The Road to Salame: Negramaro vs. Modà

Negramaro e Modà, Negrodà e Modamaro. Questa la vedo dura, soprattutto perché sta diventando sempre più difficile distinguere i due gruppi. Allora, un aiutino: i Negramaro sono quelli col cantante chubby che si mette il cappello di lana e ogni tanto ci ricorda che viene dal SALENTO (Lu sole! Lu mare!, ecc.); i Modà sono una cover band dei Negramaro che ha preso la strada del rock tiepidino da bravi ragazzi. Poi, colpo di scena! Complici Sanremo e un’etichetta discografica nata da RTL 102.5, RDS e Radio Italia, i Modà superano i maestri salentini e diventano ufficialmente un fenomeno di cui tutti i possessori di orecchie iniziano a preoccuparsi. Ma qual è il gruppo peggiore con la canzone peggiore? Via con la gara.

[SONDAGGIO CHIUSO]

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Il 2011 è stato decisamente l’anno dei Negramaro. Ah ah ah, NON È VERO. L’album Casa 69 ha venduto molto, ma non quanto i precedenti, e il gruppo ha gridato al complotto quando il singolo “Sing-hiozzo” non ha ricevuto l’airplay sperato.

Credo che ci sia un cartello delle radio contro, ma preferisco pensare che il brano non sia piaciuto.

Senza nulla togliere all’appassionante teoria del complotto, preferisco supportare l’ipotesi che gli ultrasuoni di Giuliano Sanchubby siano poco radiofonici e facciano spiaggiare le balene. Come se non bastasse, l’annus horribilis dei Negramaro è stato segnato da un’operazione alle corde vocali del cantante, che ha colto l’occasione per lanciarsi nel misery porn con un commovente messaggio ai fan.

Basta con le digressioni, parliamo della can- parliamo della can- parliamo della canzone. Già dal titolo, intuiamo un approccio sperimentale inedito: “Sing-hiozzo” cerca di riprodurre graficamente e foneticamente un “vuoto d’aria” fisico ma soprattutto psicologico che tormenta l’eroe nella prima strofa. E lo fa prendendo in prestito “sing” dall’inglese perché il singhiozzo è la tecnica vocale che il cantante predilige. Un’opera dolorosa ma necessaria sulla difficoltà di esprimersi: LA BALBUZIE DEI SENTIMENTI.

La perla

Mi ha strozzato il cuo-
Mi ha strozzato il cuo-
Mi ha strozzato il cuore

Perché deve vincere?
Perché, dopo gli Oscar a Il Discorso del Re, è giusto fare luce sui problemi di logopedia anche nel mondo della musica.

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Anche Kekko dei Modà ci racconta con dovizia di particolari i suoi problemi di comunicazione, ma lui ha trovato un rimedio! Come un pittore, disegnerà ciò che prova per la sua amata, abbinando colori a emozioni, in un tripudio di similitudini e sinestesie ispiratissime. Che bella idea! Sentiamo. “Azzurro come te, come il cielo il mare.” OK, carino, magari un po’ banale… Vogliamo continuare? “Giallo come luce del sole.” Sì, ecco, questa sarebbe scontata anche alle elementari. Proviamo col verde? “L’erba verde come la speranza.” Mi fai parlare con la tua maestra? “Adesso un po’ di blu come la notte.”

Kekko, mi è venuta un’idea per il marrone e non sto parlando di Emma.

La perla
(Non vorrei influenzare la giuria, ma mi trovo costretto a fare un’eccezione e trascrivere tutto il testo.)

Ciao, semplicemente ciao
Difficile trovare parole molto serie
Tenterò di disegnare
Come un pittore
Farò in modo di arrivare fino al cuore
Con la forza del colore.
Guarda: senza parlare
Azzurro come te, come il cielo e il mare
E giallo come luce del sole
Rosso come le cose che mi fai… provare

Ciao, semplicemente ciao
Disegno l’erba verde come la speranza
E come frutta ancora acerba
E adesso un po’ di blu come la notte
E bianco come le sue stelle con le sfumature gialle
E l’aria, puoi solo respirarla
Azzurro come te, come il cielo e il mare
E giallo come luce del sole.
Rosso come le cose che mi fai… provare
Per le tempeste non ho il colore
Con quel che resta disegno un fiore
Ora che è estate, ora che è amore

Perché deve vincere?
Ma l’avete letto?

