Björk Vika: i 7 migliori momenti live

Tra sette giorni esce il settimo album di Björk, Biophilia, e per arrivarci belli gasati, inauguro una settimana monotematica e monomanicale. Björk Vika (che vuol dire “settimana” in islandese, mi dicono) è il risultato di un mio blitz nello sgabuzzino dell’artista, alla ricerca di perle, rarità e ilarità.

Sette giorni di articoli e classifiche celebrativi che si chiuderanno con la recensione (più o meno istantanea) dell’album. Un po’ come Shark Week, ma lo squalo è fermentato, come vuole la tradizione. Se non vi piace Björk – ve lo dico in maniera gentile – FUORI DI QUI. Per tutti gli altri, iniziamo coi suoi sette migliori momenti live dopo il salto.

7. “Oceania” (Cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Atene 2004)

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Fu una bella emozione vedere Björk avvolgere un intero stadio con il suo vestito, la sua voce (non dal vivo per motivi tecnici) e un brano splendido, scritto dal poeta Sjón per l’occasione. Peccato che le inquadrature non rendano giustizia alla performance perché in regia si stavano fumando la torcia olimpica.

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6. “Violently Happy” (MTV Unplugged 1994)

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Björk si presenta allo storico programma conciata come una Spice girl e con un suonatore di bicchieri. La miglior versione di “Violently Happy” mai eseguita.

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5. “I’ve Seen It All” (Cerimonia degli Oscar 2000)

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Non credo esistano molti vestiti ad essere così iconici da meritare una voce su Wikipedia. Per la prima (e ultima) volta, tutto il mondo (i.e., l’America) parlava di Björk: la star eccentrica da un piccolo stato ghiaccato che si presenta distribuendo uova sul red carpet.  Non dev’esserle dispiaciuto, se poi ha deciso di riproporre il cigno nella copertina di Vespertine (“vuoi vedere che qualcuno si ricorda che sono tutta matta e indosso cose tutte matte e mi compra ‘sto ciddì?”), ma noi sappiamo che Björk non è solo piume.

Inizialmente, anche Thom Yorke era atteso sul palco e – potrei sbagliarmi – sarebbe stata la prima volta in cui i due apparivano insieme dal vivo. Purtroppo, l’esibizione televisiva poteva essere di soli 3 minuti e la canzone ne dura 6, quindi Thom restò a casa.

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4. “All Is Full of Love” (Royal Opera House 2001)

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L’era di Vespertine aveva la migliore lineup di sempre: l’arpa di Zeena Parkins, le manopole dei Matmos e le voci di un coro femminile groenlandese. Il tour della consacrazione, del “posso permettermi un’orchestra di 70 elementi nei templi della musica classica”. Se ci fossi stato, probabilmente direi anche il più bello.

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3. “Satisfaction” feat. PJ Harvey (BRIT Awards 1994)

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Mille anni fa, trovai questa traccia su Napster o un altro dei p2p che spuntavano come funghi e chiudevano ancor più rapidamente. A quei tempi, i dischi si compravano perché per scaricarne uno intero ci volevano svariati eoni, ma i p2p erano il massimo per procurarsi le rarità. E io ascoltavo questa strana cover un po’ stonata ma ipnotica, non riuscendo a capire se fosse una parodia, un fake o il prezioso documento audio di una serata tra due colleghe che hanno bevuto troppi Appletini. Avanti veloce, molti anni dopo, nell’era di YouTube: erano i BRIT Awards.

Nella stessa serata, abbiamo anche l’intervista per la stampa in cui è visibile l’eccitazione di due ragazzotte che a un tratto si rendono conto si essere entrate nel mondo dei grandi. E non dimentichiamoci la storica risposta di Björk alla domanda di una giornalista che vuole venga fatta chiarezza sulla pronuncia del suo nome: “Björk – it rhymes with jerk“.

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2. “Army of Me” feat. Skunk Anansie (Top of the Pops 1995)

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Durante il tristemente defunto Top of the Pops (no, non sto parlando del franchising su Rai Due, parlo di quello vero) succedevano anche cose del genere. Gli Skunk Anansie, a quei tempi compagni di etichetta di Björk, riarrangiano “Army of Me” in maniera potentissima.

(Esistono anche una versione in studio senza Skin e un’altra leggermente rielaborata nella colonna sonora di Sucker Punch.)

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1. “Hyperballad/Freak/Pluto” (Voltaic tour 2007)

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Nel tour di Volta, Björk si è portata dietro Mark Bell degli LFO e il magico reactable facendone l’uso più appropriato che si potesse: “Hyperballad” si trasforma in “Freak” che si trasforma in “Pluto” che si trasforma in fottuto rave.

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Bonus: “No Limits” al pianobar

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In un locale francese, una Björk mezza ubriaca viene invitata a partecipare al pianobar, richiede una canzone, si accorge di ignorarne il testo e le note, ilarità ne consegue. E meno male è la sua chanson préférée, pensa se non l’avesse mai sentita prima.

  • http://giopota.wordpress.com giopopp

    Posso aggiungere il più grande discorso di ringraziamento ai Brit Awards ever? http://youtu.be/BBuxhbsTzIY

  • https://twitter.com/#!/la_rospa la rospa

    ammappe! già manca una settimana? non sono ancora prontaaaaa!

  • http://unavoceacaso.wordpress.com unavoceacaso

    Il momento live n°1 è qualcosa di davvero anfetaminico, pazzesco!