Dieci proposte per un nome collettivo dei fan dei Modà

C’è l’Esercito di Marco Mengoni e la Big Family di Alessandra Amoroso, ci sono le Bestie (già Marroncini) di Emma e i Gianni di Fedez, ma qual è il nome collettivo dei fan dei Modà? In un’era in cui le fanbase si uniscono in plotoni compatti in adorazione e in difesa dei loro idoli, il gruppo italiano più popolare ha bisogno di un nome ufficiale per i suoi seguaci. Ecco dieci proposte suggerite dal popolo della rete. Kekko, pensaci.

MODELLI
"Modelli", per quanto lusinghiero, entra in contrasto con l'immaginario turbo-nazionalpopolare dei Modà (nonché con i Modà stessi).
Voto:
kekko

MODESTI
Questa è un'ottima proposta. È forse poco in linea con la personalità del cantante del gruppo, ma nell'accezione di "privo di lusso, di sfarzo, di grandiosità" si avvicina al motto very normal people della radio che è tanto familiare ai quei fan. Da considerare anche la variante "Modici".
Voto:
kekkokekkokekko

MODERNI
Non scherziamo: questo marchio è già preso da un'altra nota band italiana. (A quando i Moderni a San Siro, eh?)
Voto:
kekko

KEKKOS
La centralità del ruolo di Kekko è nota, e "Kekkos" (o "Kekko's") potrebbe essere già adesso il nome non ufficiale del gruppo. Tuttavia, un vero fan deve amare tutti e cinque (o sei) (quanti sono?).
Voto:
kekko

KEKKAZZOSCRIVI
Potrebbe valere come legittima domanda da parte di un incredulo ascoltatore casuale o come esortazione da parte di chi esige sempre nuovi brani dal suo idolo ("Kekkazzo, scrivi!"). Questa ambiguità la rende una proposta versatile e pratica.
Voto:
kekkokekko

MADÒ
Molti considerano i Modà una religione, ma potranno rivelarsi così iconoclasti nei confronti di quell'altra religione?
Voto:
kekko

MODANNATI
Qui siamo a un livello molto (troppo?) alto. "Modannati" rende bene l'idea della devozione, ma anche della consapevolezza di avere sviluppato una tragica e autodistruttiva dipendenza in ambito musicale.
Voto:
kekkokekko

MODÀIOLI
Un gioco di parole accessibile a tutti: semplice, deciso, efficace. Funziona bene sulla carta ma, se pronunciato ad alta voce, è spiacevole al suono proprio come i Modà. Promosso.
Voto:
kekkokekkokekko

SCEMI
È statisticamente probabile che tra i tanti fan dei Modà vi siano anche degli scemi. Tuttavia, non possiamo procedere per sineddoche e discriminare i fan intelligenti dei Modà che, si presume, esistano e vivano nell'ombra.
Voto:
kekko

SORDI
Ok, doveva succedere.
Voto:
kekko

Premio Salame dai Capelli Verderame 2012: il vincitore

Si è appena conclusa la serata di premiazione del terzo Premio Salame dai Capelli Verderame da un’incantevole cornice segreta. Che emozioni, ragazzi. Vi volevo invitare, eh, ma poi vi conosco: avreste fatto casino, vi sareste sbronzati pure col chinotto e vi sareste buttati sul buffet di insaccati senza alcun rispetto per la sacralità dell’evento. La cerimonia è stata invece sobria e contenuta perché, ricordiamolo, il Premio Mogol non esiste più per colpa di assessori valdostani poco inclini a celebrare le canzonette. Ma noi sappiamo che il Premio Mogol ci guarda da lassù e veglia su di noi mentre gli angeli suonano “Luca era gay” e “Le tasche piene di sassi” pizzicando le arpe del Signore.

Alla cerimonia del Salame 2012 non sono mancati gli ospiti prestigiosi: Celentano non è potuto venire, ma era presente Claudia Mori. Pensate, aveva già preparato tre comunicati stampa: uno per la vittoria del marito, uno per il secondo posto e uno per il terzo (alla fine li ha consegnati tutti e tre, poi li ha rivoluti indietro a 10 euro per foglio, poi ha detto che i soldi sarebbero andati in beneficenza). C’erano i Litfiba, accompagnati da un fedele  gruppo di cassintegrati, e poi c’era lei, ovviamente, la vincitrice. And the winner is Emma.

