finora nessuno si era premurato di riascoltare. Ne parla anche Franco Zanetti in un illuminante articolo, parafrasando il verso e incolpando i Pooh per aver perpetrato l’errore. TuttoFaMedia, invece, punta il dito verso Ambra Angiolini per aver tratto in inganno un’intera generazione di italiani. Che disperazione nasce da.

Tuttavia, essendo questo un Premio ignorante vicino al cuore della gente, il titolo non cambia. Premio Salame DAI Capelli Verderame. È solo un gioco.

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Premio Salame dai Capelli Verderame 2010: il vincitore

Sì, stasera sono qui per dire al mondo e a Dio che la prima edizione del Premio Salame dai Capelli Verderame è stata vinta da Pupo, Sua Maestà Emanuele Filiberto di Savoia e il tenore Luca Canonici. Non c’è stata gara. Sin dall’apertura delle votazioni, “Italia Amore Mio” è sempre stata in testa con uno scarto notevole sugli altri brani. Un disastro annunciato. Si è verificata invece un’interessante battaglia per la conquista del secondo posto. Per giorni abbiamo assistito a un testa a testa tra i laghi di Scanu, la pucciosità di Jovanotti e la mondanità di Airys. Quest’ultima è stata notevolmente avvantaggiata dai bushismi di Nino Dangerous e Enver che, avendo capito di poter votare industurbati quante volte volevano senza blocco dell’IP, hanno fatto impennare la percentuale di “Esco”. Ma questi retroscena non tolgono certo lustro ai grandissimi salami verderame che hanno conquistato il premio.

Si noti, inoltre, come la nomination di Damiano Fiorella abbia portato grande fortuna al nostro talent. Pensate, pochi giorni dopo la candidatura di “Anima”, ovvero la prima volta in nove mesi che qualcuno menzionava il nome di Damiano e prendeva atto della sua esistenza, i poteri forti della discografia italiana hanno deciso di concedergli un’altra chance realizzando un video. Quindi, d’ora in poi, mi sento di dire che la reunion di Damiano con la sua anima e la conseguente, inarrestabile ascesa al successo sono merito mio.

Giovedì, nell’universo parallelo ma soprattutto autonomo della Valle d’Aosta, si è anche tenuto il terzo Premio Mogol. La giuria di Rapetti ha premiato [SPOILER per chi fosse in pari con la programmazione Rai] Simone Cristicchi ed Edoardo Bennato. Ex aequo. Era così difficile scegliere? Te lo dico io, Rapetti: no. Cristicchi non sarà Bob Dylan, ma almeno nel suo pezzo sulla solitudine geriatrica qualche spunto carino c’è. Bennato, per quel che mi riguarda, può prendere la sua armonica e i suoi occhiali da sole e tornarsene negli anni Settanta chiudendo la porta dietro di sé. Gli altri tre nominati erano Arisa e il suo fidanzato (che hanno studiato all’Accademia di Mogol, ricordiamolo, quindi la nomination credo sia parte della retta), Carmen Consoli e Battiato/Sgalambro (ma i brani non dovevano essere in italiano?). Stupore per l’assenza di Povia, che io vedevo già vincitore per una seconda volta, ma non hanno avuto manco il cuore di nominarlo, povera bestia.

E dall’incantevole cornice di WordPress, si chiude qui la kermesse. E riguardatevi ‘sto video ché c’ho messo un’eternità a farlo, eddai.