Caroline Polachek, Pang

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In una grotta, c’è una donna che segna il numero di giorni come farebbe un carcerato – non sulle pareti ma su un librone usurato – e inizia a ballare divertita attorno a un calderone e stalagmiti. A un certo punto la sua voce prende forma e diventa una nuvola di vapore verde che l’avvolge. Sembrerebbe un video perduto di Kate Bush degli anni ’80, se non fosse che questa strega canta col linguaggio dei social. Il testo parla infatti di sexting e astinenza e lei, dopo avere rifiutato foto che “peggiorerebbero la situazione”, cede ed esclama: “show me the banana”. “So Hot You’re Hurting My Feelings” è bel un momento di stregoneria pop ed è anche l’apice di un’azzeccata campagna promozionale con cui negli ultimi mesi Caroline Polachek si è ripresentata sulle scene.

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L’opposto di pop

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Nel 2005, MTV UK trasmette un reality che accompagna la cantante Lisa Scott-Lee, componente del gruppo pop britannico Steps, nel tentativo di avviare una carriera da solista. A rendere il programma Totally Scott-Lee un po’ più gustoso, c’è una sfida: per otto settimane le telecamere seguiranno la campagna promozionale di un singolo, e nell’ultima puntata si scoprirà in diretta il suo piazzamento nella classifica di vendita. Se il singolo in questione non entrerà nella top 10 britannica, la cantante si dovrà ritirare dal mondo della musica. La premessa, in tutta la sua crudeltà, funziona per l’emittente, che registra ascolti record, ma non per Lisa Scott-Lee: il singolo “Electric” si piazza alla tredicesima posizione. O forse funziona pure per lei, perché senza il traino di un programma tv avrebbe venduto ancora meno copie (del resto, prestandosi a un’operazione del genere, era già in odore di flop).

L’aspetto più interessante dell’altrimenti trascurabile programma è l’incredulità della star che fino a poco tempo prima vendeva milioni di dischi e ora, pur essendo ancora famosissima in patria e facendo lo stesso genere musicale, deve lottare per qualche migliaio di copie. Media e pubblico vogliono ancora il suo volto sulle copertine e vogliono ancora parlare di lei, ma una parte di loro, stimolata da un’idea di marketing vincente a prescindere dall’esito della sfida, vuole anche il suo licenziamento simbolico sulla pubblica piazza. Quindi, ecco Lisa Scott-Lee nei negozi di dischi a comprare copie del suo stesso cd singolo, a fare il solito tour de force promozionale con tutto l’ottimismo necessario, mentre la nazione gode assistendo a un tramonto in diretta.

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Dal numero 24 di Link, “Flop”

Cristina D’Avena e il caos delle classifiche

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L’estate scorsa è stata pubblicata una raccolta di Cristina D’Avena, maldestramente intitolata #le sigle più belle. Quell’hashtag, di fatto, è poco utile su Twitter, perché la funzione di ricerca, così limitata a “#le”, non porta alcun risultato pertinente al disco e non facilita la promozione. Ma sorvoliamo perché, titolo nonostante, si tratta di un capitolo molto importante nella carriera della cantante. #le sigle più belle è infatti il primo album di Cristina D’Avena a raggiungere la top 3 italiana. E questa è la storia di come sono arrivato a scrivere la frase precedente.

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Nomination ai Macchianera Italian Awards 2015

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Benvenuti all’annuale post in cui prendo atto della nomination ai Macchianera Italian Awards come migliore sito di musica, faccio il modesto, arrossisco un po’, ma dentro di me trovereste solo emoji del dito smaltato.

È il quarto anno consecutivo che succede, e credo che questa volta in particolare non abbiate nominato tanto l’URL lassù quanto Twitter e Medium (a proposito, nel weekend dovrebbe tornare La settimana pop). Su Snapchat ci stiamo ancora lavorando.

Fare campagna elettorale, per un sito così piccolo, resta inutile, ma sui manifesti metterei questo virgolettato di Marracash:

Se volete votare, la scheda è qui; se siete nuovi, la spiega è qui. Grazie.

Bastonate, what’s good?

Festival di Sanremo 2013

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Se tutto va bene, da domani sia io che Fazio saremo a Sanremo per il nostro terzo festival. Quest’anno la testata abbastanza folle da concedermi un pass è Rockol, dove curo un imprevedibile blog.

Ah, e poi se vi interessa leggere alcune risposte  che ho dato ad alcune domande, quelli di AlterVista mi hanno interVistato per celebrare la partnership da milioni di dollari materializzatasi nell’header che vedete lassù.

 

 

Garbage, Not Your Kind of People + intervista a Shirley Manson

Qualche giorno fa, parlando dell’album e il tour che segnano il ritorno dei Garbage, scrivevo: «se potessi fare loro una domanda…». Il bello è che questa opportunità è effettivamente arrivata e ho chiacchierato con Shirley Manson di rock alternativo, i suoi modelli, i suoi discepoli e il suo cane.

L’intervista si legge su Grazia.

Lana Del Rey, Born To Die

Sono passati meno di sei mesi dall’arrivo di “Video Games” su YouTube, e ancora meno da quando la inserii nella compilation estiva e ripercorsi la cronologia del fenomeno Lana Del Rey e le sue critiche. Oggi, in un certo senso, si chiude un ciclo: esce Born To Die e la mia inevitabile recensione si legge su Grazia.

(Ogni tanto date un’occhiata alla mia rubrica su Grazia. Potreste trovarci, chessò, un’intervista a Porcelain Raft? Un profilo di Azealia Banks?)

Björk, Biophilia tour

Se mi seguite su Twitter, domenica vi sarete accorti che ero al Manchester International Festival per la seconda data dell’anteprima mondiale del nuovo tour di Björk. Potrei esserne stato abbastanza entusiasta, non so se si è capito. Per chi volesse leggere opinioni a riguardo in un formato più digeribile e con meno caps-lock, la mia recensione è su Grazia.