
Nina Zilli è laureata allo IULM in Relazioni pubbliche con specializzazione in Consumi e pubblicità. In un’intervista a Vanity Fair di qualche settimana fa, avrebbe descritto così il suo corso di laurea: “in pratica aria fritta o, come dico io, stronzologia”.
Questa non-notizia aveva schivato il mio radar – un po’ perché, da quando Nina Zilli si è inventata una candidatura a giudice di X Factor con conseguente rifiuto (“un no grande come una casa”, sempre immaginario), tendo a non dare molto valore ai suoi virgolettati; un po’ perché non è né la prima né l’ultima persona ad aver qualcosa da ridire sull’ateneo in cui ha studiato e, anzi, il giorno che sentirò un italiano parlare con orgoglio del proprio percorso di studi, mangerò una piantagione di alloro.
La non non-notizia, dicevo, aveva schivato il mio radar finché non ho visto spuntare nella mia timeline il link a una nota ufficiale dello IULM: il Magnifico Rettore è offeso dalle parole di “Maria Chiara Fraschetta in arte Nina Zilli professione cantante” e minaccia di querelare lei e Vanity Fair.
Nel rammaricarsi che la signora Fraschetta giudichi inutili (‘aria fritta’) i suoi studi accademici e denigri il titolo di studio da lei conseguito il Rettore, professor Giovanni Puglisi, rende noto che l’Università IULM, ritenendosi parte offesa ha deciso di sporgere querela per tali infamanti affermazioni nei confronti della stessa signora Fraschetta e della testata che le ha riportate.
Cosa emerge innanzitutto dal comunicato del Magnifico Comunicatore? La coda di paglia. Se un corso di laurea crede nel proprio valore non si cura di certo del parere di una star non dico globale ma nemmeno nazionale. Querelare chi parla male di te è uno sport che credevo non praticassero più nemmeno i detrattori di Vittorio Sgarbi e il Gabibbo; querelare la testata che, si suppone, abbia solo riportato le parole del personaggio, poi, è pura fantascienza. Ma soprattutto – e questo è il punto più sconvolgente – dietro quel comunicato traspare la convinzione che il parere di Nina Zilli possa veramente costituire pubblicità negativa, spostare le iscrizioni, muovere le masse, cambiare l’orientamento accademico di confusi liceali.
– Figliolo, hai deciso dove iscriverti dopo le superiori?
– Mah, pensavo allo IULM.
– COSA? Guarda che io i soldi per frequentare una scuola non approvata da Nina Zilli non te li do!
Il risultato è che poche righe di un’intervista, settimane dopo la pubblicazione, hanno avuto un’eco sproporzionata (tra l’altro, più che un attacco sembrava una boutade) e hanno fatto luce sulle debolezze in campo comunicativo di chi la comunicazione dovrebbe insegnartela. Nina Zilli, invece, tra Sanremo e lo spettacolo di Panariello (dove andrà a fare quello che le riesce meglio: l’imitazione di Mina), ha piazzato due interviste altamente virgolettabili – una su un maschile (Max), una su un femminile (Vanity Fair) – e rischia perfino di guadagnarsi, un giorno, l’aggettivo “controversa”.
Vuoi vedere che l’alunna ingrata alla fine un paio di cose sui meccanismi della comunicazione le ha imparate?
Filed under: Pop Topoi, Nina Zilli
Mah, non sono molto d’accordo.
Dopo tutto la cantante è in una posizione di grande visibilità e non può pensare di infangare con leggerezza, e pubblicamente, un’università (magari, chissà, soltanto perchè ha litigato con qualche professore…).
Il fatto è che qui non s’è criticata “scienze della comunicazione”, ma un’università specifica… e tra le due critiche c’è molta differenza.
ciao, sono una laureata di quell’ateneo. vale se sono soddisfatta dei miei studi?
Sì vale, adesso lui deve mangiare piantagioni di alloro….
Il problema è il passaggio dalla voce al testo scritto.
Conoscendola, avendola sentita in interviste e nel bel programma su radio2 sul soul dell’estate scorsa, avrà esposto questi pernsierini che le vengono rinfacciati (iulm=aria fritta; madonna= vecchia; xfactor=schifo) ridendo o scherzando.
Dello IULM si dicono queste cose da sempre, vorrà dire che studiare pubblicità non ha ancora assunto lo stesso valore di studiare come si costruiscono palazzi o si curano disturbi cardiaci…
su Max mostra anche una coscia, lo so perché spinto dalla curiosità tipica del mio genere inferiore sono andato sul sito a vedere
Nell’intervista a vanity ha pure riferito di aver recentemente scoperto youporn, dopo che alcuni amici le avevano parlato (a questo punto penso molto bene..) della categoria animals, lei però ha sottolineato che ha sbirciato altre categorie (aggiungerei menomale).
Sto con Nina Zilli.
Ha espresso una sua opinione. Se non è rimasta soddisfatta del suo corso di laurea, per di più pagato profumatamente, non puo’ dirlo?
Quanto a querelare Vanity Fair, fa davvero ridere…
La Zilli di certo non è laureata in “simpatologia” …
Non so perché, ma non mi dispiace questa “storia”
!
!!
E’ giusto che la gente dica le cose come stanno. D’altronde, se poi la suddetta è solo una persona inutile e/o un’imitazione di Mina, il tutto le si ritorcerà contro.
In tutti i casi, stiam parlando di comunicazione e pubblicità. Aria fritta appunto
ANDARE A LAVORARE!
Aria fritta che è l’anima del commercio, più lavoro di questo!
Io sono orgogliosa del mio percorso di studi. Buon appetito!
))
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