Pop Topoi

My Compact Diss: Novembre (parte prima)

No prayers for November spawned a monster in the cold November rain e la città si accende in un istante. Come potete vedere, questo mese sto giocando a “Quanti lettori riesci a perdere già dalla prima riga”.

Norah Jones
…Featuring
Blue Note

È difficile immaginare che esista gente in grado di non sbadigliare all’idea di questo disco ma, ehi, ognuno ha le sue perversioni. Trattasi di una raccolta di canzoni già pubblicate qua e là su album altrui (Foo Fighters, Outkast, Belle and Sebastian, Ryan Adams per citare i più importanti) in cui Norah Jones arrivava in punta di piedi a portare il suo gigantesco alone di NOIA. Non trovate che sia una di quelle tre o quattro cantanti che si qualificano come la risposta umana a JIGGLYPUFF? Secondo me, Norah Jones piace a due tipi di persone: quelli che si lavano i denti con l’acqua calda e Steve Jobs. Infatti, nel nuovo GarageBand potete scaricare i video in cui Norah vi insegna a suonare il piano. Io ci ho provato, ma poi il rumore dell’accordo suonato dal mio corpo rannicchiato in posizione fetale sulla tastiera mi ha svegliato. In compenso, questa situazione mi ha fatto venire l’idea per un film bellissimo: un remake di Buried, ma con Norah Jones chiusa dentro un pianoforte a coda. Per l’eternità.

Daft Punk
TRON Legacy OST
Walt Disney Records

Passare da Norah Jones ai Daft Punk è un po’ come farsi  un flacone di Lexotan e poi buttar giù tre compresse di Ritalin. Una volta ho tagliato una playlist di Norah Jones con Discovery e ho smascellato per una settimana. Poi sono andato su IMDb a leggere di che cazzo parli ‘sto TRON e ho deciso che preferivo la droga alle opere audiovisive in cui c’è un tizio che va a cercare il padre scomparso in un mondo con le moto fluorescenti. No, vabbè, i Daft Punk sono perfetti per questa colonna sonora. Sono più adatti a musicare TRON che il film che hanno diretto loro stessi ma che nessuno ha mai guardato. Probabilmente non l’han visto neanche loro perché con quei caschi sempre in testa dev’essere un casino. E niente. Mi vuoi sTRONcare ‘sto disco? Ma che sTRONzo!

Elenco di parole che chiedevano di essere inserite in questa recensione ma non ce l’hanno fatta: casTRONeria, gasTRONomo, TRONista, meTRONotte, festa paTRONale.

Francesco Renga
Un Giorno Bellissimo
Universal

Un Giorno Bellissimo è il sesto album da solista di Francesco Renga e, per motivi che sinceramente fatichiamo a comprendere, non conterrà una cover di “T’Appartengo”.

Nicki Minaj
Pink Friday
Universal Motown

Pink Friday è l’attesissimo album di debutto per Nicki Minaj, che è stata accolta da tutti come “la nuova Lil’ Kim”. Purtroppo, secondo me, si è giocata la possibilità di essere la nuova Lil’ Kim facendo un paio di passi falsi tipo presentarsi in pubblico vestita. Non è ancora disponibile una tracklist dell’album, che pare conterrà collaborazioni con will.i.am, Kanye West, Cheryl Cole e, se quel giorno il citofono funzionava bene, anche Rihanna. In compenso, abbiamo la copertina e direi che basta e avanza per farsi un’idea. E no, non vi do un link per vederla più grande.

Dovete inoltre sapere che finora il fil rouge dei singoli della Minaj è stato: prendere un sample famoso (nello specifico, “Awa awa” e “Dabadabadabbabbà OOH“), ripeterlo allo sfinimento finché non arriva qualcuno a dirle “SONO DIVENTATO AUTISTICO ASCOLTANDO UN TUO PEZZO PER CASO” e buttarci due versi rap sopra. Magari mi ricrederò sul suo conto, chi lo sa, ma per ora sono occupato a dondolarmi sulla sedia facendo la schiuma con la bocca.

Dabadabadabbabbà OOH.

Pink
Greatest Hits… So Far!!!
LaFace

Da Pink Friday a Pink, ammazza che aggancio. Questo sarebbe il primo greatest hits della cantante, che ha fatto un disco bellino (il secondo) e poi ha deciso che la sua vera vocazione era unirsi al Cirque du Soleil e farsi appendere per aria a testa in giù. Il titolo della raccolta si scrive proprio così, con tre punti esclamativi, per non strafare. Comunque io l’altro giorno mi chiedevo: ma “Pink” si scriverà ancora “P!nk”? ¿E se c’è qualche spagnolo in ascolto, mi può confermare che nei paesi ispanofoni si scrive “P¡nk”? E soprattutto, ha ancora senso che si chiami Pink da quando ha smesso di tingersi i capelli di rosa?

