Gaetano Morbioli: La Minaccia

Se siete avvezzi alla visione di canali musicali che programmano videoclip italiani, vi sarete accorti che, nel campo “regia” del sottopancia, i nomi sono pochi e sempre gli stessi. Ma uno più di tutti sembra presentarsi con preoccupante frequenza tra quei pixel di dolore: Gaetano Morbioli. E se finora non ci avete ancora fatto caso, credetemi, CANNOT BE UNSEEN.

Volevo fare una presentazione come si deve, con note biografiche e tutto, ma le informazioni che ho trovato sul suo conto sono scarsissime. Da un lato è meglio così, perché possiamo giudicare l’artista e non la persona. Quindi, passatemi la durlindana (cit.).

Gaetano Morbioli è dappertutto dal 2003. Scorrendo la sua videografia su Wikipedia, ci si accorge che ha collaborato con tutte le case discografiche e i più alti esponenti del Male Sonoro (oh, non ne manca uno: Tatangelo, D’Alessio, valanghe di Amici di Maria, Antonacci, ecc.). Almeno 22 video solo nel 2010, 33 nel 2009. In un punto imprecisato, ha fondato la Run Multimedia, società con base a Bussolengo che gira videoclip, ma anche spot e spettacoli. State forse pensando che si tratti di una factory creativa? Be’, vi sbagliate, perché Run Multimedia “non si prepone di essere solamente una factory creativa, ma un vero e proprio crocevia di artisti e talenti del settore [per] creare linguaggi audiovisivi rivoluzionari”. (Aggiungerei anche che il loro sito dovrebbe comparire come primo risultato in tutti i motori di ricerca per “suicidio indotto da gif animate” e “discesa agli inferi tre fotogrammi per volta”: guardàtelo.)

E ora siete pronti per i “linguaggi audiovisivi rivoluzionari”?

Nei video di Gaetano Morbioli nel 90% dei casi non succede nulla. Niente. Vuoto pneumatico su frame esanimi. Sono servizi fotografici in cui qualcuno con la cinepresa passava di lì. Poi passava di lì anche un editor che ama mandare tutto in dissolvenza.

I video di Morbioli sono gallerie di Flickr col rigor mortis; è digitare “candelabri” su Google Images scuotendo lo schermo. Si inquadrano i dettagli (gli strumenti, i gioielli, le scarpe, gli angoli dei divani, le candele, i pomi d’ottone, i manici di scopa) perché una volta che ha finito di mostrarci tutto il bazar, cosa resta? Gente pensosa che cammina, gente pensosa appoggiata ai muri, gente pensosa DENTRO i fottuti muri.

In compenso, la cinepresa non si ferma un attimo: sempre in movimento, fuoco fuorifuoco, apri tutto chiudi tutto, zoom su un orecchio, ora un ginocchio, no ci ripenso, mi piace più la mensola in ferro battuto che c’hai dietro. Non succede niente, ma sembra che succeda di tutto. E che succeda di sbieco.

Prima di dare tutta la colpa a Morbioli, riflettiamo su quali possano essere le ragioni di questa lobotomia estetica. Sarà la mancanza di mezzi? Forse, ma quando i clienti sono la Pausini o Tiziano Ferro (che, si suppone, abbiano più soldi da investire), la solfa non cambia. Ci sono solo più cambi scena e soprattutto più acqua: da sotto, da sopra, da tutti i lati – ah, le inondazioni ti svoltano sempre la giornata!

Allora il problema dov’è? Il problema non c’è. Morbioli ha trovato una formula che fa felici tutti. Il fan può ipnotizzarsi con tante, tantissime inquadrature diverse del suo beniamino senza dover far fronte a, chessò, avvenimenti che disturbino il playback; il cantante porta a casa la pagnotta con due cambi d’abito e due pose distratte; il canale musicale (quella cosa che guardi in palestra mentre fai spinning) è accontentato; e la casa discografica si trova un pacchettino di vuoto confezionato a dovere: nulla di nuovo, strano o sovversivo di cui preoccuparsi. Nulla di nulla, appunto.