La cantante ha ritirato l’ambito premio ma, forse tradita dall’emozione, sul palco ha scordato di ringraziare l’autore del testo. Durante l’afterparty, qualcuno si è avvicinato a Emma suggerendole di inviare un messaggino a Kekko, che aspettava impaziente notizie da casa. Prima è stato necessario spiegarle che era solo una cortesia simbolica (sembrava proprio non capire il perché del gesto!), poi si è accorta di non avere più credito nel cellulare e infine si è scoperto che non aveva in rubrica il numero di Kekko. Non lo nascondo, sono stati momenti di imbarazzo. Nel frattempo, il paroliere dei Modà aveva ricevuto via mail i tre comunicati stampa discordanti di Claudia Mori. Non capendo chi avesse vinto, ha chiamato lui Emma per chiedere delucidazioni. Durante la telefonata, a Emma è scappato un “grazie”, ma solo perché in quel momento qualcuno le stava passando un bicchiere di chinotto. Kekko ha pensato che il ringraziamento fosse rivolto lui ed è andato a dormire felice. Phew!

E finisce qui il Premio Salame dai Capelli Verderame 2012, l’edizione dei record! (Non è vero, l’anno scorso sono arrivati più voti.) (Ma solo perché anonimi fan di Becucci sabotarono il sondaggio.) (Comunque i voti sono stati moltissimi, grazie.) Va invece completamente in vacca il mio intento di segnalare anche il testo migliore dell’anno, dato che per ora è arrivato solo un commento a proposito. Allora è proprio vero che il Premio Mogol è insostituibile.

Ci vediamo nel 2013! #salame2013! Riguardatevi il trailer, va’.

 

The Road to Salame: Emma vs. Modà

La seconda semifinale è interamente dedicata a Kekko Silvestre. Lo vediamo qui scontrarsi contro se stesso grazie alle sue opere “Non è l’inferno” per Emma e “Come un pittore” per Modà e Jarabedepalo. (Da quand’è che “Jarabe De Palo” si scrive tutto attaccato? Dal 2008, perché l’etichetta precedente ha i diritti sul nome.)

Come al solito, potete votare subito oppure farvi un tè e meditare su quale sia la scelta più appropriata leggendo le motivazioni dell’Academy.

[SONDAGGIO CHIUSO]

Era chiaro fin da subito che Emma avrebbe vinto il Festival. L’avrebbe vinto con una canzone bella, una canzone brutta o una canzone d’amore a caso. L’ha vinto con una canzone “impegnata” perché, dopo tante parole e senonoraquando, Compagna Marrone si è fatta scrivere qualcosa di più sostenuto dei soliti “calore/calore”, “pelle/stelle”, “amore/sapore”. Sarebbe anche un intento apprezzabile: di canzoni sulla crisi attuale, non se ne cantano; e lei e Bersani quest’anno sono stati gli unici a parlare dell’Italia di oggi al Festival (solo che Bersani ha usato una metafora assurda e non ci ha messo abbastanza drammaticità).

Il testo di “Non è l’inferno” ci racconta di un signore che ha fatto due guerre e ora non arriva a fine mese, mentre suo figlio ha trent’anni e non ha i soldi per sposarsi. Un attimo. Se il signore ha fatto “due guerre senza garanzia di ritornare”, vuol dire che, come minimo, è un ragazzo del ’99, e quindi ora ha 113 anni. E se ha un figlio di 30, vuol dire che è diventato padre a 83. Complimenti, signore!

Al di là della plausibilità storica del testo, che i televotanti defilippini magari non hanno avuto tempo di verificare, resta un dilemma anche nel ritornello. Se la situazione è così tragica, perché “non è l’inferno”? Ricordo che se l’è chiesto anche Luzzatto Fegiz a un’Arena di Giletti e Emma gli ha risposto che l’inferno, cioè, è la guerra, cioè.

(Era la stessa puntata dell’Arena in cui Giletti elogiava Emma perché, durante il Festival, si è andata a comprare le bottigliette d’acqua al supermercato anziché bere quelle carissime del frigobar dell’albergo.)

