Premio Salame dai Capelli Verderame 2010: il vincitore

Sì, stasera sono qui per dire al mondo e a Dio che la prima edizione del Premio Salame dai Capelli Verderame è stata vinta da Pupo, Sua Maestà Emanuele Filiberto di Savoia e il tenore Luca Canonici. Non c’è stata gara. Sin dall’apertura delle votazioni, “Italia Amore Mio” è sempre stata in testa con uno scarto notevole sugli altri brani. Un disastro annunciato. Si è verificata invece un’interessante battaglia per la conquista del secondo posto. Per giorni abbiamo assistito a un testa a testa tra i laghi di Scanu, la pucciosità di Jovanotti e la mondanità di Airys.

Si noti, inoltre, come la nomination di Damiano Fiorella abbia portato grande fortuna al nostro talent. Pensate, pochi giorni dopo la candidatura di “Anima”, ovvero la prima volta in nove mesi che qualcuno lo menzionava, i poteri forti della discografia italiana hanno deciso di concedergli un’altra chance realizzando un video. Quindi, d’ora in poi, mi sento di dire che la reunion di Damiano con la sua anima e la conseguente, inarrestabile ascesa al successo sono merito mio.

Giovedì, nell’universo parallelo ma soprattutto autonomo della Valle d’Aosta, si è anche tenuto il terzo Premio Mogol. La giuria di Rapetti ha premiato [SPOILER per chi fosse in pari con la programmazione Rai] Simone Cristicchi ed Edoardo Bennato. Ex aequo. Era così difficile scegliere? Te lo dico io, Rapetti: no. Cristicchi non sarà Bob Dylan, ma almeno nel suo pezzo sulla solitudine geriatrica qualche spunto carino c’è. Bennato può prendere la sua armonica e i suoi occhiali da sole e tornarsene negli anni Settanta chiudendo la porta dietro di sé. Gli altri tre nominati erano Arisa e il suo fidanzato (che hanno studiato all’Accademia di Mogol), Carmen Consoli e Battiato/Sgalambro. Stupore per l’assenza di Povia, che io vedevo già vincitore per una seconda volta, ma non hanno avuto manco il cuore di nominarlo.

E dall’incantevole cornice di WordPress, si chiude qui la kermesse.

4 thoughts on “Premio Salame dai Capelli Verderame 2010: il vincitore

  1. non me la sono sentita di forzare del tutto il volere del Popolo Sovrano: quando mi sono accorto che addirittura si preferiva lorenFo a scanu mi sono arreso, limitandomi a innalzare sensibilmente la percentuale di esco (o dovremmo dire “ocse”?)

  2. Io sento puzza di broglio, mio caro PT. Non è che viste le polemiche in un recente post sul BELLISSIMO cd di remix dei laghi, ti sei dato al Fazismo (non è ho sbagliato a scrivere fazioso, eh, volevo dire che sei come Fazio) e hai pensato bene di pararti il sederino? Eh? EH?

    So che non è questo il caso, ma non mi spiego come una canzone con i puntini di sospensione nel titolo (che mi rimanda ad un altro capolavoro, “E…” di Vasco Rossi) possa non essere in testa alla classifica. Anche se mi rendo conto che di fronte a Qui e Sua Altezza Quo di Paperopoli con il tenore Qua chiunque sembra “piccolo come uno spillo impercettibilè” (MA DAI! Vabbe’, mi arrendo).

  3. Devo ammettere che anche io ho forzato un po’ le votazioni e ho dato il mio voto ripetutamente (ma non troppo) a Jovanotti, nonostante il mio cuore propendesse per Sacnu.
    L’ho fatto perché non riesco ad mandare giù che il Jova vada ad harvard e nel mondo a parlare di musica, poesia ecc… solo per questo.

    La foto del trio che hai scelto è bellissima. Trovo che il look total black doni alquanto ai tre cantanti. Emanuele Filiberto ha un po’ l’aria da esistenzialista, e per quanto riguarda Pupo il nero sta benissimo con il mogano della sua tinta.
    Se dovessero crepare, sarebbe una foto perfetta da mettere davanti alla loro tomba…

    Ciao
    Polly

  4. Lo guardo per l’ultima volta il video.
    E poi mi disintossico, lo giuro. Un’ultima volta.

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