Morbioli è al contempo responsabile e vittima della mancanza di idee. Non ne ha neanche lui, però te le filma da dio.

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Bonus: nella sterminata videografia morbiolana che mi sono sparato per intero, ho trovato cinque perle rare, cinque mosche albine. Quindi, se volete restare ancora un po’, dopo il salto troverete la mia Top 5 Rari Video Di Morbioli In Cui Succede Qualcosa (Ma Forse Era Meglio Non Succedesse).

Lola Ponce, “Fuori Di Me” (2009)

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Lola viene lasciata a un angolo della strada da un cabrón che non vuole rivedere nunca más. Segue una farfalla in CGI nella foresta, perché “tu non puoi fermare Lòla / Come una farfalla vòla”. Trova una sfera sbrilluccicosa. È felice. Trova una cascata (“l’amore è una pioggia che va su”), la sfera esplode: al suo interno, altre farfalle in CGI. Intermezzi green screen coi triangoloni mobili alla “Seven Nation Army”.


Luca Dirisio, “Nell’Assenzio” (2010)

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Luca Dirisio e un regazzino (fratello, amico, figlio? Di certo hanno in comune il gene dei BRUTTI OCCHIALI CON CAPPELLO E CAPPUCCIO) partono in viaggio su un furgoncino in Inghilterra. Caricano una tipa. La polizia li ferma, alla guida c’è il regazzino perché Dirisio è a limonare con la tipa nel retro. I tre vengono arrestati. TO BE CONTINUED.


Anna Tatangelo, “Ragazza di Periferia” (2005)

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Uno sgabello assiste impotente agli alti e bassi di una coppia.

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Sergio Cammariere, “L’Amore Non Si Spiega” (2008)

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Sergio suona il pianoforte in una stanza. Nel frattempo, cinque o sei ragazze di diverse etnie camminano e vanno ad altrettanti appuntamenti nello stesso luogo. Sembra che i rispettivi fidanzati non si materializzeranno. Poi invece arrivano. Cammariere trova una fede sulla tastiera. Delle note escono letteralmente dalla tastiera. Be’, che cazzo vuoi, l’amore non si spiega.


Due di Picche, “Faccia Come il Cuore” (2010)

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La svolta politica di Morbioli. Una dura critica a Vallettopoli, con scene volutamente grottesche e gufi in CGI. Avete mai notato che un cuore al contrario sembra un culo? LOL, eh!

 

  • http://bastonate.wordpress.com kekko

    stavo giusto vedendo che il video di Ragazza di Periferia è Lost In Translation con Napoli al posto di Tokyo e Anna Tatangelo al posto di Kevin Shields, il resto diocristo è IDENTICO. camere d’albergo, borse, guardano la città brulicare dai finestroni enormi, e diocristo essendo napoli son pure giustificati ad esser dei cinghioni. sto andando fuori tema mi sa.

  • nbps

    kekko, parecchio fuori tema perchè quella che si vede dai finestroni non è aaassolutamente napoli.

  • http://panapp.splinder.com panapp

    Ogni volta che vedo un video il cui la quantità di effettini Photoshop è superiore alla quantità di fotogrammi live, ecco, capisco che è un video di Morbioli.

  • http://bastonate.wordpress.com kekko

    NUOOO! odio me stesso e voglio morire. che cos’è?

  • nino d’angerous

    due fuoritema, tanto per battere due tasti retroilluminati a cazzo:

    1)chi si cosparge il capo di cenere esclamando il titolo di lavorazione di “in utero” ha la mia totale ammirazione
    2)”ragazza di periferia” è una canzone meravigliosa. lo penso davvero, non posso farci niente

  • nbps

    ah non ne ho la più pallida idea. so solo cosa non è!

  • http://poptopoi.com Pop Topoi

    1. Qual era il titolo di lavorazione di In Utero?
    2. Ognuno ha le sue debolezze, Nino, ma la tua dev’essere veramente difficile da sopportare.

  • Daniele

    Macché Napoli, quella del video della Tatangelo è Montecarlo!!

