Premio Salame dai Capelli Verderame 2011: la finale

Benvenuti all’ultimo round del premio più eccentricamente insaccato della blogosfera. Chi la spunterà, chi ha scritto le peggiori liriche dell’anno, chi è il degno successore di Pupo, sua Maestà Emanuele Filiberto di Savoia e il tenore Luca Canonici? Lo scopriremo presto, e lo deciderete voi. Inizialmente, avevo previsto una semifinale, ma il ritardo nella comunicazione della data del Premio Mogol ha scombussolato tutti i piani. Finalmente sappiamo quando il celebre paroliere consegnerà l’ambito riconoscimento (il 14 giugno) e dobbiamo sbrigarci. E poi, perché allungare il brodo? Buttiamo tutti i cavalli in pista e vediamo chi si fa più male.

Ecco il poker di ciofeche arrivate in finale:

[SONDAGGIO CHIUSO]

Prima di votare, dovete sapere che, come in tutti i premi che si rispettino, si sono verificati BROGLI, COMPLOTTI, IRREGOLARITÀ E OMIGIDI. Nella seconda manche, Matteo Becucci aveva uno scarto notevole nel duello contro Paola e Chiara e i bookmakers non esitavano a scommettere i loro soldi e le loro madri sulla vittoria del livornese anche nella finalissima. Poi, il colpo di scena. Complice l’assenza del blocco dell’IP nelle votazioni, Becucci è stato misteriosamente salvato da (non scherzo) 2.467 voti per Paola e Chiara.
Non ci è dato sapere se il crimine è stato perpetrato da haters delle sorelle Iezzi o karampane becucciane, ma è stato eseguito con metodo e destrezza. Dati di traffico alla mano, i click non sono arrivati dal post bensì la pagina del sondaggio su Polldaddy, rendendo così impossibile risalire ai colpevoli. Non so voi, ma chiunque creda che questo premio sia così importante da dover essere sabotato, si guadagna la mia stima immediata. Quindi, Paola e Chiara sono in finale: nessuno è al sicuro.

I seggi sono aperti. Per l’ultima volta nel 2011, golden share, share the salame.

The Road to Salame: Matteo Becucci vs. Paola e Chiara

Il terremoto, lo tsunami, la minaccia nucleare, Matteo Becucci e Paola & Chiara: in ordine crescente, le tragedie a cui ha dovuto far fronte il Giappone quest’anno. “La cucina giapponese” e “Sudoku”: due brani italiani di ispirazione nipponica che hanno contribuito a mettere una nazione in ginocchio. Si scontrano qui, oggi, come Godzilla contro Gamera, e tu sei chiamato a votare il mostro più potente.

[SONDAGGIO CHIUSO]

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Immagine anteprima YouTube

Matteo Becucci, concorrente di X Factor 2 come protégé di Morgan, non ha ottenuto il successo sperato dopo la vittoria. Se alcune delle sue cover nel programma hanno venduto benone, non si può dire lo stesso degli originali – segno che, per una volta, il pubblico ha saputo distinguere un buon interprete da un autore medicore. “La cucina giapponese” segna il suo ritorno e al momento non è nemmeno nella top 200 di iTunes. Forse quei 300.000 euri di contratto Sony sono stati un po’ un harakiri. Ma passiamo alla canzone, che Becucci ci spiega così:

Adoro la cucina giapponese ma spesso mi succede che un’ora dopo il pasto, pasto che in un primo momento sembra ampiamente saziante, mi torna l’appetito. Questa la metafora che mi aiuta ad esprimere l’idea di un rapporto di coppia svuotato e alla ricerca di nuovi stimoli per sopravvivere. #

Innanzitutto, Becucci, ti invito a una delle mie maratone okonomiyaki e vediamo se troverai ancora difficile saziarti con la cucina giapponese. Per risolvere l’incomunicabilità della coppia, invece, consiglio di bagnare il tutto con abbondante sake. Io porto i fiammiferi.

La perla

Questa vita tra i cuscini
Sa di sushi e di sashimi

Perché deve vincere?
I versi qui sopra hanno già ispirato l’hashtag #rimepermatteobecucci, ma tutto il testo è una miniera di haiku dadaisti che renderebbero orgoglioso Mogol. Riascoltatelo, io vado a calcificarmi le orecchie col wasabi.

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Immagine anteprima YouTube

Paola e Chiara sono tra le poche cantanti italiane con attitudine da popstar. Non si danno arie da artiste impegnate: loro vogliono essere patinate. Negli anni, hanno imparato dalle loro colleghe internazionali un grande pop topos: fare canzoni da ballare che parlano di ballare. E quando si avventurano in territori meno familiari dal punto di vista tematico, be’, ilarità ne consegue.

Canzone giocata sull’ambiguità tra le due persone, Sudoku (come il famoso Sudoku) è un gioco di pura logica, nel quale al giocatore viene proposto di utilizzare solo numeri “solitari”. La canzone vuole ironicamente, ma anche con amarezza, denunciare l’estremo egoismo nella maggior parte delle relazioni, che spesso si crea rivelando un’ assoluta incapacità di amare. #

C’è Alfonso Luigi Marra al telefono, dice che rivuole indietro la sua teoria dello STRATEGISMO SENTIMENTALE.