Quindi il messaggio è positivo? Fa tutto schifo, ma c’è di peggio? Il protagonista è ancora speranzoso e non vuole ammazzarsi? Boh. “Non comprendo com’è possibile pensare che sia più facile morire” e nel dubbio ci aggiungerei un’altra subordinata.

E se la morale, per quanto confusa, poteva avere i suoi pregi, Kekko Paroliere ha riabbassato immediatamente il livello: la domenica mattina dopo il Festival, ha scritto una nota su Facebook lamentandosi di non aver ricevuto uno squillo di ringraziamento dalla cantante. Wow, Kekko. Questo che è l’inferno.

Clicca qui per dire al mondo (i.e., Twitter) che hai votato Emma:

Ehi, ma questa canzone non era già stata nominata l’anno scorso? Sì, e si è pure classificata seconda. Nel 2011, però, non era ancora stata estratta come singolo, era un piacere per pochi intimi. La recente ripubblicazione del pezzo, impreziosito da una grande collaborazione internazionale, ci ha permesso di apprezzarne nuovamente la profondità.

Come Sangiorgi in “Sing-hiozzo”, Kekko dei Modà ci racconta con dovizia di particolari i suoi problemi di comunicazione, ma lui ha trovato un rimedio! Come un pittore, disegnerà ciò che prova per la sua amata, abbinando colori a emozioni, in un tripudio di similitudini e sinestesie ispiratissime. Che bella idea! Sentiamo.

“Azzurro come te, come il cielo il mare.” OK, carino, magari un po’ banale… Vogliamo continuare?
“Giallo come luce del sole.” Sì, ecco, questa sarebbe scontata anche alle elementari. Proviamo col verde?
“L’erba verde come la speranza.” Mi fai parlare con la tua maestra?
“Adesso un po’ di blu come la notte.”

Kekko, mi è venuta un’idea per il marrone e non sto parlando di Emma.

Clicca qui per dire al mondo (i.e., Twitter) che hai votato Modà:

 

Premio Salame dai Capelli Verderame 2012: le nomination

Sembra ieri che incoronavamo Vasco Rossi peggior paroliere del 2011. Eppure non era ieri, era il 2011 (l’anno in cui, se ti piaceva una .jpeg, non potevi pinnarla, NdR). Si apre ufficialmente la terza edizione del Premio Salame dai Capelli Verderame! Ma sarà una cerimonia sobria e, non lo nascondo, molto sofferta. Pochi giorni fa, si è infatti saputo che il Premio Mogol quest’anno non si farà. L’assessorato alla Cultura della Valle d’Aosta ha ritenuto che i 234.960 euri spesi per l’edizione 2011 siano stati un po’ eccessivi. È proprio vero che non c’è più spazio né rispetto per l’arte. #macao. Il Premio Salame resta così senza la sua ispirazione e il suo modello – come se i Razzies perdessero gli Oscar, come se lo Strega perdesse i Pulitzer.

RIP Premio Mogol, ora gli angeli ascolteranno musica più brutta.

Se siete arrivati fin qui e ancora non avete ben capito cos’è il Premio Salame dai Capelli Verderame, vi invito a leggere la spiegazione del 2011. Per tutti gli altri, ecco il trailer con le nomination: i sei testi italiani peggiori dell’anno intrisi nella tendenza musicale internazionale peggiore dell’anno. (Qui in grande su Vimeo.)

PIACIUTO? Come potete vedere, quest’anno abbiamo solo pezzi grossi perché sarebbe troppo comodo prendersela coi detriti di Sanremo Social o ex talent recidivi. Qui abbiamo professionisti affermati con squadre di assistenti e consulenti e truccatori e soldi da spendere.

  • Litfiba, “Squalo”
  • Pierdavide Carone, “Nanì”
  • Emma, “Non è l’inferno”
  • Adriano Celentano feat. Jovanotti, Giuliano Sangiorgi e Franco Battiato, “Non so più cosa fare”
  • Modà feat. Jarabedepalo, “Come un pittore”
  • Gigi D’Alessio, “Me duele la cabeza”

Nei prossimo giorni, le sei canzoni verranno presentate (con le motivazioni dell’Academy), si scontreranno a coppie  e potrete iniziare a votare. Nel frattempo, spargete la voce. #salame2012!

