Björk Vika: i 7 migliori remix

La scelta di remix di Björk è a dir poco sconfinata, ma stilare la classifica dei migliori sette non è stato difficile.

Nonostante i grandi nomi chiamati a rielaborare i pezzi (Underworld, Beastie Boys, Beck, Moby, Alec Empire, Matthew Herbert, Mark Patton), sono pochi i remixer ad aver colto nel segno producendo qualcosa di originale. Con qualche riserva, ecco la playlist più qualche nota esplicativa dopo il salto.

7. “Army of Me (Army of Klaus remix by Patrick Wolf)”
Army of Me: Remixes and Covers, 2005

Nel 2005, si poteva ancora parlare di Patrick Wolf usando le parole “ragazzino prodigio”. Patrick dice di essere stato “posseduto da Klaus Nomi” durante la produzione e di aver incluso sample registrati a un concerto di Björk, quando era un insospettabile spettatore. Il pezzo, con altri 16 remix spediti dai fan, finì nell’album di beneficenza per le vittime dello tsunami nel Sud-est asiatico. Pitchfork mostrò poca solidarietà e disse: “3.8“.

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6. “Dull Flame of Desire (Modeselektor remix for Girls)”
Dull Flame of Desire, 2007

Che la voce di Antony si sposi perfettamente coi dancefloor malinconici lo sapevamo. Che  i Modeselektor sapessero farci ballare anche. Un remix senza tanti fronzoli che fa il suo dovere.

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5. “Who Is It (Vitalic remix)”

Questa divertente rielaborazione electropop doveva essere una b-side di “Where Is the Line”, ma non fu mai pubblicata. Alcune imperfezioni nella sincronizzazione della voce lasciano intendere che non è un lavoro finito, ma funziona a meraviglia.

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4. “Oceania (Radio mix feat. Kelis)”
Who Is It, 2004

Un duetto molto interessante. Ma come si saranno incontrate Björk e Kelis, vi chiederete. Ebbene, c’è un aneddoto gustoso. Le due avevano i camerini confinanti a uno show e Björk stava ascoltando Peaches, ma aveva il CD rovinato, così Kelis le ha regalato il suo e si sono scambiate i numeri di telefono.

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3. “It’s in Our Hands (Soft Pink Truth remix)”
It’s in Our Hands, 2002

Uno dei momenti più inavvertitamente pop di Björk degli ultimi dieci anni: Soft Pink Truth (ovvero Drew Daniel, ovvero mezzo Matmos) mette “It’s in Our Hands” dentro un flipper e poi gli dà fuoco. La canzone veniva eseguita in questa versione anche dal vivo durante il Greatest Hits Tour, abbinata alle spiritose proiezioni di Lynn Fox.

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2. “Army of Me (feat. Skunk Anansie)”
Army of Me, 1995

Ho già parlato ieri di questo potentissimo remix di “Army of Me”. Questa è la versione in studio senza Skin, ma nel reparto vocale, Björk non ha proprio bisogno di aiuto.

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1. “Big Time Sensuality (Plaid remix)”
Possibly Maybe, 1996

Non sono un grande fan di quell’esplosione di dance anni ’90 che è “Big Time Sensuality”. La vera “Sensualità con la S maiuscola” la ottengono i Plaid abbassando i BPM e spogliandola di tutti i rumorosi elementi dell’originale.

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PS: Qualcuno ha per caso detto Telegram?

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