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Forza, golden share dorata come l’oro, fa’ il tuo dovere.

Premio Salame dai Capelli Verderame 2011

È il momento. È tornato. Dopo il successo (?) della prima edizione, eccoci pronti per inaugurare l’unico premio che celebra l’imbarazzo, l’indecenza e la povertà della musica italiana. L’anti-premio Mogol per coronare il testo peggiore dell’anno e donare al suo interprete ciò che merita: un salume tricoticamente eccentrico.

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Regia, fa’ partire il trailer (è meglio se lo lasciate caricare tutto prima di schiacciare play; è ancora meglio se lo fate a tutto schermo).

Chiedo scusa ai lettori epilettici, che a questo punto temo ci abbiano lasciato, e do il benvenuto a tutti gli altri. Un saluto particolare a coloro che hanno colto l’omaggio a Enter The Void.

Enter the Void – il Vuoto della musica italiana, appunto, che quest’anno si manifesta in una shortlist ricchissima:

  • Anna Tatangelo, “Bastardo”
  • Elisa feat. Fabri Fibra, “Anche tu, anche se (non trovi le parole)”
  • Matteo Becucci, “La cucina giapponese”
  • Paola e Chiara, “Sudoku”
  • Negramaro, “Sing-hiozzo”
  • Modà, “Come un pittore”
  • Biagio Antonacci, “Buongiorno bell’anima”
  • Vasco Rossi, “Eh… già”

Purtroppo è stato necessario fare delle scelte, e non sapete quanto mi dispiaccia aver lasciato fuori tutti i Giovani di Sanremo, alcuni Amici di Maria, Davide Van De Sfroos (ahimè, canta in laghée), Nayked (ahimè, canta in inglese), Luca Barbarossa e la moglie di Alonso (ahimè, li ho dimenticati) e Al Bano (ahimEEEEEÈH).

“E io cosa devo fare?,” ti starai chiedendo. Ebbene: aspettare. Tra qualche giorno entreremo nel vivo della gara perché dedicherò un post a ogni ciofeca sonora elencata qui sopra. Esse si sfideranno due a due, a eliminazione, secondo questo schema.

Al momento, è impossibile sapere quando terminerà il torneo del dolore perché la data del Premio Mogol non è ancora stata annunciata. Nel caso ti interessasse saperlo per organizzare le vacanze in Valle d’Aosta, dovrebbe essere a giugno. È invece certo è che, quando questa edizione finirà, tu mi odierai per la mole di spam prodotta.

Nel Premio Salame dai Capelli Verderame 2011, la golden share sei tu. Ed è un potere che puoi sfruttare in svariati modi, perché qui si premiano lo spirito di iniziativa e i brogli ben orchestrati. Puoi usare l’hashtag #salame2011 per spammare tutti i tuoi amici 2.0; puoi creare dei mini-meme o incidere una cover della tua canzone prescelta (io posterò qualsiasi cosa mi arriverà); puoi photoshoppare Paz de la Huerta con un salame in mano; puoi comprare un call center o una click farm in Cina per assicurare la vittoria del tuo beniamino quando si apriranno le votazioni. E poi è indecente che questo Premio non abbia ancora uno sponsor: dammi l’indirizzo del tuo salumiere di fiducia.

Per concludere, devo rendervi partecipi della disgrazia che si è abbattuta sul Premio ancor prima che partisse questa edizione. Un mese fa, stark ha lanciato un provocatorio thread, distruggendo le certezze dell’Italia tutta. La strofa di Mogol che presta il titolo a questo premio è incorretta, e si tratta di un errore comune, portato avanti per decenni anche dalle voci più rispettabili. Mentre è risaputo che quel “verderame” è un lapsus storico del paroliere (che intendeva scrivere “rosso rame”), non tutti sapevano che la preposizione è “dei” e non “dai”. È tutto lì, nell’originale della Formula 3 che finora nessuno si era premurato di riascoltare. Ne parla anche Franco Zanetti in un illuminante articolo, parafrasando il verso e incolpando i Pooh per aver perpetrato l’errore. TuttoFaMedia, invece, punta il dito verso Ambra Angiolini per aver tratto in inganno un’intera generazione di italiani. Che disperazione nasce da.

Tuttavia, essendo questo un Premio ignorante vicino al cuore della gente, il titolo non cambia. Premio Salame DAI Capelli Verderame. È solo un gioco.

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