Premio Salame dai Capelli Verderame 2011: il vincitore

EEEEEEH siamo finalmente giunti al termine del Premio più lungo della storia (o almeno, a me è sembrato così). Un’affluenza senza precedenti ha messo a dura prova le urne, strabordanti di affettati marci e ciocche buffamente colorate. Ma, come suggeriscono le percentuali, non c’è stata gara: MiticoVasco, IL RE DEL ROCK, l’umarell di Zocca ha guadagnato quasi il 60% dei consensi degli aventi diritto al voto. Colleghiamoci col vincitore per scoprire come sta festeggiando.

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Bene. Ora che les jeux sont faits, devo confessare che tifavo per i Modà. Avrei potuto applicare il Metodo Baudo ’96, ma non l’ho fatto e potete quindi avere la garanzia di un risultato democratico e pulito.

Ieri sera, come saprete, si è anche tenuta la quarta edizione del Premio Mogol. La giuria, composta da Mario Luzzatto-Fegiz, Marinella Venegoni e Paolo Giordano (il Premio MoLOL, insomma), ha premiato “Le tasche piene di sassi”. Io Jovanotti lo preferisco meno filosofo Baci Perugina e più electropop, ma poteva andare peggio, considerando che tra i nominati figuravano anche Le Strisce, Van De Sfroos, Mannarino (le quote etniche), Cremonini, Pezzali (le quote redenzione) e Gazzè (le quote SOB, fatelo vincere, che vi costa).

La spumeggiante serata, che verrà trasmessa su Rai Uno il 23 giugno, è stata condotta da Fabrizio Frizzi ed impreziosita dalle esibizioni di Davide Mogavero (le quote “ancora tu, ma non dovevamo vederci più?”) e B-Twins (le quote twincest del CET). Ma il vero protagonista, almeno per quanto mi riguarda, è stato l’ambasciatore Saturnino, che se la instagrammava in platea.

E anche per quest’anno è tutto. Un sentito grazie alla golden share per le MIGLIAIA di voti  ricevuti (storia vera). Riguardiamoci il trailer che mi è costato tre attacchi epilettici e una querela da parte di Gaspar Noé.

Premio Salame dai Capelli Verderame 2011: la finale

Benvenuti all’ultimo round del premio più eccentricamente insaccato della blogosfera. Chi la spunterà, chi ha scritto le peggiori liriche dell’anno, chi è il degno successore di Pupo, sua Maestà Emanuele Filiberto di Savoia e il tenore Luca Canonici? Lo scopriremo presto, e lo deciderete voi. Inizialmente, avevo previsto una semifinale, ma il ritardo nella comunicazione della data del Premio Mogol ha scombussolato tutti i piani. Finalmente sappiamo quando il celebre paroliere consegnerà l’ambito riconoscimento (il 14 giugno) e dobbiamo sbrigarci. E poi, perché allungare il brodo? Buttiamo tutti i cavalli in pista e vediamo chi si fa più male.

Ecco il poker di ciofeche arrivate in finale:

[SONDAGGIO CHIUSO]

Prima di votare, dovete sapere che, come in tutti i premi che si rispettino, si sono verificati BROGLI, COMPLOTTI, IRREGOLARITÀ E OMIGIDI. Nella seconda manche, Matteo Becucci aveva uno scarto notevole nel duello contro Paola e Chiara e i bookmakers non esitavano a scommettere i loro soldi e le loro madri sulla vittoria del livornese anche nella finalissima. Poi, il colpo di scena. Complice l’assenza del blocco dell’IP nelle votazioni, Becucci è stato misteriosamente salvato da (non scherzo) 2.467 voti per Paola e Chiara.
Non ci è dato sapere se il crimine è stato perpetrato da haters delle sorelle Iezzi o karampane becucciane, ma è stato eseguito con metodo e destrezza. Dati di traffico alla mano, i click non sono arrivati dal post bensì la pagina del sondaggio su Polldaddy, rendendo così impossibile risalire ai colpevoli. Non so voi, ma chiunque creda che questo premio sia così importante da dover essere sabotato, si guadagna la mia stima immediata. Quindi, Paola e Chiara sono in finale: nessuno è al sicuro.

I seggi sono aperti. Per l’ultima volta nel 2011, golden share, share the salame.