Peccato non abbiano girato un video per “Sudoku”. Già me le vedevo, stese su un letto di alghe nori, coperte solo da origami priapici e con la partecipazione straordinaria di Ken Watanabe nel ruolo del maniaco.

La perla

Se l’amore è un archetipo
E perciò non è reale
È una fantasia rituale

Perché deve vincere?
Anche per Paola e Chiara sarebbe un premio alla carriera. Quindici anni di canzoni per poi tornare al punto di vista iniziale sull’amore: “è stato solo un gioco / un àffare da poco”.

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Votate!

Premio Salame dai Capelli Verderame 2011

È il momento. È tornato. Dopo il successo (?) della prima edizione, eccoci pronti per inaugurare l’unico premio che celebra l’imbarazzo, l’indecenza e la povertà della musica italiana. L’anti-premio Mogol per coronare il testo peggiore dell’anno e donare al suo interprete ciò che merita: un salume tricoticamente eccentrico.

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Regia, fa’ partire il trailer (è meglio se lo lasciate caricare tutto prima di schiacciare play; è ancora meglio se lo fate a tutto schermo).

Chiedo scusa ai lettori epilettici, che a questo punto temo ci abbiano lasciato, e do il benvenuto a tutti gli altri. Un saluto particolare a coloro che hanno colto l’omaggio a Enter The Void.

Enter the Void – il Vuoto della musica italiana, appunto, che quest’anno si manifesta in una shortlist ricchissima:

  • Anna Tatangelo, “Bastardo”
  • Elisa feat. Fabri Fibra, “Anche tu, anche se (non trovi le parole)”
  • Matteo Becucci, “La cucina giapponese”
  • Paola e Chiara, “Sudoku”
  • Negramaro, “Sing-hiozzo”
  • Modà, “Come un pittore”
  • Biagio Antonacci, “Buongiorno bell’anima”
  • Vasco Rossi, “Eh… già”

Purtroppo è stato necessario fare delle scelte, e non sapete quanto mi dispiaccia aver lasciato fuori tutti i Giovani di Sanremo, alcuni Amici di Maria, Davide Van De Sfroos (ahimè, canta in laghée), Nayked (ahimè, canta in inglese), Luca Barbarossa e la moglie di Alonso (ahimè, li ho dimenticati) e Al Bano (ahimEEEEEÈH).

“E io cosa devo fare?,” ti starai chiedendo. Ebbene: aspettare. Tra qualche giorno entreremo nel vivo della gara perché dedicherò un post a ogni ciofeca sonora elencata qui sopra. Esse si sfideranno due a due, a eliminazione, secondo questo schema.

Al momento, è impossibile sapere quando terminerà il torneo del dolore perché la data del Premio Mogol non è ancora stata annunciata. Nel caso ti interessasse saperlo per organizzare le vacanze in Valle d’Aosta, dovrebbe essere a giugno. È invece certo è che, quando questa edizione finirà, tu mi odierai per la mole di spam prodotta.

Nel Premio Salame dai Capelli Verderame 2011, la golden share sei tu. Ed è un potere che puoi sfruttare in svariati modi, perché qui si premiano lo spirito di iniziativa e i brogli ben orchestrati. Puoi usare l’hashtag #salame2011 per spammare tutti i tuoi amici 2.0; puoi creare dei mini-meme o incidere una cover della tua canzone prescelta (io posterò qualsiasi cosa mi arriverà); puoi photoshoppare Paz de la Huerta con un salame in mano; puoi comprare un call center o una click farm in Cina per assicurare la vittoria del tuo beniamino quando si apriranno le votazioni. E poi è indecente che questo Premio non abbia ancora uno sponsor: dammi l’indirizzo del tuo salumiere di fiducia.

Per concludere, devo rendervi partecipi della disgrazia che si è abbattuta sul Premio ancor prima che partisse questa edizione. Un mese fa, stark ha lanciato un provocatorio thread, distruggendo le certezze dell’Italia tutta. La strofa di Mogol che presta il titolo a questo premio è incorretta, e si tratta di un errore comune, portato avanti per decenni anche dalle voci più rispettabili. Mentre è risaputo che quel “verderame” è un lapsus storico del paroliere (che intendeva scrivere “rosso rame”), non tutti sapevano che la preposizione è “dei” e non “dai”. È tutto lì, nell’originale della Formula 3 che finora nessuno si era premurato di riascoltare. Ne parla anche Franco Zanetti in un illuminante articolo, parafrasando il verso e incolpando i Pooh per aver perpetrato l’errore. TuttoFaMedia, invece, punta il dito verso Ambra Angiolini per aver tratto in inganno un’intera generazione di italiani. Che disperazione nasce da.

Tuttavia, essendo questo un Premio ignorante vicino al cuore della gente, il titolo non cambia. Premio Salame DAI Capelli Verderame. È solo un gioco.

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