Ottobre sarà un mese bellissimo per i fan della musica brutta! Allacciate le cinture e preparate la sick bag.
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Robbie Williams In and Out of Consciousness EMI |
Robbie Williams è un’ottima popstar, bisogna ammetterlo. E se la stampa non fosse così impegnata a urlargli “sei drogato!” o “sei pazzo!” o “sei [inserire prefisso a caso]sessuale!” a seconda delle stagioni, forse sarebbe più facile accorgersi dei suoi meriti musicali. Chiariamoci, è quasi certo che Robbie sia un idiota – e forse anche un drogato pazzo [inserire prefisso a caso]sessuale – ma se dovessimo eliminare tutte le note di colore dal mondo della musica popolare, rimarremmo soli in una stanza buia con Biagio Antonacci.
In and Out of Consciousness è il (bellissimo) titolo del nuovo greatest hits del cantante. Non che se ne sentisse la necessità, dato che ne uscì uno nel 2004 e, a giudicare dalle posizioni raggiunte dallo stesso nelle classifiche internazionali, siamo rimasti in pochi a non averlo comprato. Però, qui si parla di vent’anni di carriera e di reunion coi Take That, quindi meglio incassare due quattrini adesso ché questo è drogato pazzo e [inserire prefisso a caso]sessuale e non si sa mai cosa tirerà fuori.
Nel doppio album ci sono due (mediocri) inediti firmati da Gary Barlow, tra cui “Shame”, che ha fatto parlare di sé perché nel video sembra che a un certo punto tireranno fuori i rispettivi pifferi per suonarsi un do di prima ottava. Il resto del repertorio è presentato in ordine anticronologico e si divide tra canzoni belle (su tutte, “No Regrets”, “Kids” e “Come Undone”) e canzoni che hanno frantumato la minchia (“Angels”, “Feel”, “She’s The One” – quest’ultima soprattutto se avete visto Come Dio Comanda). Comunque no, non credo valga la pena comprare un album pieno di classici da karaoke, volevo solo spendere due buone parole per Robbie perché rientra di diritto nella categoria non ti darò mai un soldo, ma se passano in radio un tuo pezzo, non cambio stazione.
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Kings of Leon Come Around Sundown RCA |
I Kings of Leon, ovvero la band più sopravvalutata del pianeta. Prima c’avevano i capelli lunghi, poi se li sono tagliati e gli è andato il sesso a fuoco (“aaah, siiiì, così, Grisù!”). Di questo nuovo album non volevo sapere né ascoltare niente, ma poi mi è capitato sott’occhio il primo singolo, “Radioactive”, che è come se avessero ripreso quel video degli Weezer sostituendo gli animali coccolosi con dei bambini poveri. Il risultato è una campagna umanitaria firmata dalla Replay. Basta, per carità di Dio.
Passiamo alle belle notizie: durante un concerto estivo dei Kings of Leon, dei provvidenziali piccioni hanno iniziato a cagare in bocca al bassista.
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Shakira Sale El Sol Sony |
A nemmeno un anno di distanza da Loba/She Wolf e dopo aver sparso letame sonoro sull’intera estate con “Waka Waka”, Shakira pubblica un nuovo album e lo fa tutto in spagnolo. YAWN. Il primo singolo si chiama “Loca”, quello dell’anno scorso si chiamava “Loba”, se siamo fortunati, l’anno prossimo fa una canzone sulla fotografia vintage e la chiama “Loma”. (Chiedo perdono.)
Che poi, “Loba”/“She Wolf” era un singolo molto coraggioso e francamente strano che dopo un centinaio di ascolti finiva anche per convincere (soprattutto dopo averlo gustato nella versione degli Hot Chip). Invece, “Loca” è irrimediabilmente brutta e gli inserti rappati di Dizzee Rascal riescono perfino a peggiorare la situazione.
Shakira, nel tuo caso, un annetto sabbatico in cui mettere a riposo l’ugola e il bacino avrebbe fatto bene.
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Tinie Tempah Disc-overy EMI |
Sei nero? Sei tamarro? C’hai un pezzo di autotune incastrato in gola? Questo è il tuo anno, eccoti un contratto: ora raccontaci in musica che ti piace fare casino nei club e che hai una passione per le cubiste dai culi ben torniti. Tinie Tempah è un Dizzee Rascal for dummies che strizza l’occhio al filone rap+eurodance. A chi vogliamo dare la colpa? A will.i.am? A Usher? Al declino dell’impero culturale occidentale? E vogliamo parlare del titolo dell’album, scopiazzato ai Daft Punk con qualche secolo di ritardo e l’aggiunta di un trattino? Fastidio e ribrezzo.
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Mambassa Lonelyplanet EMI |
Non sono affatto convinto che sia un album da comprare, ma dato che questo mese sono stato poco generoso, concediamoci il beneficio del dubbio investendo su un album italiano. Dopo cinque anni di assenza, i Mambassa sono tornati con un singolo ad aprile e, volendo fidarsi degli scrobbling di last.fm, sono in pochi ad essersene accorti. Il brano si chiamava “Casting” e, pur non distaccandosi troppo dai lavori del passato, forse mancava dell’incisività di vecchi singoli come “Il Cronista” e “Canzone d’Odio” (quella “portata al successo” da Syria LOL NOT). “Casting” era anche accompagnato dal primo video brutto della storia dei Mambassa, ma presumo sia quello che succede quando si passa da Lorenzo Vignolo (sempre sia lodato) a Lucio Pellegrini e si concede un cameo a Martina Stella.
Lonelyplanet esce il 5 ottobre, anticipato dal nuovo singolo “Nostalgia del Futuro”. Sarà sempre la stessa roba, ma a me piace e in nome della nostalgia me lo compro.
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