The Road to Salame: Negramaro vs. Modà

Negramaro e Modà, Negrodà e Modamaro. Questa la vedo dura, soprattutto perché sta diventando sempre più difficile distinguere i due gruppi. Allora, un aiutino: i Negramaro sono quelli col cantante chubby che si mette il cappello di lana e ogni tanto ci ricorda che viene dal SALENTO (Lu sole! Lu mare!, ecc.); i Modà sono una cover band dei Negramaro che ha preso la strada del rock tiepidino da bravi ragazzi. Poi, colpo di scena! Complici Sanremo e un’etichetta discografica nata da RTL 102.5, RDS e Radio Italia, i Modà superano i maestri salentini e diventano ufficialmente un fenomeno di cui tutti i possessori di orecchie iniziano a preoccuparsi. Ma qual è il gruppo peggiore con la canzone peggiore? Via con la gara.

[SONDAGGIO CHIUSO]

*

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Il 2011 è stato decisamente l’anno dei Negramaro. Ah ah ah, NON È VERO. L’album Casa 69 ha venduto molto, ma non quanto i precedenti, e il gruppo ha gridato al complotto quando il singolo “Sing-hiozzo” non ha ricevuto l’airplay sperato.

Credo che ci sia un cartello delle radio contro, ma preferisco pensare che il brano non sia piaciuto.

Senza nulla togliere all’appassionante teoria del complotto, preferisco supportare l’ipotesi che gli ultrasuoni di Giuliano Sanchubby siano poco radiofonici e facciano spiaggiare le balene. Come se non bastasse, l’annus horribilis dei Negramaro è stato segnato da un’operazione alle corde vocali del cantante, che ha colto l’occasione per lanciarsi nel misery porn con un commovente messaggio ai fan.

Basta con le digressioni, parliamo della can- parliamo della can- parliamo della canzone. Già dal titolo, intuiamo un approccio sperimentale inedito: “Sing-hiozzo” cerca di riprodurre graficamente e foneticamente un “vuoto d’aria” fisico ma soprattutto psicologico che tormenta l’eroe nella prima strofa. E lo fa prendendo in prestito “sing” dall’inglese perché il singhiozzo è la tecnica vocale che il cantante predilige. Un’opera dolorosa ma necessaria sulla difficoltà di esprimersi: LA BALBUZIE DEI SENTIMENTI.

La perla

Mi ha strozzato il cuo-
Mi ha strozzato il cuo-
Mi ha strozzato il cuore

Perché deve vincere?
Perché, dopo gli Oscar a Il Discorso del Re, è giusto fare luce sui problemi di logopedia anche nel mondo della musica.

*

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Anche Kekko dei Modà ci racconta con dovizia di particolari i suoi problemi di comunicazione, ma lui ha trovato un rimedio! Come un pittore, disegnerà ciò che prova per la sua amata, abbinando colori a emozioni, in un tripudio di similitudini e sinestesie ispiratissime. Che bella idea! Sentiamo. “Azzurro come te, come il cielo il mare.” OK, carino, magari un po’ banale… Vogliamo continuare? “Giallo come luce del sole.” Sì, ecco, questa sarebbe scontata anche alle elementari. Proviamo col verde? “L’erba verde come la speranza.” Mi fai parlare con la tua maestra? “Adesso un po’ di blu come la notte.”

Kekko, mi è venuta un’idea per il marrone e non sto parlando di Emma.

La perla
(Non vorrei influenzare la giuria, ma mi trovo costretto a fare un’eccezione e trascrivere tutto il testo.)

Ciao, semplicemente ciao
Difficile trovare parole molto serie
Tenterò di disegnare
Come un pittore
Farò in modo di arrivare fino al cuore
Con la forza del colore.
Guarda: senza parlare
Azzurro come te, come il cielo e il mare
E giallo come luce del sole
Rosso come le cose che mi fai… provare

Ciao, semplicemente ciao
Disegno l’erba verde come la speranza
E come frutta ancora acerba
E adesso un po’ di blu come la notte
E bianco come le sue stelle con le sfumature gialle
E l’aria, puoi solo respirarla
Azzurro come te, come il cielo e il mare
E giallo come luce del sole.
Rosso come le cose che mi fai… provare
Per le tempeste non ho il colore
Con quel che resta disegno un fiore
Ora che è estate, ora che è amore

Perché deve vincere?
Ma l’avete letto?

*

Forza, golden share dorata come l’oro, fa’ il tuo dovere.