  • http://www.yam112003.com nadir

    Mr. Topoi, avrei un business da proporle. Le chiederei di contattarmi al mio indirizzo giuseppe.catalano@yam112003.com

  • Pingback: Vitaminic – Dieci post musicali del 2010 che vorreste portarvi nel 2011

  • Dario

    ..per non parlare della sua grande “ispirazione” per il video di “Marmellata #25″ di Cesare Cremonini (vedere “Believe” dei Chemical Brothers) …

  • Pingback: Festival di Sanremo 2011: la seconda serata in diretta - Sanremo News - Donnamoderna.com

  • marco

    hai scritto un articolo fantastico..davvero morbioli e’ un senza idee che sa confezionare il nulla visivo e il vuoto lobotizzato..non mi sorprende sia l’unico a lavorare ..ma ci deve essere di piu’ sotto..come al solito la dietrologia impera in It_aglia

  • michele venturi

    Il tuo articolo è senza dubbio simpatico. Ma lasciami dire che , avendo avuto il PRIVILEGIO di lavora a fianco di Morbioli per diversi anni, le tue sono critiche molto superficiali. Simpatiche appunto. Nulla di più. Gaetano è un professionista serissimo, che valuta molto attentamente e nel dettaglio il modo migliore per cucire addosso all’artista l’immagine giusta per lui. Il videoclip è lo spot commerciale dell’artista che tramite il video si vende al pubblico. Non cerchiamo quindi la regia sovversiva solo per poterla facilmente definire “geniale”. Ti assicuro che è molto più difficile realizzare video così che prendere la cinepresa ed inventarsi qualche storiella da b-movie.
    Quando Morbioli riprende e soprattutto quando si mette al montaggio ti assicuro che prende in considerazione un milione di dettagli per volta. Non solo tecnici ed estetici ma anche personali, in quanto si cala nella vita dell’artista con una sensibilità direi unica. Ci sono sempre moltissime ragioni per cui un’immagine è ripresa così, colorata così e montata così.
    Gaetano Morbioli è il miglior regista di videoclip italiano degli ultimi 15 anni. Il mercato gli ha dato ragione.

  • http://poptopoi.com Pop Topoi

    Ciao Michele, ti ringrazio per il commento educato e pacato, ma io resto della mia opinione: i video di Morbioli nella maggior parte dei casi non sono video, bensì servizi fotografici con la telecamera. È passato più di un anno da quando ho scritto il post, ma l’ultimo video di Morbioli che ho visto (“La differenza tra me e te”) sembra ancora appartenere a quel filone. Non metto in dubbio che sia un bravo regista dal punto di vista tecnico e che sappia creare delle belle immagini per gli artisti con cui lavora, però mancano un po’ di idee e coraggio. Queste non sono considerazioni soggettive, non sto dicendo: “è brutto perché non mi piacciono quei colori/quella scenografia” – la maggior parte dei suoi video sono playback in cui non succede nulla, è un fatto. Il mercato gli avrà dato ragione, ma tra i tantissimi video che ha fatto, quanti sono memorabili?

  • Roberto Tarozzo

    Ciao “Pop” sono pienamente d’accordo col tuo pensiero, anche l’ultimo video di Morbioli “La Notte” di Arisa è una carrellata di immagini delicate e discrete piene di lampade, orologi, angoli, adatti alle persone superficiali e qualunquiste che amano il genere “stiamo tranquilli e non lavoriamo troppo”. Domanda: in questo universo ordinario, secondo il tuo parere qual’è il regista che si distingue dalla noia mortale contemporanea? r|t

  • http://poptopoi.com Pop Topoi

    Secondo me, tra i registi italiani affermati, Maki Gherzi, Cosimo Alemà e Lorenzo Vignolo sono molto bravi.

  • http://gravatar.com/mattiabenetti matt

    vogliamo parlare di bertelli?? the best

  • Ion

    Grandissimo!!! Hai interpretato in modo simpatico (perchè di simpatico questo mercato dei videoclip in italia non ha NULLA) quello che io penso già da un bel pò… ti posso seguire su facebook? Sei un genio…