My Compact Diss: Aprile

È la primavera, y’alls, la stagione in cui ci sentiamo prigionieri della nostra età, con il cuore in catene di felicità, e usciamo con l’amica Isa B. (Secondo voi sono ancora amiche Isa B e Marina Rei? Perché, quando si fa un namedropping così in una canzone, bisogna prendere delle responsabilità. È tipo un patto di sangue suggellato nella storia della musica italiana, amirite?)

Jus†ice
“Civilization”
Ed-Banger

In un momento storico in cui i Daft Punk vengono messi in † per TRON, parlare male degli Air è come sparare sulla † Rossa, e David Guetta è impegnato nella sua †ata disco-ignorante, all’idea di un nuovo singolo dei Justice, ci facciamo il segno della † e preghiamo all’altare dell’elettronica francese. Poi a me basta sentire “Romain Gavras” e inizio a dilatare le pupille fino all’esplosione. In†amo le dita per l’album, ma qui, a occhio e †, direi SCIMMIA e TANTA ROBA. SINGE et BEAUCOUP DE CHOSES.

Jamie Woon
Mirrorwriting
Polydor/Interscope

L’anno scorso, mi sono lanciato in un endorsement francamente ridicolo per gli Hurts. Ebbene, abbiamo visto come è andata a finire: a schifio (lo so che fa cliché, ma sul serio: i demo erano belli!). Ora ho una gran paura che la situazione possa ripetersi con Jamie Woon, che è il mio endorsement per il 2011, quindi sento il dovere di mettere l’allarme entusiasmo.
Jamie per ora non ha sbagliato nulla. Singoli stupendi, alcuni co-prodotti da Burial, col quale aveva già tirato fuori remix e collaborazioni in tempi non sospetti. Storia vera: nel 2007, si sono conosciuti tramite MySpace e hanno iniziato a lavorare insieme. Grazie dell’add! Jamie pesca a piene mani da R&B, soul e (oddio, non ci posso fare niente, mi tocca dirlo) dubstep (raga, quest’anno va così, non lamentiamoci, è sempre meglio della bachata, su) e ne esce fuori qualcosa di sorprendentemente gradevole. Funziona in radio, funziona in cuffia e funziona a cappella in barca in mezzo alle mangrovie. Questo è il mio disco del mese, fatevene una ragione.

Britney Spears
Femme Fatale
Jive

Ne ho già parlato ampiamente la settimana scorsa. Tl; dr: un album pop moderno, ma privo di anima, intelligenza e continuità.

Immanuel Casto
Adult Music
JLe

Immanuel Casto è il cantante italiano che più si avvicina al concetto di popstar. Sono tremendamente serio. Questo dimostra che non sempre serve il supporto di una major per avere un sito curatissimo, video fatti bene e una campagna promozionale mirata. Anzi, l’indie-pendenza permette al Casto Divo di mandare avanti un progetto coraggioso e furbissimo che ha già fatto proseliti in tutta Italia. Purtroppo la cura degli aspetti estetici e promozionali non corrisponde a quella musicale. Le canzoni sono povere, semplicissime, e la voce di Casto non aiuta. E se talvolta il messaggio potrebbe avere il suo perché (“Escort 25”), l’anima di poser e la tendenza alla rima sporcacciona lo avvicinano pericolosamente al suo equivalente nordico Günther. Il gusto per la provocazione gli farà ottenere decine di interviste e riempirà la sua agenda di date in tutta la penisola, ma dal condividere ironicamente un suo video su Facebook al comprare un suo album e apprezzarlo come progetto musicale, il passo è lunghissimo.

Bob Sinclar & Raffaella Carrà
“Far l’amore
Yellow Productions

Titoli alternativi:
“OMIGIDIO in Balera”
“Dentiere: The Musical”
“E Raffaella Smascella a Casa Mia”
“Scoppia Scoppia Mi Sco- (No, Sul Serio, La Signora Oggi Non Ha Preso Le Gocce)”
“A FAR LA MORTE COMINCIA TU”