Premio Salame dai Capelli Verderame 2011

È il momento. È tornato. Dopo il successo (?) della prima edizione, eccoci pronti per inaugurare l’unico premio che celebra l’imbarazzo, l’indecenza e la povertà della musica italiana. L’anti-premio Mogol per coronare il testo peggiore dell’anno e donare al suo interprete ciò che merita: un salume tricoticamente eccentrico.

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Regia, fa’ partire il trailer (è meglio se lo lasciate caricare tutto prima di schiacciare play; è ancora meglio se lo fate a tutto schermo).

Chiedo scusa ai lettori epilettici, che a questo punto temo ci abbiano lasciato, e do il benvenuto a tutti gli altri. Un saluto particolare a coloro che hanno colto l’omaggio a Enter The Void.

Enter the Void – il Vuoto della musica italiana, appunto, che quest’anno si manifesta in una shortlist ricchissima:

  • Anna Tatangelo, “Bastardo”
  • Elisa feat. Fabri Fibra, “Anche tu, anche se (non trovi le parole)”
  • Matteo Becucci, “La cucina giapponese”
  • Paola e Chiara, “Sudoku”
  • Negramaro, “Sing-hiozzo”
  • Modà, “Come un pittore”
  • Biagio Antonacci, “Buongiorno bell’anima”
  • Vasco Rossi, “Eh… già”

Purtroppo è stato necessario fare delle scelte, e non sapete quanto mi dispiaccia aver lasciato fuori tutti i Giovani di Sanremo, alcuni Amici di Maria, Davide Van De Sfroos (ahimè, canta in laghée), Nayked (ahimè, canta in inglese), Luca Barbarossa e la moglie di Alonso (ahimè, li ho dimenticati) e Al Bano (ahimEEEEEÈH).

“E io cosa devo fare?,” ti starai chiedendo. Ebbene: aspettare. Tra qualche giorno entreremo nel vivo della gara perché dedicherò un post a ogni ciofeca sonora elencata qui sopra. Esse si sfideranno due a due, a eliminazione, secondo questo schema.

Al momento, è impossibile sapere quando terminerà il torneo del dolore perché la data del Premio Mogol non è ancora stata annunciata. Nel caso ti interessasse saperlo per organizzare le vacanze in Valle d’Aosta, dovrebbe essere a giugno. È invece certo è che, quando questa edizione finirà, tu mi odierai per la mole di spam prodotta.

Nel Premio Salame dai Capelli Verderame 2011, la golden share sei tu. Ed è un potere che puoi sfruttare in svariati modi, perché qui si premiano lo spirito di iniziativa e i brogli ben orchestrati. Puoi usare l’hashtag #salame2011 per spammare tutti i tuoi amici 2.0; puoi creare dei mini-meme o incidere una cover della tua canzone prescelta (io posterò qualsiasi cosa mi arriverà); puoi photoshoppare Paz de la Huerta con un salame in mano; puoi comprare un call center o una click farm in Cina per assicurare la vittoria del tuo beniamino quando si apriranno le votazioni. E poi è indecente che questo Premio non abbia ancora uno sponsor: dammi l’indirizzo del tuo salumiere di fiducia.

Per concludere, devo rendervi partecipi della disgrazia che si è abbattuta sul Premio ancor prima che partisse questa edizione. Un mese fa, stark ha lanciato un provocatorio thread, distruggendo le certezze dell’Italia tutta. La strofa di Mogol che presta il titolo a questo premio è incorretta, e si tratta di un errore comune, portato avanti per decenni anche dalle voci più rispettabili. Mentre è risaputo che quel “verderame” è un lapsus storico del paroliere (che intendeva scrivere “rosso rame”), non tutti sapevano che la preposizione è “dei” e non “dai”. È tutto lì, nell’originale della Formula 3 che finora nessuno si era premurato di riascoltare. Ne parla anche Franco Zanetti in un illuminante articolo, parafrasando il verso e incolpando i Pooh per aver perpetrato l’errore. TuttoFaMedia, invece, punta il dito verso Ambra Angiolini per aver tratto in inganno un’intera generazione di italiani. Che disperazione nasce da.

Tuttavia, essendo questo un Premio ignorante vicino al cuore della gente, il titolo non cambia. Premio Salame DAI Capelli Verderame. È solo un gioco.

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