Lista di cantanti il cui colore di capelli non mantiene le aspettative del nome: Pink, Blonde Redhead, Mario Biondi.

Lista di cantanti il cui colore di capelli mantiene le aspettative del nome: Blondie, Carla Bruni, Brunori Sas.

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50 Cent ft. Justin Timberlake and Timbaland, “Ayo Technology”

50 Cent ha recentemente perso contro Kanye West sul campo di battaglia delle classifiche di vendita internazionali. L’artista di Chicago ha infatti stracciato il rivale aggiudicandosi la prima posizione sia in USA che in UK. E un po’ ce ne rammarichiamo, perché la “Stronger” di Kanye, costruita su un sample di tamarro-ma-pur-sempre-raffinato French touch, è decisamente meno sporcacciona di “Ayo Technology”. Il singolo apripista di 50 Cent è infatti un compendio di riferimenti sessuali più o meno espliciti nella miglior tradizione “sono gangsta e se ce l’hai me la devi dare”.

Ma andiamo con ordine.

Innanzitutto, notiamo come nel titolo l’autore giochi sul contrasto tra tecnologia e regionalismi sardi. Questo legame ossimorico ben si sposa con l’anima della canzone: cutting-edge nell’arrangiamento, burina nei contenuti.

La traccia inizia in modo epico tra suoni che non ci è dato capire se siano sintetizzatori o cori maschili. 50 Cent fa grandi promesse nell’intro: “Qualcosa di speciale / Indimenticabile / 50 Cent (Cent) / Justin (Tin) / Timbaland (Land) / Perdio!”. Dopo aver costruito tutte queste aspettative nell’ascoltatore anglofono ed essersi presentato – perché, ricordiamolo, il 90% di un testo hip pop è costituito dall’ostinata ripetizione del proprio nome – 50 Cent ci avverte subito del fatto che “Lei, lei ne vuole” e lui gliene darà. Sarebbe poco carino, deludere la “she” di turno, del resto. E Fifty è un noto gentiluomo.
Poi ecco che parte una sorta di “risposta” musicale a Kanye. Se l’autore di “Stronger” ha scelto di campionare il vocoder dei Daft Punk, ecco che 50 Cent e la produzione di Bisteccone Timbaland ribattono con un’ossessiva cacofonia 8-bit. Veniamo a sapere che la donzella in questione non è proprio una santarellina, e che, anzi, “ci sa fare con quel palo”, perbacco! Anche l’ospite d’onore, Justin, dal canto suo, sottolinea le prodezze di questa squinzia che ” E’ sempre pronta / Quando ne vuoi tu, ne vuole anche lei / Come una ninfomane”. Notare, subito dopo, la rima baciata di grande efficacia tra “nympho” e “info”: due lemmi di origine latina uno dietro l’altro in meno di un secondo! Fifty, “che vuol ch’io faccia del suo latinorum?”.
Poi veniamo informati che la signorina è anche ‘na cifra “new age” (ma non era una spogliarellista?), cosa che evidentemente attizza loro un sacco, perché decidono di attirare la sua attenzione con un bel “Ayò”, manco fossero due pastori di Porto Torres che chiamano a raccolta la pecorella smarrita.
“Sono stufo di usare la tecnologia / Perché non ti siedi su di me?”, dice l’ex ‘N Sync, che evidentemente finora si è limitato a riprenderla sul suo Motorola per poi mandare scabrosi mms a tutti i suoi amichetti della crew alla sagra del porceddu. Ayò!

Ma queste sono solo supposizioni. Infatti, quella che finora ci è parsa essere una canzone che esplora con attitudine crepettiana il tema della tecnologia nei rapporti interpersonali, potrebbe rivelarsi in realtà una coraggiosa dichiarazione di 50 Cent e Justin a proposito del loro disperato e continuo ricorso all’onanismo.
Il rapper ha infatti rivelato in un’intervista a Def Sounds che il titolo originale della traccia era “Ayo Pornography”. Quindi, se ricomponiamo mentalmente il ritornello della traccia cambiando la parola in questione, si aprono nuovi orizzonti interpretativi sulla solitaria vita sentimentale dei due musicisti. Peccato che a questa loro – inaspettata – fragilità si contrapponga un Kanye “Più forte / più veloce” e soprattutto “più duro”.

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